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| 04 mar 2021 | 10:36

Tamara Lunger è tornata in Italia dopo la tragica spedizione sul K2: "Non rimpiango niente, neanche i momenti più difficili"

L'alpinista altoatesina Tamara Lunger è tornata in Alto Adige dopo la dolorosa spedizione sul K2, durante la quale hanno perso la vita cinque alpinisti. "Non passa ora senza che i miei pensieri vadano a tutto quanto di tragico ho vissuto, ma voglio ritornare forte e in forma e adesso ho un po’ di tempo da dedicare a questo visto che sono in quarantena"

Tamara Lunger è tornata in Italia dopo la tragica spedizione sul K2: "Non rimpiango niente, neanche i momenti più difficili"
di L.B.

BOLZANO. L’alpinista Tamara Lunger è tornata in Alto Adige dopo l’esperienza in Pakistan nel tentativo di fare l'invernale al K2, e cioè salire la vetta durante la stagione fredda. E’ stata senza dubbio una spedizione dolorosa e complessa, ma non tanto per il mancato raggiungimento della cima da parte dell’altoatesina, quanto per le numerose tragedie che sono avvenute. Cinque alpinisti, infatti, hanno perso la vita durante la spedizione. 

 

Ora Tamara Lunger sta trascorrendo a casa sua, a Cornedo all’Isarco, la quarantena obbligatoria e precauzionale per via delle norme di contenimento del Covid-19. “Arrivata a casa! Sto capendo sempre di più quanto importante è la natura e sono i miei affetti per guarire e nel percorso, trovare un po’ di pace”, ha scritto sui social.

 

Non passa ora senza che i miei pensieri vadano a tutto quanto di tragico ho vissuto - continua - ma voglio ritornare forte e in forma e adesso ho un po’ di tempo da dedicare a questo visto che sono in quarantena”.

 

Un ritorno in Italia che va vissuto come una vittoria, e che nelle spedizioni sugli ottomila sappiamo non si possa dare per scontato. Ma non è per la fortuna o frutto del destino che Tamara stia bene e sia di nuovo a casa sua. L’altoatesina, infatti, non è nuova alle incredibili difficoltà e ai pericoli che l’alpinismo d’alta quota può riservare. Ha alle spalle un'esperienza che le ha dato la capacità di capire quando è bene fermarsi e tornare indietro. 

 

Proprio da pochi giorni, infatti, sono stati 5 anni da quando, il 26 febbraio 2016, Simone Moro, Ali Sadpara e Alex Txikon hanno raggiunto la vetta del Nanga Parbat (a 8125 metri di quota) per la prima volta in invernale. Tamara Lunger quella volta era lì ma, capendo di non essere abbastanza in forze, aveva saggiamente deciso di fermarsi 70 metri più in basso della cima.

 

“Anche cinque anni fa la felicità era mano nella mano con la paura di morire. Ma sono stata fortunata nel 2016 al Nanga come lo sono stata quest’anno al K2, e ora sono qui che posso raccontarvelo”, ha scritto l’alpinista pochi giorni fa in occasione dell’anniversario.

 

“E nonostante tutto, riconfermo a me stessa che la scelta che ho fatto nel 2009 di fare alpinismo d’alta quota, per me è giusta, non ripiango niente, neanche i momenti più difficili”.

 

Quest'anno, dopo la straordinaria prima invernale del K2 da parte di dieci alpinisti nepalesi (qui articolo), i tentativi di salire d’inverno la seconda montagna più alta della terra ma prima per difficoltà hanno visto una successione di tragedie. Dopo Sergi Mingote, sono morti Atanas Skatov, Muhammad Ali Sadpara, Juan Pablo Mohr e John Snorri (qui articolo).

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