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Varianti Covid in Alto Adige e pochi vaccini, Crisanti a Il Dolomiti: ''Situazione che preoccupa, serve un lockdown come quello di Codogno''

Lockdown e vaccini, queste le due parole d'ordine per il virologo. In Alto Adige anche oggi è stata data notizia di altri 4 nuovi casi di variante sudafricana. Crisanti: ''Bisogna stare a casa e chiudere tutto e andare avanti con i vaccini. In Inghilterra sono in zona rossa da 8 settimane e contano per i prossimi due o tre mesi di vaccinare il 70% della popolazione"

Pubblicato il - 23 febbraio 2021 - 18:43

BOLZANO. La situazione in Alto Adige continua a preoccupare non solamente per il numero di contagi e per la pressione sugli ospedali che continua ad essere ancora molto alta ma anche e soprattutto per il numero di varianti del virus.  Fino ad oggi i risultati dei tamponi sequenziati hanno evidenziato in totale 16 casi di variante sudafricana del Covid-19 in Alto Adige e non mancano nemmeno i casi di variante inglese trovata per la prima volta nei primi giorni di febbraio.

 

La mutazione africana, però, con la sua elevata contagiosità, è quella che più preoccupa. Alcuni comuni sono stati blindati. Gli spostamenti in entrata e in uscita dal territorio, in questi casi, sono autorizzati solo per comprovate esigenze lavorative, di salute, di studio, per acquistare beni di prima necessità o per casi di comprovata necessità o urgenza. E tutto questo è autorizzato solo se in possesso di un test negativo - antigienico o Pcr.

 

La Provincia di Bolzano sta mettendo in campo diversi interventi importanti, ma di certo a non rendere la situazione tranquilla è il progredire quasi quotidiano del numero delle varianti che sono state trovate (Qui l'ultimo aggiornamento sulle varianti). Un andamento, quest'ultimo, che preoccupa anche i territori confinanti con l'Alto Adige.

 

“E' certamente un rischio” spiega anche il virologo Andrea Crisanti contattato telefonicamente da ilDolomiti.it. Con il continuo aumentare della presenza delle mutazioni, afferma “Io penso che la cosa che si dovrebbe fare da parte del ministero è quella di un lockdown, ma uno come quello che abbiamo visto a Codogno: tutto fermo e tutti a casa fino a che non si sblocca la situazione”.

 

Un blocco, chiarisce Crisanti, con l'utilizzo anche delle forze dell'ordine come in parte sta già avvenendo. “Non è che per pochi stupidi dobbiamo mettere a rischio la salute del Paese”. La preoccupazione è che le varianti vadano a peggiorare la situazione nei territori vicini all'Alto Adige. Attorno a metà febbraio, proprio in Val di Fiemme è stato trovato il primo caso di variante inglese in Trentino e, secondo le prime informazioni, il contagio potrebbe essere avvenuto proprio nel corso di una cena nella quale era presente un cittadino altoatesino positivo.

 

In tema di varianti è sempre Andrea Crisanti a chiarire la strada che, secondo lui, bisognerebbe seguire. “Serve il lockdown per tutti – continua – bisogna stare a casa. Non c'è altro modo''.

 

Assieme a questo bisogna vaccinare. “L'Inghilterra – spiega – ha bloccato tutto fino a maggio – giugno. E' in zona rossa da ormai otto settimane nel frattempo ha vaccinato un'importante fetta di popolazione e sperano di arrivare a vaccinare il 70% dei cittadini nei prossimi due-tre mesi. Questo bisogna fare, vaccinare”.

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