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Bagni gender neutral, a Sociologia vince l'inclusione. Gli studenti contro la ‘disinformazione’ di Pro Vita: ''La proposta è stata votata a maggioranza in Consiglio''

In merito agli articoli usciti su Primato Nazionale e Pro Vita, la prorettrice Poggio spiega: "E' un falso totale quello che è stato scritto''. La proposta di bagni gender-neutral è stata elaborata dagli studenti e condivisa poi dai docenti per essere poi approvata a marzo nel consiglio di dipartimento

Di Giuseppe Fin - 17 April 2022 - 06:01

TRENTO. Nessuna scelta ideologia, nessun bagno con cartelli gender neutral ma soprattutto una comunità di studenti e professori che hanno deciso assieme di adottare una pratica inclusiva che è già portata avanti in altre università.

 

“Un caso montato ad arte per gettare cattiva luce sulla nostra Università senza conoscere la questione” spiegano gli studenti di Sociologia in merito ad alcune notizie definite “non esatte” che sono state riportate negli ultimi giorni. Informazioni che sono apparse in una nota di Pro Vita e poi anche in un testo diffuso da Primato Nazionale e ripreso dal alcuni siti della stessa galassia. “Chi ha scritto questi articoli non sapeva nemmeno di cosa stesse parlando” dicono i rappresentati di Udu e UNITiN le due maggiori associazioni studentesche presenti nell'ateneo trentino.

 

“E' un falso totale quello che è stato scritto in alcuni articoli. Non sta né in cielo né in terra'' è la posizione di Barbara Poggio prorettrice alle Politiche di Equità e Diversità dell'Università. “Gli studenti hanno elaborato tutti assieme la proposta che è stata poi presentata al corpo docente – spiega – seguendo una strada giusta e realizzando anche un questionario che ha ottenuto ottimi risultati. La nostra Università è fortemente internazionalizzata e questo ci permette anche di capire che in altri Paesi questi temi sono molto più sviluppati”.

 

I BAGNI GENDER NEUTRAL

L'Università di Trento porta avanti da tempo progetti di rispetto e di inclusione declinati in diverse forme all'interno dei dipartimenti e l'attenzione del corpo studentesco è molto alta.

 

L'iniziativa dei bagni gender neutral è stata lanciata nel dipartimento di Sociologia e portata avanti da un gruppo di studenti. Un proposta nata non dall'oggi al domani ma che è stata frutto di un confronto tra studenti, di un questionario che ha permesso di capire come ci fosse l'approvazione di un'altissima percentuale di persone.

 

Da qui la decisione di mettere nero su bianco la proposta che è poi arrivata sul tavolo del Consiglio studentesco che nella seduta di marzo è stata approvata a maggioranza. “I voti contrari sono stati solo quattro, su oltre una cinquantina di presenti tra i professori, e la proposta è stata votata positivamente da tutte le rappresentanze studentesche”. I risultati si possono ritrovare nel verbale della seduta del 6 marzo del consiglio di dipartimento.

 

Qui il documento con il questionario

 

 

 

Ma non solo perché la proposta è stata correlata di un questionario dal quale risultava chiaramente che oltre l'80% degli studenti era favorevole.

 

Da qui una situazione ben diversa da quella riportata in una nota da Pro Vita dal titolo “Bagni gender a Trento, ma gli studenti non ci stanno” nella quale vengono citate le parole di un rappresentante di Azione Universitaria che non appartiene al dipartimento di Sociologia ma a quello di Economia ed è l'unico rappresentante di Azione che è stato eletto nelle ultime elezioni di Ateneo (I rappresentanti in totale sono 119).

 

L'adozione dei bagni gender-neutral non ha comportato alcun particolare cartello in più. Sono stati semplicemente tolti i cartelli con la figura di uomo e donna in quattro bagni affinché potessero essere usati da tutti indipendentemente dal sesso.

 

GLI STUDENTI

“Le note e gli articoli che sono usciti negli ultimi giorni hanno l'obiettivo di mettere in imbarazzo l'università , volevano in qualche modo colpirsi ma hanno invece dimostrato di non sapere nemmeno quello che stanno scrivendo” ci dice Francesco Massi, rappresentante degli studenti per Udu a sociologia

 

“L'adozione di questa iniziativa è arrivata dove un confronto e dopo aver sentito anche gli altri studenti”, continua Massi. “Abbiamo fatto un questionario, facilmente reperibile anche sui social, che ha dimostrato palesemente che la stragrande maggioranza promuoveva l'iniziativa e la sensibilità era molto alta. Per questo le persole usate in certi articoli sono false e ingiuste”.

 

Parole queste che sono condivise anche da Giorgia Lombardi, rappresentante di UNITiN a Sociologia. “Leggendo le note e gli articoli che sono apparsi a parlare è un rappresentante di Azione Universitaria del dipartimento di Economia, l'unico eletto di questa associazione. Non pensiamo proprio possa parlare per tutto il corpo studentesco e soprattutto per Sociologia che non è nemmeno il suo dipartimento”.

 

Nessuno scontro, spiega Lombardi. “E' stata seguita la strada del confronto, abbiamo fatto un questionario e non ci sono stati problemi di alcun tipo. I bagni gender-neutral sono bagni per tutti, all'esterno c'è semplicemente il cartello con scritto 'Bagno' e l'iniziativa sarà portata avanti anche in altri dipartimenti coinvolgendo, come fatto a sociologia, il corpo studentesco e i professori''. Alcuni bagni, fra l'altro sono rimasti divisi tra maschi e femmine. 

 

A prendere posizione è anche Edoardo Giudici, presidente del Consiglio degli studenti che ribadisce l'intenzione di replicare l'iniziativa anche in altre facoltà.

 

“La proposta a Sociologia – spiega – è stata elaborata dagli studenti assieme poi anche ai professori. E' stato un lavoro congiunto che, a differenza di quello che sembra essere uscito su alcuni articoli, non ha visto spaccature o altro”.

 

L'Università di Trento, ricorda sempre Giudici, fra l'altro, non è nuova nell'impegno per l'inclusività. Nel 2020 ha approvato la mozione sulla digitalizzazione della carriera alias, il doppio libretto universitario per le persone in transizione. Lo strumento esisteva da diversi anni, e permetteva allo studente e alla studentessa di esprimere la propria identità, ma solamente in forma cartacea: questo comportava situazioni di disagio agli esami e agli sportelli dell'Università, dovendo sempre e comunque "notificare" ad alta voce e in pubblico la propria situazione di transizione.

 

“La proposta dei bagni-neutral per il momento è stata realizzata a Sociologia – conclude il presidente del Consiglio degli Studenti –  ma c'è il nostro impegno di portarla avanti anche a livello centrale universitario”.

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