Caso Djokovic, per il padre è ''Come Gesù Cristo che hanno crocifisso'' e punta il dito contro l'Australia: ''Stanno calpestando il popolo serbo''
Il padre di Djokovic, Srdjan, nel corso di una conferenza che si è tenuta ieri a Belgrado, rivolgendosi direttamente al primo ministro australiano Scott Morrison, ha detto: "Tu, famoso primo ministro, ti stai comportando secondo i tuoi principi, che non hanno nulla a che fare con noi e i nostri principi. Noi siamo umani e tu, signore, non lo sei". Sulla vicenda una decisione è attesa ora per lunedì, dopo il ricorso dei legali del tennista contro l'espulsione dal Paese dove si era presentato con un'esenzione dal vaccino contro il Covid19

MELBOURNE. La vicenda del tennista Novac Djokovic continua a far discutere soprattutto dopo le parole che sono arrivate nelle scorse ore da parte dei famigliari e soprattutto da parte del padre Srdjan Djokovic che ha descritto suo figlio come "un idolo, la luce in fondo a un tunnel" di fronte "all'oligarchia politica occidentale".
Srdjan Djokovic, nel corso delle varie interviste rilasciate nelle scorse ore, ha paragonato Novak anche a “Gesù Cristo, che hanno crocifisso”.
Per lui, il figlio “è diventato il simbolo e il leader del mondo libero, un mondo di Nazioni e persone povere e oppresse”.
Sempre il padre di Djokovic nel corso di una conferenza che si è tenuta ieri a Belgrado, rivolgendosi direttamente al primo ministro australiano Scott Morrison, ha detto: "Tu, famoso primo ministro, ti stai comportando secondo i tuoi principi, che non hanno nulla a che fare con noi e i nostri principi. Noi siamo umani e tu, signore, non lo sei".
La vicenda sta andando avanti da ormai alcuni giorni e una decisione si saprà solo lunedì quando ci sarà l'udienza dove il giudice dovrà esprimersi dopo il ricorso dei suoi legali contro l'espulsione dal Paese del tennista.
Tutto è iniziato perché Djokovic è stato ammesso con un'esenzione medica agli Australian Open (torneo che chiede l'obbligo di vaccino), creando polemiche in tutto il mondo. (QUI L'ARTICOLO)
Le autorità australiane, dal canto loro, lo hanno bloccato in aeroporto. Il premier australiano, Scott Morrison, aveva subito chiarito che se le prove dell'esenzione medica non fossero state "sufficienti" Djokovic sarebbe "tornato a casa con il primo volo”. Si attende dunque la decisione sul ricorso presentato dal tennista serbo.


















