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| 12 gen 2022 | 17:31

Djokovic, Sgarbi: “Onore a un combattente che non si vaccina perché è sano”. La sindaca di Riva: “L’Australia fa bene a cacciarlo”

Sgarbi e la sindaca di Riva dicono la loro sulla vicenda Djokovic. Per il critico d’arte il tennista è “il paladino dei sani”, ma secondo Santi: “Il numero uno del tennis dà un cattivo esempio ai giovani e agli sportivi”

Djokovic, Sgarbi: “Onore a un combattente che non si vaccina perché è sano”
di Tiziano Grottolo

MELBOURNE (AUSTRALIA). Il numero uno del tennis mondiale, Novak Djokovic, ha ammesso di aver violato l’isolamento incontrando alcuni giornalisti del giornale francese “Equipe”, arrivati il 18 dicembre a Belgrado per un’intervista. Ad affermarlo lo stesso tennista su Instagram: “Non volevo deludere il giornalista, ma mi sono assicurato di mantenere il distanziamento sociale e di indossare una mascherina, tranne quando mi hanno fotografato. Dopo l’intervista sono tornato a casa per il previsto periodo di isolamento, ma ripensandoci è stato un errore di giudizio e ammetto che avrei dovuto riprogrammare l’impegno”. Ciò significa che la dichiarazione di viaggio rilasciata alle autorità di frontiera australiane contiene informazioni sbagliate e per questo Djokovic rischia delle sanzioni.

 

Sulla vicenda ha voluto dire la sua anche il presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, che riferendosi a Djokovic ha detto: “Onore a un combattente che non si vaccina perché è sano”. Secondo il presidente del Mart infatti, il tennista deve giocare con un avversario “che sta a 40 metri da lui” e per questo “non si capisce chi possa danneggiare”. Eppure, riprende Sgarbi: “Djokovic va in Australia e gli tolgono il visto, va in tribunale e gli danno ragione. Sembra che il ministro possa comunque togliere il pass e l’autorizzazione a stare in Australia. Quindi chissà cosa c’è dietro”.

 

 

Il presidente del Mart tira in ballo anche la vicenda che ha visto il tennista serbo opporsi al progetto di sfruttamento di una miniera di litio nel suo Paese. “C’è una denuncia fatta da Djokovic che ha fatto perdere alla Rio Tinto, potentissima multinazionale per coincidenza Anglo-australiana, un affare riguardo le miniere di litio in quanto potevano recare un danno all’ambiente e alla salute”. Quindi, secondo Sgarbi, ci sarebbe anche un precedente, un conflitto di interessi con con il Governo australiano. “Oggi Djokovic diventa il paladino dei No-vax? No è il paladino dei sani, degli sportivi sani che devono combattere perché sanno giocare e devono vincere o perdere, non comportarsi come dei malati”.

Di tutt’altro avviso la sindaca di Riva del Garda, Cristina Santi, che alcuni giorni fa non ha potuto esimersi dal commentare la vicenda del tennista. “Le norme possono anche costare fatica – ha osservato la prima cittadina – ma vanno rispettate e fatte rispettare: nessuno ha diritto a furbizie e scorciatoie. Così mentre noi comuni mortali stiamo attenti a ogni prescrizione, anche se a volte è fastidiosa, avviene che il numero uno del tennis mondiale, Djokovic, pretenda a tutti costi di andarsene a giocare in un torneo australiano infischiandosene delle normative e della tutela della collettività. Tutto questo solo perché è miliardario? Tutto questo solo perché è un campione? Non esiste, una cosa del genere. Non può esistere. Anche, e direi soprattutto, per il cattivo esempio che dà ai giovani e agli sportivi”. Detto questo secondo la sindaca se l’Australia deciderà di cacciare il tennista “farà benissimo”.

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