Contenuto sponsorizzato
| 08 gen 2022 | 15:38

Altri guai per Djokovic, per i legali ha avuto il Covid il 16 dicembre ma il 17 era a una cerimonia pubblica. Intanto Pillon sta con il tennista: ''Decisamente simpatico''

Molti punti della ricostruzione degli avvocati non sembrano tornare. Ma per i legali avrebbe contratto Covid il 16 dicembre e per questo ha chiesto e ottenuto l'esenzione dagli organizzatori degli Australian Open

Altri guai per Djokovic, per i legali ha avuto il Covid il 16 dicembre ma il 17 era a una cerimonia pubblica
di Redazione

MELBOURNE. Continua a tenere banco il braccio di ferro di Nole Djokovic, una vicenda che si aggiorna con i legali del tennista che hanno affermato che il serbo ha contratto Covid il 16 dicembre e per questo ha chiesto e ottenuto l'esenzione dagli organizzatori degli Australian Open

 

Il tennista era risultato positivo nel 2020 e quindi il caso del dicembre scorso sarebbe un eventuale secondo contagio. Secondo quanto riporta il Guardian, la positività sarebbe stata registrata il 16 dicembre 2021 dall'Istituto di sanità pubblica della Serbia e sarebbe durata una settimana.

 

Ma molti punti della ricostruzione degli avvocati non sembrano tornare, Djokovic il 16 dicembre stesso e il giorno successivo ha partecipato a due eventi pubblici a Belgrado.

 

Protagonista della presentazione dei francobolli che gli sono stati dedicati dalle Poste serbe. L'annuncio era stato dato dal sito ufficiale stesso: "Alla presenza di Novak Djokovic, PE Post of Serbia ha presentato oggi l’emissione unica dei francobolli commemorativi" mentre il numero uno al mondo del circuito aveva pubblicato la foto dell’evento il 17 dicembre sul canale Instagram.

 

Sempre in quei giorni è stato fotografato, senza mascherina, durante la premiazione dei migliori giovani dell'Associazione tennis di Belgrado. A questo si aggiunge che la richiesta per l'esenzione sarebbe dovuta pervenire entro il 10 dicembre. 

 

Dopo il paragone del padre "Come Gesù Cristo che hanno crocifisso'' (Qui articolo) e in attesa delle decisioni sulla possibilità di poter partecipare al primo Open stagionale, il tennista incassa il sostegno del parlamentare leghista Simone Pillon: "Questo ragazzo mi sta decisamente simpatico. Bravissimo nello sport, coraggioso, non ha paura di mostrare la sua fede cristiana e non si piega ai diktat del sistema. Bravo Novak Djokovic".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato