Collinetta Canfort, il parco verde per unire Canova e Roncafort. Lenzi: "Vogliamo fare informazione sul progetto, diminuirebbe di più il rumore acustico rispetto alle barriere"
È stata promossa una raccolta firme per la collina "Canfort", il progetto per coprire i binari ferroviari con un parco che unirebbe l’abitato di Canova a quello di Roncafort. L'idea è stata lanciata per spiegare ai residenti il progetto

TRENTO. “La raccolta firme vuole mostrare che i residenti non sono contrari alla collinetta ma soprattutto per fare informazione sul progetto direttamente sul territorio”. Sono queste le parole del consigliere comunale Walter Lenzi riguardo alla collinetta Canfort, la proposta per coprire la galleria artificiale che nasconda i futuri 4 binari della circonvallazione ferroviaria, con uno spazio verde di 35mila metri quadrati che unirebbe l’abitato di Canova a quello di Roncafort.
La proposta, già presentata lo scorso dicembre, sin dall’inizio aveva trovato delle resistenze da parte della circoscrizione di Gardolo che “spera ancora nell’interramento totale fino all’Interporto, – sostiene Lenzi – che era ciò in cui speravamo tutti. Dopo che abbiamo ricevuto il no il 6 dicembre scorso, abbiamo iniziato a pensare a un progetto fattibile. Abbiamo accolto la proposta del Comune di interrare 165 metri in più, fino al Mediaworld”. L’idea è nata "da un gruppo di cittadini di Gardolo supportati da un urbanista: Merler Paolo, Carmine Ragozzino, Filippo Tomasi e il sottoscritto – dichiara – nelle prime adesioni figurano anche il consigliere comunale Andreas Fernandez, il vice presidente della circoscrizione Gardolo Hervè Parkoo, così come ex presidenti e consiglieri”.
Alla prima presentazione infatti avevano aderito 70 cittadini. Da sabato scorso, 12 febbraio, è iniziata una nuova raccolta firme, con l’obiettivo di “fare informazione diretta sui territori di Canova, Roncafort e Gardolo, dove abbiamo riscosso una grande condivisione, arrivando in totale a 300 firme circa”. Soltanto pochi giorni fa “ha iniziato a girare sui social un’immagine falsa del progetto, mostrando un render non veritiero di un muro e non della collinetta, facendo così cattiva informazione”. La raccolta nasce perciò anche con lo scopo di “contrapporsi a questo”. Lo scopo non è solo quello di “capire se la popolazione è d'accordo, attribuendogli un valore simbolico, ma spiegare questa proposta che ancora non tutti conoscono, perché è un progetto grande e complesso”.
Il progetto infatti prevede la realizzazione di un parco sopraelevato che nasconda i futuri 4 binari (2 della linea storica e i 2 del raddoppio della Trento-Malè), mitigando l’impatto acustico e visivo dei treni. "Per la circoscrizione, che non è totalmente convinta - riporta il consigliere comunale - è 'una proposta suggestiva ma parziale'". Il problema, sostiene Lenzi, "è che se l’interramento totale non è possibile tra dieci anni verranno installate delle barriere antirumore. Si sta parlando di più di 200 treni che transiterebbero al giorno e così sarà anche più avanti. I binari potevano arrivare fino a sei, ma grazie ai cosiddetti cameroni che devieranno le merci, si arriverà a quattro”. La collina “dovrebbe attenuare molto di più il rumore acustico rispetto a delle barriere – prosegue– una soluzione che migliorerebbe anche il territorio, essendo un parco, dove sono state pensate delle passeggiate e delle ciclabili”. Non solo: da anni la circoscrizione attende una “casetta da utilizzare per le associazioni e il volontariato”, che potrebbe “essere prevista in questa grande opera a livello urbanistico”.
Comprensibile secondo il consigliere che la circoscrizione si sia in parte opposta: “È giusto che un territorio rivendichi le proprie idee - sostiene - ci vorrà del tempo per cercare di convincere tutti gli abitanti, ma tanti residenti stanno già rispondendo bene”.
Lenzi conclude che non verrà preservato soltanto il centro città, “dove verranno interrati due chilometri e mezzo dall'ex scalo Filzi al Muse, ma è stato pensato dove possibile, di fare questa ricongiunzione anche nelle periferie: una città che non esclude a priori una ricucitura dei territori. Anche a Rfi (Rete ferroviaria italiana) “verrà chiesto di fare la propria parte, e che dia il consenso per questo progetto in cui noi crediamo, ma credo ci siano buone probabilità anche per un discorso etico”.
L'idea di connettere la zona est e ovest della circoscrizione di Gardolo è stata definita dai primi firmatari "un intervento tecnicamente lungimirante", una "suggestione urbanistica, forse un sogno" che in realtà presenta qualche analogia con due progetti già definiti (ma su scala più ampia) a Bari e a Milano.


















