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Covid, la studentessa: “Quasi metà della classe a casa ma non scatta la quarantena e per noi assenti niente Dad”. Intanto è boom di sezioni in isolamento

La segnalazione è arrivata a il Dolomiti da una studentessa delle superiori: per le sezioni dove non si raggiunge il numero di positivi necessari ad attivare il procedimento di quarantena generale, e quindi la didattica a distanza per i ragazzi, la norma non specifica come devono comportarsi i vari istituti che sono quindi “autonomi”

Di Filippo Schwachtje - 16 January 2022 - 05:01

TRENTO. Contagi e didattica a distanza, la segnalazione di una studentessa a il Dolomiti: “Tra positività e compagni costretti a casa per aver avuto contatti stretti, nella mia classe sono arrivati a rimanere in presenza circa la metà degli studenti, ma prima che arrivasse la conferma della quarantena sono passati giorni e nel frattempo per chi era a casa non è stata attivata la didattica a distanza”. Dopo un rientro dalla pausa natalizia che si preannunciava pericoloso a causa dell’altissima circolazione del virus, le classi in quarantena in Trentino sono passate nel giro di soli tre giorni da 49 a 110, secondo i dati ufficiali forniti dalla Pat, ma per le sezioni dove non si raggiunge il numero di positivi necessari ad attivare il procedimento di quarantena generale (2 in Trentino), e quindi la didattica a distanza per i ragazzi, la norma non specifica chiaramente come devono comportarsi i vari istituti.

 

A spiegarlo è il coordinatore dei dirigenti scolastici tra Istituti comprensivi e scuole superiori Paolo Pendenza, che sottolinea: “Ogni scuola è autonoma in questo senso”. “Io sono risultata positiva al Covid-19 poco dopo il rientro dalle vacanze – racconta la studentessa, che frequenta le scuole superiori – e dopo il test positivo sono rimasta a casa per diversi giorni, chiedendo sia agli insegnanti che alla dirigenza se fosse possibile attivare la didattica a distanza, o eventualmente anche solo accendere la webcam del computer in classe per non saltare le lezioni, poter prendere appunti e non risultare, tra l’altro, assente. Ma la mia richiesta è stata negata”. Per la studentessa infatti (e per i suoi compagni) non è stata attivata nessuna procedura particolare e i ragazzi sono stati trattati come fossero dei ‘normaliassenti per malattia. Il tutto dopo due anni nei quali il concetto di didattica a distanza è entrato ormai nel gergo comune con l’arrivo del Covid-19 e, come noto, l’isolamento per i positivi al virus può durare anche settimane.

 

Insomma: nonostante circa 2.500 casi totali fra gli studenti in questa settimana, stando ai dati forniti il 14 gennaio dal dirigente del Dipartimento istruzione Roberto Ceccato, a quanto pare in alcuni istituti non si è ancora ragionato su come attivare la didattica a distanza per gli studenti che stanno finendo in isolamento prima che la classe intera venga messa in quarantena. Per quanto riguarda le scuole superiori in Trentino infatti, il problema si pone quando non vengono raggiunti almeno i due positivi all’interno di una sezione (le disposizioni a livello nazionale parlano di 3 positivi ma, per il momento, in Provincia restano in vigore le regole precedenti). Raggiunta quella soglia l’intera classe viene messa in quarantena e si attiva quindi la didattica a distanza per un periodo di 10 giorni. “Nella mia classe – spiega però la studentessa – la maggior parte degli assenti era evidentemente a casa per aver avuto dei contatti stretti con casi positivi e quindi per giorni gli assenti (arrivati ad essere quasi la metà dell’intero gruppo classe) non hanno potuto usufruire della didattica a distanza”.

 

Alla fine, dopo aver con ogni probabilità raggiunto la soglia stabilita di positivi all’interno della sezione, il provvedimento generale di quarantena è arrivato e con lui l’inizio della didattica a distanza. Nel frattempo però, diversi studenti sono dovuti rimanere ‘sempliciassenti senza nemmeno la possibilità di seguire le lezioni a distanza e quindi perdendo parte delle spiegazioni dei professori proprio all’inizio del quadrimestre. “Questa situazione dovrebbe essere normata all’interno del Piano didattica digitale integrata – spiega Pendenza – che ogni scuola dovrebbe aver approvato già lo scorso anno. In questo senso però ogni istituto è autonomo, non c’è una normativa generale se non quando a finire in quarantena è l’intera classe con il raggiungimento delle soglie di positivi previste. Negli altri casi ogni scuola è autonoma e si dà delle regole”. 

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