Covid, l'esperta Viola: ''Sottovarianti Omicron contagiano anche chi è appena guarito. Bisogna fare molta attenzione''
L'esperta spiega: "“Come ho ripetuto molte volte, che il virus muti è (purtroppo) normale. Sapere però che ci sono in circolazione delle versioni che possono contagiare anche chi è guarito da poche settimane ci deve spingere a essere cauti nel rinunciare alla mascherina”

TRENTO. “Bisogna essere cauti” è questo l'invito che arriva dall'immunologa Antonella Viola in merito alle diverse varianti che sono presenti anche nel nostro Paese.
La direttrice scientifica dell'Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza è intervenuta nelle scorse ore sulle nuove sottovarianti Covid e sul rischio contagio, anche per chi è da poco guarito dal virus. Una situazione per la quale occorre mantenere ancora alta l'attenzione vista l'elevata trasmissibilità.
“Nel mondo – ha spiegato la dottoressa Viola - stanno circolando diverse sottovarianti di Omicron con caratteristiche di altissima trasmissibilità e immunoevasione. Omicron BA.4 e BA.5 arrivano dal continente africano e sembrano contagiare anche chi è appena guarito dalle varianti Omicron precedenti”.
Negli Usa, spiega sempre l'immunologa, la sottovariante BA.2.12.1 molto più contagiosa delle precedenti si sta diffondendo e sta facendo aumentare contagi e ricoveri. “Come ho ripetuto molte volte, che il virus muti è (purtroppo) normale e il 'panico da varianti' – spiega - non ha senso. Sapere però che ci sono in circolazione delle versioni del SARS-CoV-2 che possono contagiare anche chi è guarito da poche settimane ci deve spingere a essere cauti nel rinunciare alla mascherina”.
L'invito, quindi, da parte dell'esperta, è quello di continuare ad utilizzare la mascherina anche dove non è obbligatoria, per noi stessi e per gli altri. “Penso per esempio ai negozi e ai supermercati: noi ci stiamo dentro al massimo una mezz’ora e quindi la mascherina non è per noi un sacrificio, ma cassieri e commessi ci passano la giornata, a contatto con centinaia di clienti. Tutti noi – conclude Antonella Viola - possiamo aiutarli e farli sentire più sicuri sul loro luogo di lavoro. Basta poco”.














