"Fascismo nel 1922 e nel 2022? Avete ancora bisogno di Mussolini?". A Bolzano sfilano 2 mila Schützen a 100 anni dalla marcia delle camicie nere
I tiratori scelti tirolesi provenienti da tutto l'Alto Adige sono sfilati per le vie del centro storico per arrivare in piazza del Municipio, con fiaccole e striscioni contro il fascismo. Südtiroler Schützenbund: "È necessario, anche in tempi come questi difendere i propri diritti sulla base della legge, altrimenti ciò che è concesso diventa una questione transitoria"

BOLZANO. In duemila gli Schützen presenti ieri (1 ottobre) a Bolzano per sfilare in occasione del centenario della "Marcia su Bolzano" contro il fascismo. I tiratori scelti tirolesi provenienti da tutto l'Alto Adige sono passati con un lungo corteo per le vie del centro storico per arrivare in piazza del Municipio.
Fiaccole e striscioni come "Avete bisogno di Mussoli?" o "Il fascismo in Sudtirolo sta solo nei libri di storia?" hanno accompagnato la manifestazione, organizzata dalla Südtiroler Schützenbund insieme alla Südtiroler Heimatbund per ricordare il giorno in cui i fascisti presero il potere a Bolzano, occupando la scuola "Kaiserin-Elisabeth" e quando destituirono il sindaco di allora, Julius Perathoner.
Dopo la netta vittoria della destra alle scorse elezioni politiche del 25 settembre, che vede alla guida come primo partito a livello nazionale Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, gli Schützen tornano a rivendicare l'indipendenza altoatesina.
Tra i partecipanti presenti anche il vicesindaco di Bolzano, Luis Walcher, e i membri della Giunta provinciale, Myriam Atz Tammerle, Sven Knoll e Andreas Leiter-Reber.
Dopo l'arrivo dei partecipanti a Landhausplatz, il corteo ha sfilato fino alla ex scuola intitolata all'imperatrice Elisabetta, dove è stata posta una targa commemorativa in ricordo della violenta occupazione e della "ridenominazione forzata della scuola che ancora non è ancora stata revocata - sostiene la Südtiroler Schützenbund - a Bolzano non c'è alcuna commemorazione dei tragici eventi di 100 anni fa, quando agli alunni tedeschi fu improvvisamente negato l'accesso alla scuola".
Il fulcro dell'evento si è svolto in piazza del Municipio. Il presidente della Südtiroler Heimatbund , Roland Lang, ha preso parola, seguito Walcher.
Nel suo discorso di apertura il vicecomandante nazionale Christoph Schmid ha fatto riferimento al presente, esortando i politici di Bolzano e Roma a trarre insegnamento dagli eventi storici.
"È necessario, anche in tempi come questi - sostiene la Südtiroler Schützenbund - difendere i propri diritti con coerenza e sulla base della legge, altrimenti i diritti concessi sono una questione transitoria".
"Lavoreremo ogni giorno per garantire che l'ingiustizia storica venga sanata in Alto Adige - conclude il discorso il comandante degli Schützen Roland Seppi - ci impegneremo con forza e determinazione affinché l'ammorbidimento della nostra identità venga invertito. Per noi è una missione e un onore batterci per lasciare ai nostri discendenti una patria tirolese degna di essere vissuta".













