Contenuto sponsorizzato

Ginecologia a Cles, l’addio del direttore. Cresce la preoccupazione dei sanitari, il Patt: “C'è un'idea di potenziamento? Si rischia di perdere l'ennesima occasione”

E' stato pubblicato nei giorni scorsi il nuovo bando per l'incarico di direttore dell'Unità operativa di Ginecologia dell'ospedale di Cles. In tema di sanità periferica non sono poche le criticità che si stanno registrando sul territorio a partenza dalla carenza di professionisti. I consiglieri del Patt, Demagri e Dallapiccola: "Le valli del Trentino considerate area periferica, devono poter essere garanti della salute dei cittadini"

Di G.Fin - 26 March 2022 - 08:55

CLES. L'addio del direttore dell'Unità operativa di Ginecologia dell'ospedale di Cles (QUI L'ARTICOLOha destato molta preoccupazione e proprio nei giorni scorsi la Provincia ha pubblicato un nuovo bando per cercare un sostituto che possa ricoprire il ruolo. Una 'sfida' non di poco conto che si considerata la scarsità di specialisti presenti sul territorio e le difficoltà che si stanno registrando nelle strutture ospedaliere. 

La scadenza del nuovo avviso è per il 21 aprile e tra i vari requisiti specifici richiesti vi è quello di "anzianità di servizio di sette anni, di cui cinque nella disciplina di Ostetricia e ginecologia o disciplina equipollente e specializzazione nella stessa disciplina o in una disciplina equipollente ovvero anzianità di servizio di dieci anni nella disciplina".  

 

Il caso dell'addio del direttore di Ginecologia di Cles era stato sollevato la scorsa settimana dai consiglieri provinciali del Patt, Paola Demagri e Michele Dallapiccola con una interrogazione (QUI L'ARTICOLO) che va ad aggiungersi a quelle già presentate negli scorsi mesi dagli stessi consiglieri che hanno cercato di accendere i riflettori su una situazione della Sanità trentina per nulla tranquilla. 

 

“Le dimissioni del direttore – hanno spiegato i due consiglieri - hanno destato preoccupazione tanto da aver creato uno scossone in Apss che è corsa subito ai ripari con la pubblicazione di un bando. Da notare che le dimissioni sostavano sulla scrivania della Direzione Generale già da un po' di tempo”.  Il tema è quello di capire quale ruolo deve avere la sanità nelle valli del Trentino che pur essendo considerate aree periferiche devono poter comunque garantire i servizi per la salute dei cittadini quanto le città. La parola chiave è ''investimenti'' come già sottolineato a ilDolomiti dal presidente dell'ordine dei medici, Marco Ioppi (QUI L'ARTICOLO). I servizi si mantengono aperti se vi sono poi professionisti disposti a lavorare e crescere professionalmente in Unità dentro le quali sviluppare competenze e ricerca. 

Ed è proprio su questi aspetti che viene chiesto alla Provincia quale sia l'idea che si vuole mettere ni campo per l'ospedale di Cles. “Il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Cles – spiegano Demagri e Dallapiccola - nonostante rappresenti  il 'terzo polo' del Trentino  è stato progressivamente depauperato di risorse e professionalità, che si sono manifestate con il trasferimento in altra regione di numerosi professionisti ginecologi senza alcun reintegro di personale, così da creare una cronica e persistente riduzione dell’organico medico contestualmente ad una reiterata riduzione dei servizi ambulatoriali e non a disposizione della Comunità”. 

 

Da qualche anno, spiegano i rappresentanti del Patt “A Cles  è consentita una chirurgia ginecologica mono operatore che poi complice  la pandemia è venuta meno anche questa  con il risultato che le pazienti adesso devono mettersi in liste d’attesa infinite a Trento in Villa Igea o andare a pagamento fuori provincia anche per interventi di bassa complessità”. Situazioni che non sono frutto solamente negli ultimi due anni con la pandemia ma del passato e alle quali poi nessuno ha posto rimedio. 

Sulla carenza di personale l'Azienda sanitaria è corsa ai ripari con interventi cosiddetti “a tamponare” con l’utilizzo di “consulenti”, per l’effettuazione di alcuni turni mensili. Ciò costituisce una soluzione non duratura e se da un lato i consulenti possono diventare una fonte preziosa in emergenza dall'altro non possono rappresentare una situazione ordinaria.  

 

A mettere sul tavolo alcuni importanti punti sono i consiglieri Demagri e Dallapiccola che chiedono alla Giunta Provinciale di capire quale futuro si ha in testa per l'Unità operativa di Ginecologia e Ostetricia di Cles e dell'intero ospedale.  La scelta di un direttore dell'Unità con esperienza, viene spiegato “sia in campo ostetrico che ginecologico è utile se si vuole  implementare l’attività”. Ma allo stesso tempo diventerebbe fondamentale reintegrare la chirurgia ginecologia nelle competenze del Reparto e “rendere allettante la posizione lavorativa, sia come direttore che come dirigente medico, di specialisti che riconoscano la completezza della loro professionalità approfondendo entrambe le branche”

 

Una strada che dovrebbe essere portata avanti anche dando visibilità al reparto con percorsi clinici ad hoc, una riduzione dei trasferimenti in elicottero e  ambulanza delle pazienti da operare in urgenza, con conseguente riduzione anche dei costi per l’Azienda. Servizi che dovrebbero portare un incremento del personale che consentirebbe di rendere più varia l'offerta dei servizi”. 

 

“Rimanendo nell’area ginecologica e materno infantile la paziente gravida (fisiologica o basso/medio rischio) e ginecologica (con patologia ginecologica minore) – continuano i due consiglieri - deve poter afferire al punto ospedalieri territoriale di riferimento senza dover arrivare ad un sovraccarico di altri ospedali come Trento e Rovereto dedicati a patologia ostetrica grave o ginecologica oncologica”. Un modello, quello appena descritto, che sembra ricalcare l'idea di un ospedale policentrico come quello lanciato dalla Giunta Provinciale. “Ma si è compreso il vero significato?” si chiedono in conclusione Demagri e Dallapiccola.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 5 luglio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
06 luglio - 10:31
Dopo essere stato distrutto da una valanga a dicembre 2020 il rifugio Pian dei Fiacconi sul versante nord della Marmolada non ha più [...]
Cronaca
06 luglio - 11:36
L'autoscala dei pompieri è stato tamponato da un camper, il conducente però non si è fermato e ha continuato il viaggio. L'appello dei vigili [...]
Montagna
06 luglio - 10:43
Il 4 e 5 luglio sono scattate le misure preventive per mettere in sicurezza la zona della val Ferret che si estende sotto ai seracchi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato