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| 06 ott 2022 | 12:47

La Valdastico rispunta tra le opere prioritarie per la regione. I Verdi: ''La Lega e la Pat ci riprovano? L'Alto Adige e la Regione ribadiscano il no già espresso in passato''

I Verdi dell'Alto Adige chiedono alla Provincia di Bolzano e alla Regione di ribadire il secco ''no'' all'opera: ''Già nel 2019 il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato una mozione dei Verdi in cui si dichiarava espressamente contro la realizzazione delle Valdastico. Nel 2021 il tema è stato affrontato anche in Consiglio regionale, dove un’altra mozione dei Verdi è stata approvata con l’adesione della Svp che ha così messo la Lega in minoranza'' 

La Valdastico rispunta tra le opere prioritarie per la regione
di Redazione

BOLZANO. La Valdastico come opera prioritaria per il rilancio della regione. C'era anche questa ''novità'' (se ne parla semplicemente da oltre mezzo secolo) nel Libro bianco sulle grandi opere infrastrutturali del Trentino Alto Adige promosso dalle camere di commercio di Trento e di Bolzano e presentato negli scorsi giorni a Trento. Si tratterebbe di opere ritenute imprescindibili e lo stesso vicepresidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher all'evento ha dichiarato pubblicamente: “Bene il potenziamento della rete ferroviaria ma la Valdastico resta un tassello fondamentale per la nostra rete di trasporti”. Aggiungendo che per una valutazione puntuale dell'opera, che la Lega di governo in Trentino vorrebbe far passare per la Vallarsa, si è decisa una Variante del piano urbanistico provinciale, lasciando che gli aspetti progettuali rimangano nell’interlocuzione con il Veneto e lo Stato.

 

I Verdi dell'Alto Adige, però, non ci stanno e intervengono ricordando ''che già nel 2019 il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato una mozione dei Verdi in cui si dichiarava espressamente contro la realizzazione delle Valdastico. Nel 2021 il tema è stato affrontato anche in Consiglio regionale, dove un’altra mozione dei Verdi è stata approvata con l’adesione della Svp che ha così messo la Lega in minoranza''. Ed effettivamente in quell'occasione il Consiglio regionale ha così approvato di: “Intensificare il confronto sia all’interno della Regione sia con le autorità competenti a livello nazionale ed europeo sulle scelte strategiche in materia di infrastrutture di transito che riguardano la nostra Regione, al fine di ricercare possibili alternative a progetti di nuovi tratti autostradali in coerenza con gli impegni della difesa del clima, della tutela della salute della popolazione, dell’obiettivo prioritario di trasferire il traffico pesante su ferrovia lungo l’intero corridoio del Brennero e nel rispetto del Protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi che chiede di astenersi dalla  costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino”.

 

''Riteniamo - spiegano i Verdi - positiva la presenza nel “libro bianco” delle camere di commercio del rafforzamento di numerosi tratti ferroviari, ma la presenza della Valdastico ci preoccupa. Si tratta di un’opera che contrasta fortemente con gli obiettivi condivisi ormai da tutte e da tutti di tutela della salute e del clima oltre che essere apertamente in contrasto con quanto stabilito dalla Convenzione delle Alpi. Un’opera come la Valdastico rovescerebbe un fiume di traffico dal Nord-est sull’Autobrennero che è già superinquinata e in emergenza sanitaria per la popolazione che ci vive vicino. E metterebbe in dubbio la politica di trasferimento merci su rotaia: con la Valdastico i tir arriverebbero su strada dal Veneto a metà Trentino e continuerebbero su gomma fino al di là delle Alpi invece di essere veicolati sulla rotaia da Verona''.

 

''L’impatto su tutta la Regione sarebbe enorme - concludono - e la provincia di Trento, che in questi anni ha spinto a favore dell’opera, dovrebbe tornare sui suoi passi. Chiediamo alla Provincia di Bolzano e alla Regione Trentino Alto Adige/Südtirol di restare coerenti con le mozioni approvate nel 2019 e nel 2021 e di ribadire il no a quest’opera impattante e insostenibile''. 

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