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Vallagarina
03 aprile | 12:09

Frane e smottamenti, dal Vicentino si rilancia sulla Valdastico (ma con uscita a Trento): “E' il tracciato che risponde meglio alle esigenze del nostro territorio”

Le frane, tanto sulla Valsugana quanto sulla Ss350 di Folgaria e Valdastico, si susseguono e dal Vicentino arriva un nuovo appello per riprendere le progettualità sulla prosecuzione a nord dell'A31 (mentre la Giunta in Trentino ha deciso di resistere ai due ricorsi presentati al Tar dai comuni di Trento e Rovereto per annullare i provvedimenti relativi alla variante al Pup sul corridoio est)

Frane e smottamenti, dal Vicentino si rilancia sulla Valdastico (ma con uscita a Trento)

TRENTO. Mentre in Trentino lo scontro politico attorno alla Valdastico alza i toni, con la Giunta provinciale che negli scorsi giorni ha deciso di resistere ai due ricorsi presentati al Tar da Trento e Rovereto per annullare i provvedimenti relativi alla variante al Pup sul corridoio est, dal Vicentino arriva un nuovo appello per la realizzazione dello sbocco nord per il tessuto economico del territorio.

 

Negli scorsi giorni infatti, dopo i pesanti disagi sulla Valsugana in seguito alla grossa frana che il 12 gennaio scorso si era verificata all'altezza dell'abitato di San Marino, nel Comune di Valbrenta, Confindustria del Veneto (insieme ai colleghi trentini) aveva invitato le autorità trentine e venete a riprendere il confronto per arrivare alla definizione di una soluzione condivisa per il prolungamento della A31-Valdastico.

 

Dello stesso avviso però, come riportato sulle pagine del Giornale di Vicenza, sono anche i candidati sindaci di Schio (le cui parole arrivano dopo gli ennesimi episodi franosi che negli scorsi giorni si sono verificati sia sulla Valsugana che sulla Ss350 di Folgaria e Valdastico): “E' una questione annosa – sono le parole di Cristina Marigo, attuale vice-sindaca di Schio e candidata alle comunale –. Sappiamo che buona parte del mercato delle nostre aziende si rivolge all'estero. In particolare, l'ipotesi di tracciato con sbocco a Trento è quella che risponde meglio alle esigenze del nostro territorio”.

 

Ancora una volta, insomma, dal Vicentino arriva una bocciatura circa l'ipotesi di uscita a Rovereto Sud (progettualità rigettata con forza anche da tutti i territori che verrebbero interessati dal progetto, Rovereto ovviamente compresa), che negli ultimi anni è stata invece rilanciata in diverse occasioni dal presidente della Pat Maurizio Fugatti. La stessa Confindustria di Vicenza conferma nuovamente di puntare su un'uscita “il più possibile a Nord”, per raggiungere il più velocemente possibile il Brennero e quindi il passaggio verso il cuore dell'Europa.

 

“Non c'è dubbio che vi sia la necessità di un collegamento con il Trentino – dice invece, sempre sulle pagine del quotidiano vicentino, l'altro candidato sindaco scledense, Cristiano Eberle –. Allo stesso tempo non ho ancora chiarezza sul progetto in termini di flussi, di equilibri progettuali e di sostenibilità ambientale. Una volta presentato il progetto, lo potremo studiare e ci potremo pronunciare in modo più oggettivo”.

 

Nel frattempo la questione è al centro anche delle imminenti comunali nella Città della quercia, dove tra le varie forze in gioco l'unica a favore dello sbocco della Valdastico a Sud di Rovereto rimane la Lega (che proprio in queste fasi starebbe delineando, insieme alla maggioranza, il candidato sindaco ed il perimetro dello schieramento che il 26 maggio fronteggerà il centro-sinistra guidato da Giulia Robol). 

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