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Norme Covid a scuola, il Pd: “Distinguersi dai protocolli nazionali solo per motivi solidi, non per favorire studenti non vaccinati”. Ma la Giunta dice no

Il Partito democratico ha presentato in Consiglio un ordine del giorno (bocciato con voto contrario della maggioranza) in cui si chiedeva in sostanza alla Giunta di “adottare come linea generale” il recepimento dei protocolli sulla scuola stabiliti a livello nazionale e mantenere quindi, anche per le scuole medie, le lezioni in presenza anche con 2 positivi, mandando in Dad solo gli studenti non vaccinati

 

Di F.S. - 20 January 2022 - 19:34

TRENTO. Rispettare l'attuazione delle regole sull'applicazione del Green pass senza chiedere deroghe per le persone non vaccinate, applicando quindi in linea generale i protocolli per la scuola stabiliti a livello nazione ed evitando in ogni caso “misure volte ad evitare la discriminazione per le persone non vaccinate”: sono questi in sintesi i punti contenuti nell'ordine del giorno presentato oggi dal consigliere del Pd Luca Zeni, respinto con 16 voti contrari e 10 favorevoli. “Al contrario – si legge nel documento portato in Consiglio – si incentivi il più possibile la vaccinazione, anche attraverso un'applicazione rigorosa delle disposizioni che prevedono minori restrizioni per chi si vaccina”.

 

L'intervento di Zeni arriva dopo l'annuncio delle nuove regole su scuole e quarantena previste per il Trentino (Qui Articolo): secondo le ultime disposizioni di Piazza Dante infatti “per asili nido, scuole d'infanzia, elementari e medie resta invariato il criterio dei due positivi per far scattare la sospensione delle attività in presenza”. Riassumendo le differenze fra la norma provinciale e quella nazionale, Zeni scrive: “In primo luogo si riducono, come nel resto del Paese, i giorni di quarantena per le classi da 14 a 10 giorni, mentre per il resto: nelle scuole dell’infanzia, dove il tasso di contagiosità risulta particolarmente elevato, a causa della presenza di bambini piccoli che giocano in promiscuità, l’attività non sarà sospesa con 1 solo positivo come nel resto d’Italia, ma con 2. Per elementari e medie basteranno 2 positivi per andare in Dad. Nel resto d’Italia per le scuole medie con 2 positivi vanno in Dad soltanto i non vaccinati, mentre servono 3 positivi per mandare in Dad tutta la classe (una situazione segnalata già negli scorsi giorni da un lettore a il Dolomiti, Qui Articolo ndr). Per le superiori invece si va in direzione opposta. Con 2 positivi non si mandano in Dad i non vaccinati, come nel resto del Paese, ma lo si fa soltanto al terzo positivo, mentre si aumentano da 3 a 4 i positivi necessari per mandare in Dad tutta la classe".

 

Nel suo ordine del giorno infatti, il consigliere dem chiede di “allineare anche per le scuole medie la disciplina statale e provinciale, mantenendo le lezioni in presenza anche con 2 positivi, e mandando in Dad soltanto gli studenti non vaccinati, al fine di favorire la scuola in presenza e non penalizzare gli studenti vaccinati”. In conclusione, per “garantire una maggior efficacia nella prevenzione del contagio", Zeni sostiene nella sua proposta l'ipotesi di “fornire a tutte le scuole dispositivi di protezione Ffp2 per insegnanti e studenti”. Come detto, l'odg è stato bocciato ed esprimendo il suo no l'assessore all'istruzione Mirko Bisesti ha detto che la Giunta non punta “per forza” a seguire una strada diversa da quella nazionale, ma che fino a oggi le scelte si sono dimostrate giuste e quindi non ci sarebbe motivo di cambiare.

 

Non sono stati forniti dati e analisi – continua Zeni – che giustifichino queste differenziazioni. Le classi con 4 positivi paiono essere molto poche, quindi il risultato finale sostanzialmente sarà: per le scuole medie, si manda tutta la classe in Dad con 2 positivi anziché con 3, per non penalizzare gli studenti non vaccinati. Per le scuole superiori, si tengono in presenza anche gli studenti non vaccinati con 2 positivi, anziché mandarli in Dad, mentre si attiva questa opzione con 3 positivi, e si manda in Dad l'intera classe con 4 positivi”.

 

“La Giunta provinciale trentina – si legge nel testo dell'odg - negli scorsi mesi ha spesso tenuto posizioni ambigue sul tema vaccini. Se da un lato raccomandava la vaccinazione, dall’altro evitava decisioni chiare in molti settori. Dall’ingresso nelle scuole ai mercatini, dalle sospensioni per i sanitari non vaccinati ai cortei no vax, passando per le richieste di deroghe per il trasporto pubblico, spesso la giunta ha evitato di entrare in contrasto con i no vax. Anche rispetto all’apertura delle piste da sci, la posizione era molto “elastica”, con l’assessore al turismo che – predicendo incautamente per il Trentino un veloce ritorno in zona bianca, mentre pare purtroppo ormai prossima la zona arancione - sosteneva essere sbagliato differenziare tra vaccinati e non vaccinati, e anche sul green pass chiedeva controlli non troppo rigorosi”.

 

Secondo Zeni questa “ambiguità” emergerebbe in maniera nitida proprio rispetto ai protocolli previsti per la scuola, con regole “che appaiono contraddittorie rispetto ad una linea nazionale generale, la quale invece differenzia sempre più tra vaccinati e non vaccinati, come deciso con il Super green pass”. Una differenziazione che proprio con le ultime disposizioni governative si è fatta più marcata. Questa disciplina però, spiega il consigliere: "Non è stata recepita in Trentino 'per non discriminare tra vaccinati e non vaccinati' hanno ripetuto nei giorni scorsi l'assessore all'istruzione e il presidente della Provincia, e nelle scorse settimane si è creata molta confusione nelle scuole e tra le famiglie, sballottate tra disposizioni nazionali più tutelanti e provinciali più restrittive per i vaccinati”.

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