Scontro Lega-Fratelli d'Italia, attacco al vetriolo di Paccher: ''Ambrosi? Un'ingrata. Andandosene ha risparmiato 30 mila euro, in aggiunta ai 10.000 che non aveva versato''
In questi giorni si è assistito a un confronto politico tra i due partiti che governano insieme a Roma e in Trentino anche sul futuro candidato presidente con la figura di Fugatti messa in discussione (colpo ferale per la Lega che già oggi è in caduta libera in termini di consensi e che se non dovesse esprimere nemmeno il presidente sarebbe a rischio percentuali da meno del 10%). A svilire il dibattito arriva oggi il consigliere leghista attaccando Ambrosi sui soldi

TRENTO. Ci mancavano i ''conti in tasca'', che la discussione si spostasse anche su queste miserie e il confronto politico precipitasse ai colpi bassi, anzi bassissimi. Una vera caduta di stile (anche se non si sa bene da quale altezza si partisse). Ma il vicepresidente della Regione Paccher ha pensato di colpire così la sua ex collega di partito e oggi alleata in maggioranza sia a Roma che a Trento Alessia Ambrosi.
Volano gli stracci ormai da giorni tra Fratelli d'Italia e la Lega i due partiti alleati. Negli scorsi giorni è stato un batti e ribatti tra esponenti del partito di Giorgia Meloni e quelli del partito di Matteo Salvini e la parlamentare Alessia Ambrosi (ex Lega come buona parte delle figure di spicco di Fratelli d'Italia oggi in Trentino, dalle consigliere provinciali Katia Rossato e Bruna Dalpalù al consigliere comunale di Trento Daniele Demattè) era arrivata a dire che per la candidatura del prossimo presidente della provincia della coalizione di destra Fugatti sarebbe stato in discussione. Un colpo ferale per la Lega oggi ridotta ai minimi termini a livello di consensi e che se si presentasse al voto del prossimo anno senza nemmeno il candidato presidente rischierebbe davvero di avere percentuali da contare con una mano.
Gli esponenti di uno e l'altro partito si sono confrontati a colpi di ragionamenti politici, scambi e accuse e se nelle scorse ore il confronto pareva affievolirsi c'ha pensato il consigliere provinciale e vicepresidente della Regione Roberto Paccher a colpire basso, che più basso non si può. Un modo di agire che scredita forse più chi accusa che chi vorrebbe colpire. Ecco allora il suo pensiero su Alessia Ambrosi.
Sono stupito dalle affermazioni della deputata Alessia Ambrosi che attacca la Lega e il presidente Maurizio Fugatti dimenticandosi che il nostro partito l’ha accolta e le ha dato la possibilità di essere eletta in consiglio provinciale. Il mio stupore è tanto più elevato se penso che la deputata Ambrosi, quando se ne è andata dalla Lega, nel marzo 2021, non versava al partito da vari mesi la quota volontaria di mille euro al mese che serve per il mantenimento dell’organizzazione della struttura.
Ma, soprattutto, Ambrosi è stata l’unica tra i consiglieri e assessori della Lega, a non versare la mensilità dell’indennità di consigliere, cioè circa 5 mila euro, che l’intero gruppo aveva deciso di donare all’Azienda sanitaria all’epoca del Covid. Gli altri consiglieri assessori della Lega, tranne lei, hanno invece versato.
Ricordo anche che, uscendo dalla Lega, la deputata ha risparmiato altri 30 mila euro, in aggiunta ai 10.000 che non aveva versato, di erogazioni liberali che, se fosse rimasta avrebbe versato dal momento della sua uscita fino alla fine del mandato. Per questo io penso che le parole della deputata facciano trasparire ingratitudine nei confronti del partito che l’ha accolta e fatta crescere politicamente.
Del resto la Ambrosi aveva già dimostrato di avere la memoria corta quando è uscita dalla Lega affermando che non poteva stare in un partito che governa con i 5 Stelle nell’esecutivo Draghi, dimenticando che quando era stata eletta in consiglio provinciale nel 2018, la Lega era al governo con i 5 Stelle da oltre 6 mesi.













