Sempre più trentini all'estero ma la Pat taglia la cooperazione internazionale. Maistri: ''Nel 2023 riduzioni del 20%. Ci sono 600 persone in povertà ma aiuti in calo"
Trentini nel Mondo ha circa 220 circoli sparsi in diversi Paesi. Secondo gli ultimi dati Aire sono oltre 70 mila i trentini iscritti che hanno deciso di trasferire la propria residenza all'estero per vari motivi e moltissimi hanno meno di 35 anni. Il presidente Armando Maistri: "Ci sono 600 trentini sparsi nel mondo che vengono aiutati dalla Provincia perché si trovano in stato di bisogno. Le richieste di aiuto continuano ma le risorse sono sempre meno"

TRENTO. Da un lato la tanta decantata solidarietà internazionale trentina dall'altro, però, la crisi, i bilanci sempre più ridotti, le scelte politiche e i tagli che negli anni si sono visti fare anche a questo settore. “Dobbiamo fare di più avendo molto meno a disposizione rispetto al passato. Spesso però ci si dimentica il valore della solidarietà internazionale che è sociale, storico e anche economico” sono le parole a il Dolomiti del presidente di Trentini nel Mondo, Armando Maistri.
Il presidente già nei mesi scorsi aveva espresso perplessità sui tagli che la politica provinciale ha in questi anni messo in atto sulle partite della cooperazione internazionale, che hanno interessato anche la legge provinciale 12/2000, che sostiene l’attività dell’associazione. (QUI L'ARTICOLO)
Ma ad essere ridotti sono purtroppo anche gli aiuti che vanno a sostenere i trentini che si trovano in giro per il mondo e che sono in situazione di povertà e in forte difficoltà. Sono situazioni che vengono monitorate dall'associazione con personale sul posto, in particolare da assistenti sociali. “Stiamo parlando – ci spiega Maistri - di circa 600 persone che ricevono un aiuto dalla Provincia perché si trovano in stato di bisogno in diverse zone del mondo. Ma anche questi saranno tagliati, nel 2023 credo avremo una riduzione del 20% circa”. E cosa accadrà a chi non riceverà più questi aiuti della Pat? “Non so dare una risposta, sono scelte che vengono fatte e che non derivano da noi” spiega il presidente di Trentini nel Mondo.
Scelte di tagli che vanno in controtendenza rispetto a quello che è avvenuto negli ultimi anni dal punto di vista di una mobilità sempre maggiore anche dal Trentino e che ha riguardato anche molti giovani.
Un dato ci viene fornito dagli iscritti Aire. Stiamo parlando di cittadini che trasferiscono la propria residenza all'estero per periodi superiori a 12 mesi; quelli che già vi risiedono, sia perché nati all'estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.
Nel 2019 erano 63200 gli iscritti Aire in Trentino, circa il 29% iscritti per la nascita. Secondo gli ultimi dati, invece, ad inizio di quest'anno il numero di iscritti è salito oltre 70 mila con un valore di iscritti per nascita che è rimasto invece pressoché uguale. “L'aumento in questi ultimi anni – spiega Maistri – è stato davvero notevole ed è un dato su cui riflettere. Circa il 40% ha meno di 35 anni. Questi sono valori che dimostrano una mobilità forte e che negli anni è continuata. Occorre mantenere una forte attenzione verso i giovani della cosiddetta 'nuova emigrazione' o 'nuova mobilità'”.














