“Troppo traffico, uscire di casa non è sicuro, ci sentiamo discriminati”, 64 famiglie di Varone scrivono alla sindaca Santi: “Ridateci gli autobus e ripristinate la viabilità”
Ben 64 famiglie hanno scritto una lettera indirizzata all’amministrazione comunale e alla sindaca Santi per chiedere di ripristinare la linea 2 del trasporto pubblico locale e far tornare la viabilità com’era prima delle modifiche “sperimentali” introdotte dal Comune

RIVA DEL GARDA. Dal 27 giugno a Varone è entrata in vigore la nuova viabilità studiata dalla Giunta di Cristina Santi e dall’assessore leghista Luca Grazioli con l’obiettivo di risolvere un problema legato alla sicurezza. Nonostante i numerosi tentativi di correggere il tiro i risultati sono stati assai deludenti, i residenti sono sul piede di guerra.
Ora 64 famiglie hanno scritto una lettera indirizzata all’amministrazione comunale e alla sindaca Santi per chiedere di ripristinare la linea 2 del trasporto pubblico locale e far tornare la viabilità com’era prima delle modifiche “sperimentali” introdotte dal Comune. “Siamo stati travolti da una situazione che sta recando danno alla nostra vivibilità alla nostra sicurezza e alla nostra tranquillità economica e famigliare”, si legge in un passaggio della nota.
Secondo i residenti infatti con la nuova viabilità è peggiorato praticamente tutto. Si sono allungati i tempi di percorrenza “di almeno 30 minuti” facendo aumentare in questo modo l’inquinamento e i costi per chi si sposta in auto. Come se non bastasse gran parte del traffico è stato deviato su strade strette, tortuose e residenziali, peraltro di competenza di altri Comuni che lamentano di non essere stati coinvolti nelle scelte effettuate.
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“Non riusciamo a uscire di casa – spiegano alcuni residenti di Varone – perché la strada non è stata messa in sicurezza ora che il traffico è aumentato e viaggia più veloce. Mancano marciapiedi e segnaletica e pure i mezzi d’emergenza sono in difficoltà quando devono intervenire”.
I cittadini avvertono quello che definiscono “un senso di discriminazione e malcontento sociale che sta creando disagio nella popolazione”, inoltre si dicono “affranti, stanchi, delusi e preoccupati” perché si sentono considerati residenti di Serie B.













