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| 20 apr 2023 | 12:37

Caso Jj4 e la “sagra dei tuttologi”, risponde Cognetti: “Ci sono gli esperti e ci sono i narratori, perché non posso rispondere se uno mi chiede cosa ne penso dell'orso?”

Lo scrittore italiano, vincitore del Premio Strega 2017 col romanzo Le otto montagne, replica a Mauro Fattor dopo il suo intervento pubblicato ieri su il Dolomiti: “Personalmente, mi considero un abitante e uno studioso della montagna. Rispondere a una domanda sugli orsi “Perché chiedete a me? Io faccio lo scrittore” farebbe di me uno scrittore da quattro soldi”

Caso Jj4 e la “sagra dei tuttologi”, risponde Cognetti: “Ci sono gli esperti e ci sono i narratori

TRENTO. “Caso Jj4, dai tuttologi (Severgnini, Lucarelli, Colò e Gassman) a quelli della montagna (Messner, Cognetti, Salsa, Corona): più il tema è complesso e più se ne parla”. È questo il titolo del pezzo di Mauro Fattor pubblicato ieri su il Dolomiti (Qui Articolo), nel quale il docente dell'Università dell'Insubria (al Master Fauna e Human Dimension) e membro dell'associazione teriologica italiana (oltre che giornalista professionista dal 1990) ha parlato, in riferimento alla “tempesta perfetta degli opinionisti da bar” dopo la tragica morte di Andrea Papi e la cattura dell'orsa Jj4, di una “sagra dei tuttologi da gettone, che si dividono in tre categorie”.

 

Un pezzo che, nel contesto dell'animata discussione che sta coinvolgendo buona parte del Paese (una petizione lanciata dalla sezione trentina dell'Oipa per 'salvare l'orsa Jj4' ha per esempio raccolto quasi 200mila firme in meno di due giorni), ha scatenato diverse reazioni e che è stato ripreso proprio oggi (20 aprile) anche da Simone Spetia, durante la rassegna stampa mattutina di Radio 24. Durante la trasmissione il giornalista del Sole 24 Ore ha infatti dedicato diversi minuti all'articolo, riportando la divisione in categorie dei “tuttologi” operata da Fattor: quelli che “io ho visto gli orsi in Alaska dunque io so”; quelli che “io vivo in montagna dunque vi spiego” e poi i casi umani.

 

Nella seconda di queste categorie (insieme a Reinhold Messner, Mauro Corona e Annibale Salsa), Fattor ha inserito anche Paolo Cognetti, scrittore italiano vincitore, fra le altre cose, del Premio Strega 2017 col romanzo 'Le otto montagne' : lo scrittore ha voluto oggi replicare al contributo di Fattor. Ecco le sue parole.

 

Gentile Direttore,

 

ho letto stamattina il contributo assai polemico di Mauro Fattor sulla questione orsi. Anzi, più che sull'orso, su chi ha l'autorevolezza per parlare dell'orso. Spara a zero su tutti noi con un bello spirito di civile confronto. Voglia per favore girargli questo mio messaggio.

 

Grazie di cuore

 

Paolo

 

Caro Mauro Fattor,

 

ho letto il suo articolo sull'orso in cui ci attacca tutti indistintamente e non comprendo tanto livore. Provo a risponderle con più gentilezza.

 

Personalmente, mi considero un abitante e uno studioso della montagna. Rispondere a una domanda sugli orsi "Perché chiedete a me? Io faccio lo scrittore" farebbe di me uno scrittore da quattro soldi. Lo scrittore non è uno che sta seduto al tavolino e si fa venire delle idee. Se è bravo, è uno che osserva e studia, che gira il mondo e prende appunti, che capisce delle cose e le sa raccontare. C'è l'esperto, che in questo caso è lei, e c'è il narratore. Io degli esperti leggo i libri - come faccio con Zovi, Mancuso, Borgna, Mercalli e tanti altri - poi vado nel bosco, parlo con i miei vicini e i forestali della mia valle, rifletto, e a quel punto mi sento pronto a rispondere a un'intervista. Non lo faccio alla leggera e a volte declino l'invito, se non me la sento. Certi lettori dopo avermi letto capiscono meglio, e mi ringraziano.

 

Non so dove lei creda che io abiti - cita la Val Grana, forse pensa a quella - ma la Val d'Ayas non è una montagna abbandonata e io non ne ho mai scritto in questi termini. A meno che di mio non abbia letto solo un romanzo. Ultimamente non faccio grandi distinzioni antropologiche tra città e montagna, negli articoli e nelle interviste ripeto che siamo ormai tutti cittadini, anche in montagna. Io abito in mezzo alle piste da sci, principalmente tra operatori del settore turistico, ma ovviamente anche tra architetti, ingegneri, postini, impiegati di banca, farmacisti, vigili urbani, ecc. Molti dei quali sono "montanari" per modo di dire, giusto perché hanno le montagne fuori dalla finestra. Poi ci sono anche quelli veri, pochi: i forestali, i cacciatori, i pastori, i conoscitori del bosco, e mi piace molto frequentarli. Questo è il mio mondo ed è quello che racconto. Posso o non posso rispondere se uno mi chiede "Cosa ne pensa dell'orso"?

 

Un saluto

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