Guerra agli orsi in Trentino, cosa ne pensano gli italiani? Ecco il sondaggio Swg: Abbattere Jj4? Il 67% dice che ''non ha senso''
I dati sono tutti nettamente polarizzati nel considerare una necessità e un valore preservare l'ambiente naturale (e quindi anche la presenza degli animali selvatici) e giustamente gli italiani percepiscono come più pericolosi i cinghiali (che nel 2021, dati Asaps, solo per incidenti stradali hanno causato 13 morti e 261 feriti gravi, senza contare le aggressioni dirette) che orsi e lupi. Ecco tutti i dati dei sondaggi

TRENTO. E' compatta l'opinione pubblica nazionale nel ritenere che Jj4 non vada abbattuta e per 7 italiani su 10 la convivenza uomo-animali selvatici è fattibile mettendo in campo le tecnologie di cui già si dispone e, soprattutto, facendo informazione e formazione tra la cittadinanza. E poi c'è il sentiment nei confronti di un ambiente naturale che, grazie anche alla presenza degli orsi, è percepito come davvero naturale: un valore per il 24% degli italiani, una necessità per i 57%, una speranza poco compatibile con lo sviluppo economico per il 12% e una moda per il 7%.
Insomma chi fa turismo, chi punta a far crescere l'economia di un territorio dovrebbe tener conto di questo importante sondaggio condotto da Swg su scala nazionale che fotografa come sono certamente maggiori i rischi di perdere turisti per l'immagine che si sta trasmettendo all'esterno (quella di un territorio ''nemico'' della fauna selvatica) più che per ipotetiche paure legate alla presenza dell'orso (il problema, qui, semmai è l'opposto: laddove viene segnalato si moltiplicano le persone che lo vanno a cercare e questo è un fenomeno legato alla mancanza di formazione e cultura della cittadinanza). Il sondaggio Swg di questa settimana è centrato sulla vicenda orso e sugli animali selvatici.
''In una Italia in cui la tutela dell’ambiente viene vista sempre meno come una necessità (-12% in 2 anni) - spiega Swg - quanto piuttosto come un valore o una utopia incompatibile con lo sviluppo economico, si afferma sempre più il tema della convivenza tra uomo e natura, e in particolare tra uomo e animali selvatici. Per quasi 3 italiani su 4 l’uomo non può continuare a distruggere l'habitat degli animali selvatici, ma deve imparare a rispettarlo. Una convivenza con gli animali selvatici è possibile per il 68%, ma solo a patto che l’uomo metta in atto iniziative volte a limitare il rischio di incidenti, come il monitoraggio degli animali in tempo reale, o la formazione della popolazione su come comportarsi in caso di incontri con animali pericolosi''.
''Per quasi 4 italiani su 10 - prosegue l'istituto di sondaggio - però, bisognerebbe evitare del tutto che gli animali possano entrare nei centri abitati, a costo di recluderli nei parchi o negli zoo. Per costoro, quindi, deve esistere un netto confine tra il mondo animale e quello degli umani, anche alla luce delle sempre più frequenti incursioni degli animali selvatici nelle città; i cinghiali, tra tutti, sono considerati i più pericolosi, soprattutto tra quanti vivono in periferia''.

Poi ci sono i ratti che, comunque, sono visti come più pericolosi degli orsi considerati una minaccia praticamente al pari di vipere e lupi. Poco sotto i cani randagi.

''In merito alla recente vicenda dell’orsa JJ4, la stragrande maggioranza della popolazione la difende - prosegue il report -: non è giusto abbatterla (64%), perché non ha senso uccidere un animale selvatico per il solo fatto di essersi comportato per sua natura (67%). L’orsa è vista quindi come un capro espiatorio, e il suo abbattimento sembra più una forma di vendetta che una tutela della sicurezza dei cittadini per il 58% dei rispondenti. Per quasi un italiano su tre, infine, la colpa è dell’uomo, che ha sbagliato a reintrodurre sulle alpi animali pericolosi come gli orsi e i lupi''. Va chiarito che se nel caso degli orsi è avvenuta una reintroduzione nel caso dei lupi vi è stato un ritorno che è cosa ben diversa. Quindi quest'ultima considerazione mostra come chi ha risposto in questo modo sia, purtroppo, vittima di una cattiva informazione (anche politica, si pensi che il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti era uno di quelli che prima di essere eletto dichiarava queste stesse cose anche in consiglio provinciale) e che ci sia tanto bisogno, prima di tutto, di formare la cittadinanza alla comprensione di quel che la circonda. E' il primo passo per ridurne paure e perplessità.















