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Belluno
27 settembre | 19:22

Lo spopolamento della montagna arriva a scuola, nel Bellunese oltre 3mila studenti in meno in 13 anni: "Servono soluzioni per salvare l'offerta scolastica"

Un calo costante e continuo che è conseguenza diretta dello spopolamento. La consigliera provinciale delegata all’istruzione, Serenella Bogana: "Non si tratta di tagliare e neppure di chiudere scuole o plessi, ma di conservare la diffusione del servizio scolastico sul territorio. Stiamo parlando di accorpare istituti"

Lo spopolamento della montagna arriva a scuola, nel Bellunese oltre 3mila studenti in meno in 13 anni
di Redazione

BELLUNO. I numeri sono drammatici e sono stati descritti nel tavolo di lavoro sul dimensionamento scolastico con sindaci e sigle sindacali della scuola nel bellunese. Sono oltre 3 mila gli studenti in meno in 13 anni e la demografia scolastica crollerà ulteriormente entro il 2029 perdendo altri 2700 ragazzi.

 

Una crisi che riguarda il futuro dell'offerta scolastica in montagna. “Dobbiamo partire dai numeri e da una considerazione di fondo: sono necessarie misure di razionalizzazione” ha affermato la consigliera provinciale delegata all’istruzione, Serenella Bogana.

 

I DATI E LE PROIEZIONI

I numeri dicono che il Bellunese ha perso all’incirca 3.200 ragazzi negli ultimi 13 anni. Gli iscritti alle scuole erano 22.383 nell’anno scolastico 2010-2011 (8.748 alle elementari, 5.524 alle medie e 8.111 alle superiori), mentre nell’anno appena avviato sono 19.126 (6.555 iscritti alle elementari, 4.731 alle medie, 7.840 alle superiori).

 

Un calo costante e continuo che è conseguenza diretta dello spopolamento. E secondo le proiezioni, le scuole bellunesi sono destinate a perdere altri 2.700 ragazzi entro il 2029. Nell’anno scolastico 2029-2030 infatti il totale degli alunni viene stimato a quota 16.003 (5.563 alla primaria, 3.915 alle medie, 6.525 alle superiori).

 

Dati che dimostrano una emergenza che è stata proprio al centro della discussioni fra più attori avvenuta nelle scorse ore.

 

“Di fronte a questi dati, consegnati ai sindaci e ai sindacati presenti al tavolo di lavoro – spiega la consigliera delegata Bogana - non resta altro da fare che prenderne atto e mettere in campo misure di razionalizzazione. Del resto, le linee guida regionali sulla programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa ci obbligano già a ragionare sul dimensionamento scolastico, perché il numero di presidi e di Dsga assegnati alle scuole non aumenterà di certo nei prossimi anni”.

 

La parola d'ordine sul quale punta è “conservazione”. “Si badi bene – spiega sempre la consigliera - non si tratta di tagliare e neppure di chiudere scuole o plessi, ma di conservare la diffusione del servizio scolastico sul territorio. Stiamo parlando di accorpare istituti. Che di fatto è quello che già succede in concreto, quando ci sono presidi a scavalco che reggono più di una scuola”.

 

Al momento sono in discussione due accorpamenti: la fusione Calvi-Dolomieu per quanto riguarda gli istituti superiori, e l’istituto comprensivo e l’onnicomprensivo di Cortina. Tra le proposte emerse dal tavolo tecnico, anche quella di chiedere per le aree montane incentivi a fronte di dimensionanti che nascono spontanei dalle scuole.

 

“Un po’ come i bonus accordati ai Comuni che vanno a fusione” spiega la consigliera Bogana. “È un’idea che può essere percorribile. Su tutto però va specificato che di fronte ai numeri e alle proiezioni, siamo obbligati a fare scelte che mettano il territorio nelle condizioni di salvaguardare la qualità dell’istruzione, senza subire decisioni calate dall’alto, scenario inevitabile se non saremo in grado di decidere per noi stessi”.

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