Contenuto sponsorizzato
Trento
23 dicembre | 05:01

"Manca personale, investiremo sui trentini". Tonina sulla Sanità: "Sensibilizzeremo gli studenti delle superiori. Serve una strategia per i prossimi 20 anni"

Nelle ultime settimane l'assessore Tonina ha lanciato un'"operazione ascolto" visitando le varie strutture dell'Apss presenti sul territorio e la carenza di personale si fa sempre più sentire. Sull'aumento dei contagi Covid spiega: "Situazione al momento è sotto controllo,  il vaccino ha salvato tante vite umane e crediamo ancora che la prevenzione sia importante"

"Manca personale, investiremo sui trentini"

TRENTO. “Dobbiamo investire sui trentini per creare nuovo personale da inserire nella Sanità e in futuro sarà fondamentale garantire i servizi sul territorio”. Usa queste parole il neo assessore alla Salute, Mario Tonina, che proprio in questi giorni ha terminato la visita agli ospedali presenti  in Trentino.

 

Un momento importante per fare il punto, per il neo assessore, sugli aspetti di forza e sulle criticità presenti e per capire anche quali saranno le sfide che si dovranno affrontare. “Il tema del personale è centrale. Serve un cambio di cultura, serve riconoscere ai professionisti il proprio ruolo”.

 

Assessore Tonina, in queste settimane ha visitato gli ospedali del Trentino. Che bilancio possiamo fare?

Ho trovato diversi punti di forza che mi sono stati presentati dai vari direttori delle strutture. Attività e servizi che vengono portati avanti e che sono delle vere e proprie eccellenze. Soprattutto nei due ospedali principali, a Trento e Rovereto, ci sono eccellenze riconosciute e capaci di creare staff di alto livello. Ci sono risorse importanti di cui dobbiamo andare orgogliosi. Ho visto però anche delle criticità.

 

Una di queste criticità è il personale. Da tempo mancano professionisti nei reparti degli ospedali. E la situazione non sembra vedere miglioramenti.

Si, una fra le criticità maggiormente sentite è quella di trovare personale. Non è una novità, c'è in Trentino e anche a livello nazionale. Stiamo vedendo una disaffezione del personale. Alcuni hanno delle aspettative migliori come già gli ordini hanno ricordato.

 

E' una questione solo economica?

No. In queste settimane ho percepito che ci deve essere anche una considerazione, una rivalutazione del ruolo a vari livelli all'interno. Chi fa la differenza negli ospedali non è solo il primario. Chi garantisce il servizio sono anche le persone più umili che lavorano all'interno.

A tutti è necessario riconoscere il ruolo anche con comportamenti e con riconoscenza nei loro confronti. Stiamo parlando di persone che oltre alla professionalità dimostrano umanità.

Non è solo un problema di stipendi. Ma serve considerare queste persone e questo non sempre è avvenuto. Un cambio di cultura che deve esserci. Che non sia solo una questione economica i professionisti in Sanità lo hanno dimostrato durante il Covid. Si sono sobbarcati orari impossibili. Perché? Amano il proprio lavoro. Lo hanno fatto senza sapere che poi sarebbe arrivato un riconoscimento economico. Questo dimostra che chi lavora in quelle strutture lo ha fatto per scelta, con convinzione. Chi lavora deve dimostrare professionalità ma anche umanità.

 

Lei come assessore alla Salute cosa intende fare per affrontare tutto questo?

In queste settimane ho ascoltato e ho recepito importanti contributi da parte degli Ordini professionali che ho condiviso. Oggi noi dobbiamo investire sui trentini per creare nuovo personale. Dobbiamo investire sui giovani. Per farlo serve lanciare attività di orientamento nelle scuole superiori facendo capire che quel lavoro oltre che riconosciuto è anche considerato.

Qualcuno in mancanza di personale è andato a prenderlo anche all'estero. Ad alcuni ho chiesto se erano soddisfatti del personale arrivato qui e mi hanno detto al 30%. Questo ci fa capire che il nostro impegno deve essere quello di investire qui sul nostro territorio. Ci sono ancora margini.

 

E il nuovo ospedale per il Trentino?

Finalmente abbiamo creato le condizioni e i presupposti perché si possa lavorare e iniziare anche a pensare alla posa della prima pietra. Il Commissario sta facendo la selezione per avviare poi la progettazione. Se le cose vanno in un certo modo ora possiamo finalmente intravvedere anche la possibilità di concretizzato il nuovo ospedale attraverso il quale riuscire a dare anche la tecnologia necessaria per mettere nelle condizioni i professionisti di essere una eccellenza.

 

Cosa la sta preoccupando di più della Sanità in Trentino?

Davanti abbiamo sfide davvero importanti. Ci sono risposte fondamentali da dare nei prossimi anni anche per affrontare l'invecchiamento della popolazione. Dobbiamo riuscire a garantire i servizi sul territorio per venire incontro ai bisogni delle comunità, per cercare di tenere le persone a casa nell'interesse dei costi ma non solo. Le Rsa non riusciranno a rispondere da sole a tutto questo. E' importante avere una strategia per i prossimi 20 anni.

 

Tema Covid. I contagi aumentano e anche le ospedalizzazioni. E' preoccupato?

La situazione è sotto controllo. Venerdì prossimo faremo un secondo Open Day.  Il vaccino ha salvato tante vite umane negli anni del Covid e crediamo ancora che la prevenzione sia importante, 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato