Nelle Rems non c’è posto, gli utenti psichiatrici rischiano di rimanere in strada. Il sindaco di Trento: ''Incontrerò l'Apss, lavoreremo per trovare una soluzione"
Purtroppo si rischia di creare situazioni spiacevoli e certe volte pericolose. Il sindaco Ianeselli ha spiegato che è in previsione un incontro con l'Azienda sanitaria per discutere del problema: "Il posto per queste persone non è il carcere, ma devono essere seguite da strutture che svolgono una funzione riabilitativa e questo non viene fatto ed è grave”

TRENTO. Lasciati fuori dalle strutture che dovrebbero ospitarli per aiutarli in una riabilitazione. Stiamo parlando delle persone che presentano problemi psichiatrici e che diventano destinatari anche di provvedimenti giudiziari. Il motivo? I posti sono troppo pochi e quelli predisposti nelle Rems sono diventati ormai da diverso tempo insufficienti.
Un problema che si sta facendo sentire anche a Trento come in altre zone della provincia e che purtroppo spesso va ad acuirsi con episodi spiacevoli che causano situazioni di non sicurezza.
“E' in previsione un incontro con l'Azienda sanitaria perché la consapevolezza della situazione è comune” ha spiegato a il Dolomiti il sindaco di Trento Franco Ianeselli.
Parole che seguono l'episodio avvenuto nelle scorse sere e che ha riguardato il punto vendita Mair Fast Food di via Prepositura dove un uomo è entrato chiedendo di mangiare senza pagare e successivamente lanciando delle bottiglie di vetro contro le vetrate, minacciando i dipendenti e il titolare del locale (QUI L'ARTICOLO)
Una situazione, ha precisato il sindaco Ianeselli, che “non è la normalità”. “Con il titolare del locale ci sentiamo regolarmente e lo dobbiamo ringraziare per l'investimento che ha fatto nella zona. E' molto importante, però, affermare che in quei luoghi ci si può andare e ci si deve andare perché la frequentazione rappresenta il miglior sostegno agli imprenditori”.
Episodi che, però, non hanno nulla a che fare con la mancanza delle forze dell'ordine. “La zona – ha chiarito Ianeselli – è presidiata dagli agenti della polizia locale, dalla polizia di stato e anche dai carabinieri con una certa costanza”.
C'è però un tema che ormai è molto sentito ed è quello della presenza di persone che dovrebbero essere seguite a livello psichiatrico ma questo non avviene.
“Noi abbiamo situazioni – spiega il sindaco – di persone destinatarie di provvedimenti giudiziari e che dovrebbero essere accolti in strutture di ricovero per problemi psichiatrici ma purtroppo questi posti non ci sono e quelli nelle Rems sono stabiliti dalla Provincia. Il posto per queste persone non è il carcere, ma devono essere seguiti da strutture che svolgono una funzione riabilitativa. Questo non viene fatto ed è grave”.
Nessuno, chiarisce il primo cittadino, “pensa che debbano essere rinchiusi in chissà quale stanza perché non è certamente la soluzione” ma servono strutture che li seguano per evitare comportamenti che si possono rivelare pericolosi per loro stessi oltre che per gli altri.
Più in generale, quello della carenza di posti nelle strutture che seguono le persone con problemi psichiatrici, è una criticità che in Trentino si è fatta sentire sempre di più negli ultimi anni.
Lo si vede per quanto riguarda alcuni detenuti che non trovano posto nelle Rems ma, al di fuori dall'espetto detentivo, possiamo trovare una situazione difficile in alcune Case di Riposo. Qui non solo ci sono ospiti anziani con patologie sempre più gravi ma anche utenti con una lunga storia psichiatrica che vengono inseriti nel circuito delle Rsa più precocemente rispetto alla media dell'età di ingresso. Motivo? Non ci sono al momento in Trentino altre soluzioni.
I casi registrati a Trento sono diventati spesso motivo di scontro politico. “Io vedo – spiega Ianeselli - che l'opposizione in Comune scarica tutto sul sindaco. Ma vorrei sottolineare che dove ci sono casi sanitari la competenza è prima di tutto della Pat e non del Comune. C'è chi è sempre pronto a buttarla in caciara e chi, invece, pensa alla comunità e alla persone che lavorare per trovare delle soluzione. Così faremo con l'incontro che avremo prossimamente con l'Apss”.













