"Non lasciate per strada più di 200 persone", l'appello per tenere aperte le strutture di 'Emergenza freddo'. Bozen Solidale: ''Superare l'accoglienza in capannoni''
L'appello, già sottoscritto da numerose persone, è stato lanciato da Bozen Solidale che chiede alle istituzioni anche di creare un tavolo di lavoro tra istituzioni, associazioni e rappresentanti delle categorie agricole e alberghiere

BOLZANO. "Non lasciate per strada più di 200 persone". Questa la lettera appello che è stata lanciata nelle scorse ore da Bozen Solidale con una raccolta di adesioni attraverso le quali si chiede alle istituzioni di intervenire affinché le persone non siano costrette a dormire all'addiaccio.
“Dopo la morte per assideramento di Mostafa, nel dicembre 2022 – viene spiegato nel testo dell'appello - le istituzioni della provincia di Bolzano hanno adottato la politica del 'Nessuna persona dovrà più dormire all'addiaccio'. Anche se dopo un morto, e in drammatico ritardo, è stato comunque un primo passo per dare un minimo di dignità alle tante persone senza fissa dimora, migranti e non”.
I centri dove le persone vengono accolte sono spesso grandi capannoni o container e la promiscuità dei luoghi ha generato tensioni interne dovute, in particolare, ai differenti background di chi cerca una brandina per passare la notte.
“Anche chi è regolare e ha un lavoro è costretto a vivere i questi dormitori in quanto risulta praticamente impossibile trovare un alloggio a Bolzano e dintorni; i prezzi di un affitto sono proibitivi ed essere migrante toglie le più flebili possibilità di essere scelti come affittuari”.
Ora il problema è che le strutture "Emergenza Freddo" che si trovano tra Bolzano, Merano ed Appiano, chiuderanno il 30 aprile, tra poche settimane, lasciando per strada più di 200 persone che, oltre a dormire all'addiaccio, non avranno la possibilità di usufruire di servizi igienici e di un luogo dove riporre gli effetti personali.
Le richieste che vengono fatte alla Provincia e al Comune di Bolzano, al Comune di Merano e a quello di Appiano sono quelle di prevedere l'apertura annuale delle strutture in "Emergenza Freddo"; il superamento dell'accoglienza in capannoni e container e l'inizio di un percorso abitativo di piccole comunità (4/5 persone) in alloggi comunali e provinciali.
Fra le richieste anche quella di creare un tavolo di lavoro tra istituzioni, associazioni e rappresentanti delle categorie agricole e alberghiere per discutere la possibilità di dare un alloggio con residenza ai lavoratori e alle lavoratrici che operano nei settori menzionati.














