Contenuto sponsorizzato
| 23 lug 2023 | 09:49

Ondate di calore, i riders a rischio malori. I sindacati: "Le piattaforme forniscano i dispositivi di sicurezza: contenitore per l'acqua, sali minerali e crema solare"

Filt Cgil e Nidil Cgil: "La tutela della salute e della sicurezza prescinde dalla tipologia di contratto"

Ondate di calore, i riders a rischio malori
di Redazione

TRENTO. Nonostante la calura estiva non si fermano le corse dei riders per le consegne a domicilio. E a causa dell’attività remunerata a “cottimo” questi lavoratori sono costretti a fare più consegne possibili pur di arrivare a guadagnare quanto gli serve per poter vivere, rischiando anche malori e disidratazione.

 

Non hanno alternative, visto che non hanno diritto a ferie, a permessi retribuiti né alla cassa integrazione. Diritti che vengono garantiti solo con un contratto di lavoro dipendente come quello proposto finalmente anche a Trento da Just Eat che applicherà il contratto della logistica sottoscritto anche da Filt Cgil e Nidil Cgil. “In questa torrida estate questa è una buona notizia – commentano Giulia Indorato e Franco Pinna segretari di Nidil e Filt del Trentino -. Un contratto da dipendente darà maggiori garanzie ai lavoratori. E sarebbe auspicabile che anche le altre società di delivery si muovessero in questa direzione. In ogni caso ciò non toglie che il tema della salute e della sicurezza non possa essere subordinato alla tipologia contrattuale. Va garantito sempre. Una conferma che è arrivata anche dai giudici”.

Le piattaforme, spiegano i sindacati, sono obbligate per legge a fornire ai riders dispositivi di sicurezza contro le alte temperature e le ondate di calore: tra questi un contenitore termico per il fabbisogno giornaliero d’acqua, una soluzione con sali minerali e la crema solare protettiva.

 

Regole che valgono anche per chi lavora nei magazzini logistici e per tutti coloro che sono impegnati nelle consegne a domicilio. Anche in questi casi va previsto, in condizioni di calore eccessivo, anche la possibilità di rallentare le operazioni oltre alla fornitura da parte della azienda di bevande refrigeranti e sali.

 

“A livello nazionale Nidil ha già scritto alla maggiori società di food delivery chiedendo il rispetto di quanto previsto da Inail e sancito dalla sentenza di Palermo. A livello locale il nostro ufficio resta a disposizione di tutte le lavoratrici e i lavoratori che vogliono ottenere informazioni o far valere i loro diritti anche su questo tema”, concludono Indorato e Pinna.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 15 settembre | 20:05
Una storia incredibile, migliaia di chilometri, una ragazza pugliese che ha saputo della vicenda e che si è unita alla catena di solidarietà. E [...]
Sport
| 15 settembre | 19:56
A Predazzo le Fiamme Gialle si sono strette attorno alla famiglia di Matteo Franzoso ad un anno dalla sua scomparsa. Prima della [...]
Cronaca
| 15 settembre | 18:55
Due rocciatori in difficoltà in parete, pomeriggio impegnativo per il soccorso alpino nel Bellunese
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato