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Trento
30 novembre | 22:17

Opera Romani, prosegue lo scontro e interviene la Consulta dei direttori. Upipa: “Da mesi chiesto un appuntamento ai vertici dell’Apsp di Nomi, senza esito"

La vicenda nasce dalla nuova gestione della struttura  di Nomi con una maggiore partecipazione da parte degli utenti e dei famigliari. Sulle modalità elettive interviene la Consulta dei direttori della Apsp: "Scarsa apertura"

TRENTO. Non sembra placarsi lo scontro in atto fra l'Apsp Opera Romani e Upipa.

 

Dopo la nuova organizzazione presentata dalla struttura di Nomi ad intervenire era stata l'Associazione Rsa Unite che che aveva chiesto un maggiore confronto nella gestione (QUI L'ARTICOLO). “In passato – ha continuato l'associazione - da quanto ci testimoniano i nostri associati, i momenti di confronto o informazione tra l’ente gestore dell’Opera Romani e i familiari dei residenti sono risultati scarsi o nulli”.

 

L'associazione aveva poi parlato della necessità di partire dall’organizzazione di un incontro volto a sensibilizzare i familiari alla vita partecipativa, come momento propedeutico all’elezione dei rappresentanti dei residenti. Rappresentanti di cui da tempo la Rsa non dispone in forma stabile e continuativa, nonostante due ne sarebbero previsti dal regolamento interno”. Parole che non sono piaciute ai vertici dell'Opera Romani tanto da parlare di “Macchina del fango” (QUI L'ARTICOLO).

 

La vicenda, come già detto, nasce dalla nuova gestione della struttura con una maggiore partecipazione da parte degli utenti e dei famigliari. Una nuova forma di rappresentanza che, secondo quanto avrebbe detto, come riportato dalla stampa, il direttore Livio Dalbosco “Molte case di riposo del Trentino ci hanno chiesto di copiare”.

 

Ad intervenire sulla questione, ora, è la Consulta dei direttori che unisce i referenti delle 42 Apsp provinciali (che gestiscono in totale 50 Rsa). “Appreso di quanto affermato – spiega il portavoce Luigi Chini - mi sono premurato di fare un confronto con i mei colleghi direttori e nessuno di quanti contattati pare essere tra quelli che avrebbero richiesto di copiare il modello di Nomi. Pare peraltro un segnale di scarsa apertura la modalità elettiva che vediamo sancita dal regolamento di Nomi pubblicato sul loro sito web: 'la votazione durerà due ore' [...] 'la consultazione è valida qualora partecipino un numero di elettori che rappresentino almeno il 30% degli ospiti'. Questa non pare una strategia ottimale per agevolare l’ampia partecipazione degli interessati”.

 

Chini, inoltre spiega che “Purtroppo, il direttore di Nomi non partecipa da mesi alle iniziative della Consulta: non viene alle riunioni e non risponde ai sondaggi. Lo stesso fa con le riunioni di zona promosse da Upipa”.

 

A fare eco alla Consulta dei direttori è la presidente di Upipa Michela Chiogna: “Da mesi abbiamo chiesto un appuntamento ai vertici dell’Apsp di Nomi, senza esito. Al contrario il confronto, come quello di Lavis o quelli che abbiamo frequentemente coi familiari, sarebbe sempre fondamentale e andrebbe certamente a beneficio di tutti”.

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