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Trento
22 maggio | 19:12

Senza fissa dimora fuori dal supermercato, il sindaco: ''Situazione complessa e seguita dai nostri uffici: rifiuta ogni aiuto ma seguiamo la vicenda con polizia e ambulanze''

Più o meno ogni giorno arrivano ambulanze e agenti della polizia locale per cercare di prestare soccorso a questa persona che si trova spesso fuori da un supermercato in centro città. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli: "La persona versa in condizioni difficilissime, ma rifiuta qualunque sostegno. Impegnati a trovare una soluzione"

TRENTO. "Il Comune è in contatto con tutti gli uffici e con le varie strutture, ma è un caso di non semplice risoluzione". Queste le parole  a il Dolomiti del sindaco di Trento, Franco Ianeselli, con riferimento alla persona senza fissa dimora ormai da giorni all'esterno del supermercato Eurospar in via Manci a Trento. Una situazione che lascia "perplessi" commercianti e residenti. "Purtroppo rifiuta qualunque aiuto".

 

Più o meno ogni giorno e più o meno a cadenza regolare arrivano ambulanze e agenti della polizia locale per cercare di prestare soccorso a questa persona che, purtroppo, non sta bene. Tante le situazioni di evidente disagio. Nelle scorse ore, seppur in pieno giorno e davanti agli occhi esterrefatti e preoccupati dei passanti, si è messo a espletare  bisogni a pochi passi dagli esercizi commerciali.

 

"La persona versa in condizioni difficilissime, ma rifiuta qualunque sostegno", aggiunge Ianeselli. "Interviene il personale sanitario delle ambulanze, gli agenti della polizia locale e l'unità di strada. Ha accumulato in questi giorni moltissime sanzioni: abbiamo proposto un posto in dormitorio e in varie strutture ma non c'è nulla da fare, non si lascia aiutare". 

 

E' la stessa persona che per molto tempo ha stazionato in via Prepositura, salvo poi con l'inverno riparare nelle strutture preposte a livello comunale. Il primo cittadino del capoluogo assicura che la vicenda viene seguita a fronte delle difficoltà. "Non è nemmeno così semplice intervenire con un trattamento sanitario obbligatorio perché le procedure sono ben definite e la proposta deve arrivare da due medici dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari che un sindaco poi avalla", conclude Ianeselli.

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