Senzatetto: la Pat insegue ''l'emergenza freddo''. Riaperta (per la seconda volta) Casa Sant'Angela
La Provincia in queste ore ha comunicato che da ieri 17 gennaio e fino a domenica 22 gennaio, è stato spiegato in una nota della Provincia, è stata messa a disposizione la struttura di Casa Sant'Angela, per l'accoglienza notturna di persone senza dimora

TRENTO. “Si tratta di un potenziamento che, in attuazione della programmazione strutturata degli interventi in materia, si attiva in caso di eventi particolari o emergenziali”. Viene spiegato in questo modo da parte dall'assessora Stefania Segnana l'attivazione, a partire da ieri e per la seconda volta in pochi mesi, del cosiddetto “piano emergenza freddo” ovvero le misure straordinarie per potenziare l'offerta ordinaria degli interventi e servizi in contrasto alla grave emarginazione adulta.
Ancora una volta si parla di "emergenza" e ancora una volta in queste settimane non si è riusciti a mettere in campo, purtroppo, interventi strutturati che possono andare oltre a questa situazione di cui la Provincia continua a parlare.
Dal 17 gennaio e fino a domenica 22 gennaio, è stato spiegato in una nota della Provincia, è stata messa a disposizione la struttura di Casa Sant'Angela, per l'accoglienza notturna di persone senza dimora. "In seguito alle temperature più rigide di questi ultimi giorni abbiamo messo in campo il piano di emergenza e da ieri possiamo contare su ulteriori 22 posti letto, grazie alla preziosa collaborazione di Fondazione Comunità Solidale - commenta l'assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana -. Si tratta di un potenziamento che, in attuazione della programmazione strutturata degli interventi in materia, si attiva in caso di eventi particolari o emergenziali. I nuovi posti letto si aggiungono ai 234 posti letto complessivamente messi a disposizione delle persone senza dimora”.
Dopo il 22 gennaio cosa accadrà? Non viene spiegato quali siano gli interventi che la Provincia intenderà adottare. Si potrebbero mantenere i 22 posti di Casa Sant'Angela grazie all'impegno continuo di Comunità Solidale oppure anche quelle persone torneranno a dormire in strada. Difficile capirlo. Nessuno mette in dubbio che siano posti letto importanti ma le richieste arrivate da parte delle associazioni non sembrano al momento trovare risposte dalle istituzioni.
Proprio nei giorni scorsi, infatti, su il Dolomiti avevamo dato voce alle associazioni che si occupano proprio di accoglienza. “Abbiamo bisogno di interventi strutturali che offrano risposte durevoli nel tempo, ben consapevoli che l’'emergenza' non potrà mai essere del tutto accantonata” (QUI L'ARTICOLO) avevano spiegato. Parole per il momento cadute ancora nel vuoto.














