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Trento
11 dicembre | 22:55

Senzatetto a Rovereto, al Portico si attivi "una cena calda 7 giorni su 7". Canestrini e Petroni: "Previdi? Si è dimenticato tante cose. Il vescovo Tisi mantenga l'impegno preso"

Le parole durante la conferenza che si è tenuta nella sede di “Rinascita Rovereto”  da Gloria Canestrini con Riccardo Petroni che hanno voluto rispondere alle recenti dichiarazioni dell'assessore Mauro Previdi 

Senzatetto a Rovereto, al Portico si attivi "una cena calda 7 giorni su 7"
di Redazione

ROVERETO. “A Rovereto venga data una cena calda 7 giorni su 7 in un locale chiuso e riscaldato  a persona senza casa o con problemi economici”, esattamente come avviene a Trento da oltre 25 anni grazie alla Mensa della Provvidenza in piazza Cappuccini gestita ora dalla Fondazione Caritas. E' questa la richiesta principale che è stata rilanciata nel corso della conferenza che si è tenuta nella sera di “Rinascita Rovereto”  da Gloria Canestrini con Riccardo Petroni.

 

Canestrini e Petroni  hanno iniziato la conferenza rispondendo alle affermazioni rilasciate nei giorni scorsi alla stampa dall’assessore alle Politiche Sociali  Mauro Previdi. Quest'ultimo, infatti, aveva definito “sciacallaggio” la loro iniziativa di dare un diurno ed una cena calda ai senzatetto ed agli indigenti. Canestrini e Petroni hanno sottolineato come “l’utilizzo di questo termine poco si confà ad un assessore alle Politiche Sociali visto che si parla di persone che soffrono”.

Ma non solo. Previdi  avrebbe anche definito una “bugia” il fatto che lui “abbia preso qualche tipo di impegno” aggiungendo che “sono loro che sono andati dal Vescovo e quindi se la vedano con lui se si era preso degli impegni”. Dichiarazione che, ancora una volta, i due in conferenza hanno definito “poco adatte” ad un ruolo istituzionale. 

 

“L'assessore Previdi – spiegano Canestrini e Petroni -  ha evidentemente dimenticato che in data 24 gennaio 2022, nell’Aula del Consiglio Comunale a Palazzo Pretorio a Rovereto lui ed il sindaco Valduga, dopo un lungo dibattito, si è ufficialmente impegnato a chiedere alla struttura del Portico in Santa Caterina di aprire il Centro Diurno tutti i giorni dalle 9 alle 19,30 anche ai non ospiti, orario nel quale viene offerta una cena calda agli ospiti di detta struttura, di proprietà del Comune ma gestita dalla Fondazione Caritas (ex-Fondazione Comunità Solidale”). Fondazione Caritas che fa capo direttamente al Vescovo Lauro Tisi”.

 

A quell’incontro erano presenti in rappresentanza del Vescovo Tisi sia l’allora Presidente della Fondazione, Cristiano Bettega (attualmente è Don Mauro Leonardelli) , che l’allora Direttore Martinelli (attualmente è Fabio Chiari).

 

Gloria Canestrini che Riccardo Petroni rispondono anche alle parole di Previdi con le quali l'assessore li avrebbe invitati a fare del volontariato. “Si è dimenticato – spiega – che lo facciamo  totalmente gratuitamente da oltre 30 anni la prima e da oltre 15 anni il secondo, circostanza che è ben nota”.

Sempre nelle recenti dichiarazioni rilasciate all'Adige l'assessore Previdi avrebbe confermato, secondo sempre Canestrini e Petroni, quando da questi ultimi sostenuto da tempo:  a chi è ospite del dormitorio  dalle 19 in poi è offerta - 7 giorni su 7 - una cena calda al chiuso in un contesto corretto di socializzazione. A chi non è ospite del dormitorio viene dato un cestino da asporto con cibo preconfezionato, ma – si noti bene – solo dal lunedì al venerdì e dalle 17 e  alle 18,30. Ecco che alle 18.30 dovrà lasciare la struttura e tornare in strada. “Niente cena sia il sabato che la domenica per chi non è ospite del Portico, che sono notoriamente i giorni più critici e  nei quali la solitudine si sente maggiormente” spiegano Petroni e Canestrini.

 

Previdi, secondo sempre Canestrini e Petroni, avrebbe dichiarato che dopo oltre 7 anni di assessore alle Politiche Sociali, ed a pochi mesi dalla scadenza del suo mandato, di essere ancora in una “fase di analisi e di monitoraggio di questa situazione, per capire se c’è la necessità di una mensa”. “Più immobilismo di questo non si  è capaci di immaginarlo” spiegano i due in conferenza. 

 

Canestrini e Petroni hanno ribadito che il Vescovo e la sua struttura che in quell’incontro del 24 gennaio 2022 fu delegato da Previdi e dal Sindaco Valduga a procedere all’apertura della Mensa. Anzi, spiegano, Valduga dichiarò “di aver dimostrato di avere una grande capacità di intervento, quindi di non vedere alcun problema e di essere d’accordo sulla necessità di lavorare insieme, in rete”.

 

Nel corso della conferenza Gloria Canestrini e Petroni hanno ricordato la questione relativa al Vescovo Lauro Tisi. Incontrato svariate volte nell’ultimo anno al Seminario Maggiore,  il 25 luglio scorso aveva annunciato l’apertura  della  Mensa al Centro Pastorale Beata Giovanna a Rovereto a partire dal mese di settembre scorso, esattamente con le modalità richieste: a chiunque si presentasse dalle 17 alle 18,30 tutti i giorni dell’anno, 365 su 365, dal lunedì al sabato ed a pranzo la domenica, non solo per poter avere un pasto caldo, bensì, non meno importante, per poter avere un minimo di rapporti umani, con l’utilizzo peraltro fondamentale dei servizi igienici.

 

A questo proposito era previsto un arredamento interno della Mensa “ad hoc” con le caratteristiche di accoglienza e di calore coerenti con questo obiettivo. “Il Vescovo Tisi ci aveva assicurato – spiegano - che per realizzare questo sarebbero state coinvolte tutte le Parrocchie del nostro territorio e che la Mensa sarebbe stata  gestita esclusivamente con volontari dalla Fondazione Caritas (ex Fondazione Comunità Solidale), presieduta dal 17 settembre scorso da Don Mauro Leonardelli”.  Tutto questo non è avvenuto ed inoltre ad oggi il Portico la sera, alle ore indicate per ricevere il sacchetto da asporto è totalmente al buio, chiusa la porta, senza alcun cartello che indichi questo servizio e senza l’indicazione di un numero di telefono da poter chiamare.

Per Gloria Canestrini e Riccardo Petroni  tutto questo è “del tutto incomprensibile prima ancora che inaccettabile” soprattutto tenuto conto che l’immobile del Portico è dato – come detto - gratuitamente alla Fondazione Caritas Trento (che fa capo al Vescovo Tisi) dal Comune di Rovereto, che provvedendo anche alla manutenzione è sostenuto con denaro pubblico. "E tenuto anche conto - spiegano -  che sia la Diocesi che la Fondazione Caritas ricevono ogni anno ingenti finanziamenti – di nuovo pubblici- dalla Provincia di Trento, quindi – di nuovo - da tutti noi".

 

 

Ecco allora che  Canestrini e Petroni chiedono di nuovo al Vescovo Tisi “di mantenere al più presto l’impegno preso essendo peraltro in pieno inverno con temperature che scendono sotto lo zero”.
Viene inoltre chiesto sempre al Vescovo Tisi “perché Rovereto su questo tema, anche e non ultimo proprio in funzione dei contributi che riceve, dovrebbe trattare i senza fissa dimora ed i bisognosi come se fossero di serie “B” rispetto a quelli di Trento. Circostanza che è ritenuta inammissibile”.

 


Una domanda, spiegano Canestrini e Petroni in conclusione, che verrà fatta anche a Papa Francesco, al quale si scriverà subito di nuovo fino ad avere una risposta, memori di queste parole “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”.

 

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