“Si devono vergognare”, Rossella ignorata da Fugatti in Consiglio provinciale. Colpita da un ictus a 25 anni è rimasta tetraplegica. La madre: “Continuano a far finta che lei non esista"
E' una vicenda molto difficile ma anche fatta di tanto coraggio quella che riguarda la giovane Rossella, la madre Simonetta e il padre Maurizio. Una storia fatta di diagnosi sbagliate e di dolore ma anche di una ragazza che fra mille difficoltà sta cercando di andare avanti nonostante da parte delle Istituzioni non sia arrivato alcun aiuto

TRENTO. Ignorati dal governatore Maurizio Fugatti, ignorati dall'ex assessora Stefania Segnana. Ancora una volta ignorati dalle Istituzioni. “Mamma, pensano che non ci arrivi con la testa? Ancora una volta hanno fatto finta che non esistessi”. Le parole sono quelle che Rossella, 25 anni, ha pronunciato in lacrime appena uscita dal palazzo dove ieri mattina si è tenuta la prima seduta del nuovo Consiglio Provinciale.
Assieme al mamma e al papà ha deciso di partire da Cles e scendere a Trento per mostrare ai politici che siedono in consiglio provinciale la situazione che sta vivendo. Una vicenda, quella che riguarda Rossella, che era stata fatta conoscere alla Giunta Fugatti negli anni scorsi senza però alcun risultato.
Ecco allora che tra le polemiche politiche della giornata, Rossella e sua padre sono entrati in Consiglio provinciale con un cartello: “La vecchia Giunta non ha risolto niente. La 'nuova' farà qualcosa? Su questa sedia pensate che ci sia vostra figlia”.
La madre Simonetta e il padre Maurizio combattano da molto tempo a fianco della loro figlia. Mai, nemmeno per un solo momento, hanno pensato di fermarsi. Quella di Rossella è una storia difficile, fatta di diagnosi sbagliate e di dolore ma anche di una ragazza che fra mille difficoltà sta cercando di andare avanti assieme ai suoi genitori straordinari che non si sono mai arresi e che da anni lottano in Trentino affinché la loro figlia possa avere le cure di cui ha bisogno.
“All'esterno dell'aula – ci racconta la madre Simonetta – all'arrivo di Fugatti abbiamo mostrato il cartello. Gli ho chiesto se si ricordava chi fossimo e della nostra vicenda ma ha ignorato completamente mia figlia tanto che nel tentativo di darmi la mano è andato pure a sbattere sugli occhiali di Rossella. L'ennesima mancanza di rispetto e nessuno ha chiesto scusa”.
Ad avvicinarsi a Rossella e ai suoi genitori sono stati i consiglieri Filippo Degasperi e Paola Demagri. Entrambi hanno seguito la vicenda ma le tante richieste di aiuto arrivate da questa famiglia non hanno trovato alcun ascolta da parte della Provincia.
ROSSELLA: IL MALORE E LA DIAGNOSI SBAGLIATA
Tutto è iniziato nell'agosto del 2020 quando Rossella ha avvertito i primi sintomi di un malessere.
Uno star male che immediatamente ha preoccupato i genitori che hanno deciso di portare la figlia all'ospedale di Cles. Qui è stata sottoposta ad una tac che però non avrebbe fatto vedere nulla di particolare ai medici.
Le condizioni della giovane con le ore sono peggiorate e i sanitari hanno collegato questa situazione a problemi di tipo “emotivo”. E' stata quindi trasferita a Trento e seguita come paziente con problemi psichiatrici.
Ad una seconda tac i radiologi non hanno trovato ancora nulla e solo successivamente, a seguito di una risonanza magnetica, sono stati trovati i danni gravi provocati da un ictus ischemico al ponte encefalico.
Come già detto, si è aperta poi anche una vicenda giudiziaria che dovrà chiarire quello che è successo e stabilire di chi sono le colpe.
IL DOLORE E L'ODISSEA DELLE CURE
La vita di Rossella e quella della sua intera famiglia non sono più state le stesse. Dopo mesi di ospedalizzazione, fra Trento e Pergine, Rossella è tornata finalmente a casa. Ma costretta su una sedia a rotelle e con ulteriori problemi fisici. E qui, purtroppo, per la giovane e la sua famiglia è iniziata una vera e propria odissea che va avanti ancora oggi fra mille difficoltà, fra spese sanitarie enormi e tantissimi problemi che invece di diminuire si sommano l'uno con l'altro e sembrano non finire mai.
“L'abbandono - ci racconta Simonetta - è partito proprio dall'inizio. Possiamo dire che se ne sono lavati le mani tutti, non hanno voluto darci nemmeno la fisioterapista a casa per questioni burocratiche e normative”. Una situazione che la famiglia ha dovuto dunque risolvere in autonomia, affidandosi ad una professionista per riuscire ad aiutare Rossella.
Ma non solo. Per riuscire a seguire il percorso di cura e le sedute di terapia che la figlia doveva fare, Simonetta e Maurizio per un certo periodo hanno anche dovuto prendere in affitto un piccolo appartamento nella zona di Pergine. Una situazione che ha portato la famiglia a dividersi.
Al disagio familiare si è poi sommato quello economico. "Dalla Provincia e dall'Azienda sanitaria non sono arrivati sostegni o accompagnamenti di nessun genere, da semplici aiuti per avere, per esempio, un lavandino adatto a Rossella fino ai sostegni necessari in bagno" spiega Simonetta.
La casa, però, dove vive Rossella è non del tutto adatta alle sue esigenze. L'appartamento si trova al terzo piano. Per riuscire a scendere è stato installato una sorta di “cingolato” che però le causa non pochi problemi. “Mia figlia – ci spiega la madre Simonetta – appena scende le scale si sente male, deve fermarsi per almeno un'ora e ha poi conseguenze per giorni”. Rigidità, paura, problemi di stomaco sono gli effetti che questo cingolato provoca su Rossella. Oltretutto, spesso si blocca e richiede maggiore sforzo e tempo per farlo riprendere. Per cercare di risolvere in parte questi problemi Simonetta e Maurizio si sono messi subito alla ricerca di un'altra abitazione senza però ottenere risultati.
“LA GIUNTA VECCHIA NON HA RISOLTO”
In questi anni i problemi che più volte sono stati presentati da Rossella e dai suoi genitori non hanno trovato alcun ascolto da parte della Provincia. Parole e promesse che non hanno trovato nessun riscontro concreto.
“Rossella – ci dice la madre – ha voluto essere a Trento in Consiglio provinciale per chiedere per quale motivo le sue richieste di aiuto sono rimaste inascoltate. Nessuno della Giunta ha avuto il coraggio di stringerle la mano. Stanno giocando con la vita delle persone ed io questo non posso più sopportarlo”.
Una battaglia, quella portata avanti da Simonetta, madre di Rossella, difficile ma che non sembra per questo farle perdere la forza e l'entusiasmo. “Io sto combattendo non solo per Rossella - ci dice - ma anche per tutte quelle persone che non hanno la forza di farlo”.














