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| 06 set 2023 | 16:33

''Tre aggressioni in serie, riportiamo le vacche a valle'', gli allevatori di Malga Col D'Astiago: ''Ma il vero problema è la burocrazia''

In questi giorni Martina Magrin sta riportando le vacche a valle. Se due anni fa il problema erano stati i cinghiali l'anno scorso c'è stato il problema della siccità e quest'anno i lupi. "Nelle ultime settimane ci sono state tre aggressioni. Valutiamo i sistemi di protezione promossi dalla Regione, ma resta il problema di burocrazia e finanziamenti"

Tre aggressioni in serie, riportiamo le vacche a valle'', gli allevatori di Malga Col D'Astiago
di S.M.

VICENZA. “L’alpeggio per noi finisce oggi! Decisione difficile , ma dopo due settimane di continui attacchi dai lupi abbiamo preferito riportare le vitelle in pianura anticipatamente”. E' il post scritto nelle scorse ore dai gestori di Malga Col D'Astiago.

 

Siamo nel vicentino, nel comune di Valstagna, ad una quota di 1241 metri, dove due anni fa per Martina Magrin è iniziata una nuova vita. La donna, oggi 38enne, assieme al figlio e al compagno nel 2021 ha deciso di prendere in gestione la struttura, per farne luogo di alpeggio (in quota ci sono 24 vitelle, capre, conigli, galline e cavalli) e di accoglienza familiare degli escursionisti. “Sono state tre stagioni di gran lavoro, tra gestione degli animali, servizio di agriturismo, accoglienza – ci racconta, - ma anche di tante soddisfazioni. Grazie alla qualità dei nostri prodotti e al passaparola, ora in tanti ci conoscono e vengono da noi”.

 

Ma non sono mancate le difficoltà: prima l'invasione dei cinghiali che hanno rovinato i pascoli d'alpeggio, poi la siccità e quest'anno i lupi. “Lupi che – come spiega Martina – hanno iniziato ad attaccare le nostre vitelle solo nelle ultime settimane. Prima di allora non avevano mai aggredito. Più volte abbiamo visto passare nelle vicinanze della malga quattro lupi (tre giovani in branco e uno più anziano solitario) ma non si sono mai avvicinati e comunque bastava spaventarli per farli fuggire. Non sappiamo se sono gli stessi animali responsabili degli attacchi”.

 

Le aggressioni sono state tre: un animale è stato predato, uno è scomparso e uno è stato, invece, salvato. “Questo grazie ai cani che hanno abbaiato – racconta Martina. - Siamo usciti di casa e siamo riusciti a cacciare i lupi e a salvare la nostra vitella: aveva la coda rotta e varie lacerazioni sulla coscia, ma è salva”. Da qui la decisione di riportare in anticipo la mandria a valle.

 

Per il futuro Martina punta sulle misure di protezione del bestiame. “Al momento abbiamo la recinzione del pascolo e tre cani, che però di notte stanno al riparo – spiega Martina. - Dovremo valutare i sistemi promossi dalla Regione Veneto, come i dissuasori e le recinzioni antilupo, ma resta il problema della burocrazia e dei finanziamenti”. Quel che è certo è che Martina e la sua famiglia non si lasciano scoraggiare. “Organizzeremo più ronde notturne, ma l'estate prossima torniamo qui”.

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