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Trento
16 maggio | 18:41

Disdetta contrattazione integrativa settore commercio, la Fiom Cgil: "Gli aumenti compenseranno solo nel 2027, e parzialmente, la perdita subita"

Il rinnovo del contratto nazionale è avvenuto lo scorso 22 marzo. Il sindacato: "Di fronte a questa seppur parziale buona notizia cosa pensano di fare i vertici trentini delle Famiglie Cooperative? Disdicono il contratto integrativo, abbassando le retribuzioni dei propri dipendenti di circa 150 euro al mese. Cosa avrebbe detto Don Guetti? 

Disdetta contrattazione integrativa settore commercio, la Fiom Cgil
di Redazione

TRENTO. “Apprendiamo con sconcerto e stupore quanto accaduto alle lavoratrici e ai lavoratori delle Famiglie Cooperative trentine. Lo scorso 22 marzo, dopo anni di retribuzioni bloccate - l’ultimo aumento risaliva a marzo 2018, salvo un micro adeguamento di aprile 2023 - e a fronte di un’impennata dei prezzi che dall’autunno 2021 ha falcidiato il potere d’acquisto dei loro salari, finalmente lavoratrici e lavoratori del settore del Commercio, attraverso le proprie rappresentanze sindacali, hanno visto rinnovare il proprio Contratto Nazionale con aumenti che solo a regime, nel 2027, e solo parzialmente, compenseranno l’enorme perdita subita a causa dell’inflazione”.

 

A dichiararlo è la Fiom-Cgil del Trentino in una nota, i cui contenuti sono stati approvati all'unanimità all'assemblea generale dello scorso 10 maggio, relativa alla disdetta della contrattazione integrativa per le lavoratrici e i lavoratori delle Famiglie Cooperative: ad essere espressa è la solidarietà nei confronti di questi ultimi, con il sindacato che non esclude azioni concrete a sostegno della loro vertenza.

 

“Ebbene, di fronte a questa seppur parziale buona notizia, arrivata dopo ben cinque anni di contratto scaduto – prosegue la nota del sindacato – cosa pensano di fare i vertici trentini delle Famiglie Cooperative? Disdicono il contratto integrativo, abbassando le retribuzioni dei propri 1.800 dipendenti di circa 150 euro al mese. Cosa avrebbe detto Don Guetti? Cosa è rimasto dello spirito della cooperazione trentina, nata proprio per evitare lo sfruttamento del lavoro e migliorare le condizioni di vita dei lavoratori? Cosa è rimasto del legame delle Famiglie Cooperative con il nostro territorio montano?”.

 

Viene poi puntualizzato come, durante il lockdown dovuto al Covid, lavoratrici e lavoratori dei negozi di alimentari dei paesi abbiano garantito un servizio essenziale per le comunità, esponendosi a grossi rischi per la propria salute.

 

“Tutto dimenticato? Moltissimi di noi sono anche soci delle Famiglie Cooperative: cosa dobbiamo pensare di fronte a un atto così grave?” conclude il sindacato, specificando come “la disdetta unilaterale di un contratto integrativo è già un atto gravissimo in sé, ma in quel contesto è persino ignobile”.

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