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Trento
17 gennaio | 20:56

"Le leggi vanno ovviamente rispettate, ma c'era veramente tutta questa urgenza?" Il pensiero del sindaco Ianeselli sulla vicenda del Centro Sociale Bruno

"Il Centro Sociale Bruno fa parte della città ed è una realtà che si è consolidata all'interno della comunità del capoluogo, al di là di ogni connotazione politica della vicenda. Di questo aspetto credo tutti debbano prenderne atto e il fatto che sia indicato come luogo "'d'interesse culturale" su di una delle più importanti guide turistiche del mondo (la Lonely Planet, ndr) ne è la riprova

"Le leggi vanno ovviamente rispettate, ma c'era veramente tutta questa urgenza?" Il pensiero del sindaco Ianeselli sulla

TRENTO. "Il Centro Sociale Bruno fa parte della città ed è una realtà che si è consolidata all'interno della comunità del capoluogo, al di là di ogni connotazione politica della vicenda. Di questo aspetto credo tutti debbano prenderne atto e il fatto che sia indicato come luogo "'d'interesse culturale" su di una delle più importanti guide turistiche del mondo (la Lonely Planet, ndr) ne è la riprova".

Franco Ianeselli, sindaco di Trento, non è "attore" protagonista della vicenda che vede opposti Patrimonio del Trento, ente pubblico che fa capo alla provincia autonoma di Trento e il Centro Sociale Bruno, ma è ovviamente spettatore interessato della questione. 

Sì, perché il Centro Sociale sorge all'interno del Comune e, volenti o nolenti, quella del "Bruno" è una realtà cittadina, apprezzata o meno, ma che riveste un ruolo importante all'interno del tessuto comunitario del capoluogo.

 

La questione adesso è finita in tribunale: se lo sfratto diventerà esecutivo, entro la data stabilita i "residenti" dovranno liberare la struttura e, nel caso non lo facessero, potrebbe esserci anche l'intervento delle forze dell'ordine. A riguardo bisognerà attendere qualche giorno, perché il giudice si è riservato di esaminare ancora più attentamente la questione prima di assumere una decisione definitiva.

 

Da parte del Centro Sociale Bruno il messaggio è stato chiaro: anche se ci diranno che dobbiamo andarcene... non ce ne andremo. E, anzi, i ragazzi del direttivo parlano di aumentare il numero di attività.

 

"La questione è certamente delicata - prosegue il primo cittadino di Trento -, c'è in atto una vicenda giudiziaria della quale bisogna avere massimo rispetto. In attesa delle decisioni che assumerà chi ha il compito di giudicare la questione, quello che mi sento dire è: "Ma c'era tutta questa urgenza di assumere tale provvedimento?" E' vero che quell'area sarà oggetto di riqualificazione e lì nascerà il nuovo palazzetto dello sport, ma questo non avverrà certamente in tempi brevissimi, perché prima è necessario operare la variante al Piano e poi, trattandosi di un'opera di tale portata a connotazione pubblica, saranno necessari diversi altri passaggi. E' chiaro che si tratta di una soluzione che va risolta, ci mancherebbe e ve lo dice una persona che con i ragazzi del Centro Sociale Bruno si è confrontato, ci ha discusso e si è anche scontrato verbalmente più volte".

 

Il pensiero del sindaco del capoluogo potrebbe essere così riassunto: le leggi ci sono e vanno rispettate, ci mancherebbe, ma perché prima di arrivare allo scontro non si è provato a dialogare. E, magari, con un po' di buon senso, trovare una soluzione alla questione?

 

Poi il sindaco Ianeselli svela un retroscena, legato al dormitorio attualmente ospitato all'interno dei locali dell'ex scuola elementare "Bellesini" di via Stoppani.

 

"Per la gestione c'è ovviamente bisogno dei volontari - conclude -. Ci siamo mossi a trecentosessanta gradi, ma gli unici che ci hanno dato piena disponibilità sono stati i ragazzi del Centro Sociale Bruno, grazie ai quali riusciamo a gestire a dovere la struttura".

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