''Meglio artificiale che niente'', storia dell'Irst e di come a Povo 40 anni fa l'AI fosse già di casa: Oliviero Stock racconta la cronaca di quell'avventura nata sulla collina di Trento
Un'avventura pionieristica: negli anni '80 sulla collina di Trento, in un paesino che contava poco più di 3.000 abitanti, si studiava e lavorava all'Intelligenza artificiale oggi tanto in voga e diffusa nelle tecnologie di tutti i giorni. ''Meglio artificiale che niente Cronache dell’intelligenza sulla collina'', è il libro scritto da Oliviero Stock che ripercorre questa cavalcata unica e per certi versi irripetibile. La presentazione lunedì 21 ottobre alle 17.30 al Salone di Rappresentanza di Palazzo Geremia a Trento

TRENTO. Questo è il racconto di un progetto d'avanguardia, visionario che ha cambiato il tessuto sociale del territorio. E' il racconto di come è nata e si è sviluppata la ricerca sulla Collina Est di Trento, di come prima l'Irst e poi l'Fbk hanno cavalcato l'onda dell'innovazione tenendo il Trentino ben in piedi sulla 'tavola' dell'internazionalità e proiettandolo avanti di qualche decennio rispetto a tutti gli altri territori italiani e, per buona parte, anche del resto del mondo. E' la storia di un pool di persone, scienziati, studiosi, insegnanti, alcune delle migliori menti in circolazione, di varie discipline, attirate a Trento e giunte da varie parti del Paese per stabilirsi a Povo e per far nascere, a metà anni '80, uno dei maggiori istituti europei di ricerca sull'Intelligenza Artificiale.
Un'avventura pionieristica: quarant'anni fa sulla collina di Trento, in un paesino che contava poco più di 3.000 abitanti, si studiava e lavorava all'Ai oggi tanto in voga e diffusa nelle tecnologie di tutti i giorni. ''Meglio artificiale che niente Cronache dell’intelligenza sulla collina'', è il libro scritto da Oliviero Stock che ripercorre questa cavalcata unica e per certi versi irripetibile avvenuta anche grazie alla spinta di una politica che sapeva guardare lontano (l’Istituto Trentino di Cultura - Itc nasce nel 1962 con Bruno Kessler che in quanto a guardare lontano ne sapeva qualcosa: per informazioni rivolgersi all'Università di Trento).
Stock, d'altronde, queste vicende le conosce bene, benissimo, essendo stato uno dei pionieri che hanno dato vita a questa avventura arrivando a Trento (lui triestino) nel 1987 (quando l'allora Itc-Irst, era diretto da Luigi Stringa) e diventando direttore dell'Irst nel 1997 (fino al 2001 - l'Irst diventerà poi Fbk nel 2007). Inoltre è stato presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, della European Association for Artificial Intelligence e dell’Association for Computational Linguistics e nel 2018 a Trento, per il suo grande impegno, ha ottenuto l'Aquila di San Venceslao. Il libro ripercorre quella che lui stesso definisce ''un’iniziativa di assoluta avanguardia, in un contesto particolare di autonomia politica che intendeva così sviluppare un’opportunità originale per il futuro''.

E racconta di tutte quelle persone che in quegli anni hanno reso grande il Trentino in Italia e nel mondo spingendolo ai confini dell'avanguardia. Il tutto calati in un territorio che ne beneficiava ben più di quanto si raccontasse (la critica standard di politici provinciali già allora di bassa lega era: ''Dove sono le ricadute sul territorio?'' forse pensando di poter guidare macchine volanti solo per il fatto che in quegli edifici si faceva ricerca e la si faceva guardando al futuro). Potrebbe bastare pensare che in poco più di 20 anni Povo si è trasformata raddoppiando la propria popolazione e si è trasformata in luogo di incontro straordinario per future generazioni di trentini: i figli di questi ricercatori (e aggiungiamo anche i professori universitari che assieme ai centri di ricerca hanno costituito sulla collina un ecosistema unico, in tutti i sensi) giunti da tutta Italia e anche da fuori confine che però sono cresciuti qui e oggi danno il loro contributo anche al territorio, come possono e come credono (e tra questi c'è anche chi vi sta scrivendo ora).
Il libro sarà presentato il 21 ottobre alle 17.30 al Salone di Rappresentanza di Palazzo Geremia a Trento con il sindaco Franco Ianeselli. Ne è passata di tecnologia da quei robottini in stile Star Trek che sul finire degli anni '80 giravano già tra i corridoi dell'Irst e stupivano i bambini quando vi entravano per recuperare i loro papà o le loro mamme.

Ne è passata talmente tanta che è giunto il momento di raccontarla come si legge nel prologo di Stock: ''Questa è la cronaca di quell’avventura, la storia di un centro di ricerca vissuta dall’interno, nel quadro più generale che ha seguito le origini dell’Intelligenza Artificiale, in Italia e nel mondo. E anche cronaca di emozioni e divertimento''.


















