Nel Bellunese abbattuti 5.519 ungulati e 680 cinghiali: stabile la popolazione di cervo, capriolo e camoscio
La Provincia di Belluno ha già sperimentato una nuova modalità di censimento degli ungulati, testando l’uso delle fototrappole e delle termocamere per il capriolo nella riserva alpina di Belluno. È allo studio con i consulenti dell’Università di Sassari anche una nuova modalità di compilazione delle stime di popolazione, che tenga presente la presenza del lupo

BELLUNO. Nell'ultimo anno abbattuti 5.519 ungulati ai quali vanno aggiunti 680 cinghiali che sono specie eradicabile, soggetta a controllo totale per prevenire la diffusione della peste suina. In sostanza si parla di una copertura dell’83% dei piani di prelievo visto che nella stagione 2023-2024 i capi che si potevano abbattere erano 6.645 (1.814 per il capriolo, 3.467 per il cervo, 844 per il camoscio, 421 per il muflone e 99 per il daino).
Questi alcuni dei dati emersi dal report “La gestione degli ungulati in provincia di Belluno”, che di fatto rappresenta il bilancio della stagione faunistico-venatoria 2023-2024, ed è stato presentato questa mattina a Longarone Fiere in occasione di “Caccia, pesca, natura”, con i risultati delle 66 riserve alpine di caccia (a cui si aggiungono tre aziende faunistico-venatorie). È stabile, dunque, la popolazione di ungulati in provincia di Belluno. E in linea con gli anni scorsi la copertura dei piani di prelievo validati da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, vale a dire l’istituto di ricerca e il “braccio operativo” del Ministero dell’ambiente).
Gli ultimi censimenti, realizzati la scorsa primavera, dicevano che sul territorio bellunese sono stimati 33.366 ungulati (cinghiale e daino esclusi). In particolare 12.511 caprioli, 12.120 cervi, 7.435 camosci, e 1.300 mufloni. Per quanto riguarda i 5.519 prelievi effettuati il dettaglio dice che sono stati prelevati 1.567 caprioli (quindi l’86% dei capi previsti a piano di prelievo), 3.069 cervi (l’89% del piano), 751 camosci (l’89% del piano), 131 mufloni (il 31% del piano) e 1 daino (l’1% del piano).
I dati sono in linea con quelli degli ultimi anni. In particolare, si registra una stabilizzazione tra l’80 e il 90% per quanto riguarda la copertura dei piani di abbattimento di cervo, capriolo e camoscio. È visibile anche una corretta distribuzione dei prelievi per classi di sesso (maschi e femmine). Stabile la stima di popolazione di ungulati.
La Provincia di Belluno ha già sperimentato una nuova modalità di censimento degli ungulati, testando l’uso delle fototrappole e delle termocamere per il capriolo nella riserva alpina di Belluno. È allo studio con i consulenti dell’Università di Sassari anche una nuova modalità di compilazione delle stime di popolazione, che tenga presente la presenza del lupo: il grande predatore infatti è un regolatore della fauna per quanto riguarda cervi, caprioli e altri ungulati, specialmente femmine e piccoli.


















