Contenuto sponsorizzato
Belluno
11 marzo | 11:58

Nel Bellunese 12.200 cervi (3.467 abbattibili), 12.511 caprioli (1.814 abbattibili) e anche 1.274 galli forcelli. La Provincia: ''Rafforzata la collaborazione con i cacciatori''

Incontro Provincia-Riserve alpine di caccia: sotto la lente la stagione venatoria. Poi un aggiornamento sul lupo con il professor Marco Apollonio, docente di medicina veterinaria all’Università di Sassari e tra i maggiori esperti del tema, che sta seguendo un interessante monitoraggio dell’interazione camoscio-lupo sul Monte Grappa. 

Nel Bellunese 12.200 cervi (3.467 abbattibili), 12.511 caprioli (1.814 abbattibili) e anche 1.274 galli forcelli
di Redazione

BELLUNO. Gli ultimi censimenti effettuati congiuntamente con le Rac (Riserve alpine di caccia) rilevano una popolazione di 12.120 cervi (3.467 quelli abbattibili secondo il piano di prelievo), 12.511 caprioli (1.814 abbattibili da piano di prelievo), 7.435 camosci, 1.300 mufloni, oltre 4.000 lepri, e 1.274 fagiani di monte (galli forcelli).

 

Sono questi i dati presentati negli ultimi giorni a margine dell'incontro avvenuto a Villa Patt a cui hanno partecipato presidenti e delegati di tutte le Riserve di caccia bellunesi e i rappresentanti della Provincia di Belluno a ribadire la sempre più stretta collaborazione tra Provincia e Rac.

 

La riunione è stata anche l’occasione per fare il punto sulla stagione venatoria appena conclusa, oltre che per un aggiornamento sul lupo con il professor Marco Apollonio, docente di medicina veterinaria all’Università di Sassari e tra i maggiori esperti del tema, che sta seguendo un interessante monitoraggio dell’interazione camoscio-lupo sul Monte Grappa. Apollonio, che da tempo collabora con la Provincia di Belluno, si è collegato per intervenire in videochiamata alla riunione.

 

''Le Riserve alpine di caccia rappresentano uno strumento imprescindibile di gestione del territorio e insieme un aiuto fondamentale per i nostri tecnici - ha detto il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin -. L’attività portata avanti dai cacciatori per i censimenti faunistici degli ungulati e per il piano di controllo del cinghiale è molto importante e senza il contributo delle Riserve sarebbe impossibile da svolgere''.

 

Le Rac infatti si occupano di censire insieme ai tecnici della Provincia e alla Polizia Provinciale le popolazioni di ungulati: in particolare intervengono per la raccolta dati, con diverse uscite sul territorio insieme alle guardie di Palazzo Piloni. E poi monitorano i piani di abbattimento e comunicano prontamente i numeri alla Provincia.

 

''È chiaro che alla gestione del territorio serve un lavoro di squadra in cui ognuno fa la sua parte - ha concluso il presidente Padrin -. E l’apporto che è in grado di garantire il mondo venatorio, sempre più costituito di figure specializzate, è qualificante e fondamentale''.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato