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Belluno
05 agosto | 11:20

Monitoraggio Zecche, cacciatori protagonisti del progetto sperimentale "Monzec". La consigliera Calligaro: "Mondo venatorio alleato nella tutela del territorio"

Ai cacciatori viene chiesto di fotografare una porzione dietro l'orecchio dell'animale cacciato per capire quanti e quali parassiti ci sono, con la foto che viene inviata ad un laboratorio per l’analisi dei dati

BELLUNO. I cacciatori di Cortina sono chiamati a partecipare attivamente all'attività di monitoraggio delle zecche. Come? Fotografando una parte dietro l'orecchio dell'animale cacciato, inviando poi una fotografia ad un laboratorio per capire quali e quanti parassiti ci sono.

 

L'attività si svolge nell'ambito del progetto sperimentale Interreg "Monzec" che nasce dalla collaborazione di diversi partner appartenenti a territori diversi ma confinanti e che si prefigge di effettuare un monitoraggio completo delle zecche nell’area del Tirolo Orientale, della Val Pusteria e della provincia di Belluno.

 

Questo attraverso l’attività della comunità venatoria come base per la comunicazione, l’informazione, la prevenzione e ulteriori ricerche sugli effetti regionali del riscaldamento climatico e sulle infezioni trasmissibili, con l’Ulss 1 Dolomiti che affianca, in qualità di partner, il laboratorio austriaco di Außervillgraten del dottor Walder Gernot.

 

"Il mondo venatorio conferma ancora una volta di essere un attore importante del territorio, sempre pronto a collaborare nella cura e nella tutela dell’ambiente. E in questo caso, anche a prevenzione delle malattie trasmesse dalle zecche" ha affermato la consigliera provinciale delegata a caccia e pesca Silvia Calligaro a margine della prima giornata di studio del progetto ospitata dalla Riserva alpina di caccia di Cortina, alla presenza anche del rappresentante dei distretti venatori della provincia Paolo Zanetti e del personale della Polizia Provinciale.

 

Tornando al contributo offerto dai cacciatori, oltre allo scatto della foto – che per arrivare al laboratorio austriaco dovrà essere caricata su un app specifica – a questi viene data in dotazione anche una serie di provette per raccogliere le zecche attaccate sulla pelle, nel caso in cui in un’uscita di caccia se ne ritrovino addosso.

 

A spiegarlo è il presidente della Rac di Cortina Bruno Menardi, che specifica: "Siamo onorati di poter dare il nostro contributo a questo progetto molto interessante, che riteniamo utile nello studio e nel monitoraggio delle zecche".

 

"Il mondo venatorio si conferma un validissimo alleato nella cura e nella tutela del territorio - ha concluso la consigliera Silvia Calligaro, ringraziando i cacciatori e gli agenti della Polizia Provinciale che offrono un supporto tecnico alle operazioni – e spero che sia la dimostrazione, di cui noi addetti ai lavori e noi abitanti del Bellunese di certo non abbiamo bisogno, che i cacciatori non sono quello che una certa ideologia demonizza, ma rappresentano figure importanti nella gestione concreta della montagna".

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