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Trento
05 ottobre | 20:36

"Siringhe, bottiglie rotte e urina nel giardino dove giocano i bambini. Concentrate le forze dell'ordine in quelle zone". La richiesta per combattere la delinquenza e il degrado

Antonio Girardi, legale rappresentante dell'Associazione Scuola dell'Infanzia "Antonio Tambosi", situata in via Ferruccio, lancia un appello alle forze dell'ordine e alle istituzioni perché, così, dice, non si può più andare avanti. "E' chiedere troppo considerare l'opportunità di concentrare in questi due aree il grosso delle forze dell'ordine a vostra disposizione?"

Siringhe, bottiglie rotte e urina nel giardino dove giocano i bambini

TRENTO. Una lettera aperta al sindaco di Trento Franco Ianeselli, al Commissario del governo Filippo Santarelli e al nuovo Questore Fabrizio Mancini con una precisa richiesta: intensificare le operazioni e concentrare nelle zone del vicolo Santa Maria Maddalena e della Portela il "grosso" delle forze dell'ordine per controllare il territorio e prevenire criminalità e degrado.

 

Residenti, esercenti e chi frequenta le due zone, situate in pieno centro città, non ne possono più. Antonio Girardi, legale rappresentante dell'Associazione Scuola dell'Infanzia "Antonio Tambosi", situata in via Ferruccio, lancia un appello alle forze dell'ordine e alle istituzioni perché, così, dice, non si può più andare avanti.

 

"Sono il legale rappresentante dell'Associazione Scuola dell'Infanzia A. Tambosi - scrive Antonio Girardi -, il cui ingresso si affaccia su via Francesco Ferruccio, dove durante la settimana transitano decine di bambini iscritti accompagnati da genitori e familiari. Quasi ogni mattina, da lunedì a venerdì, prima che inizi l'attività educativo - didattica, per evitare quanto più possibile disagi all'utenza, il personale ausiliario della nostra scuola deve ripulire la via dai resti delle bevute notturne - bottiglie anche rotte e bicchieri ancora non svuotati di birra e altri alcolici - dalle siringhe e soprattutto dalle chiazze di urina prodotte sui marmi pregiati del marciapiede nei pressi dell'ingresso e gettate, talvolta, nel giardino in cui giocano i bambini. Ancora, la storica facciata dell'edificio, eretto nel 1910 su richiesta delle famiglie per creare un'isola educativa italiana nel cuore del quartiere tedesco di Trento e da tempo sottoposta a tutela dalla Sovrintendenza ai beni culturali della Provincia, subisce di continuo sfregi e imbrattamenti che ci costringono a costose operazioni di ripristino e restauro. Dal 2017 segnalo periodicamente il problema al Sindaco e alle altre autorità preposte, per sollecitare interventi adeguati, e partecipo a nome della scuola al Comitato antidegrado città di Trento, costituito da residenti e da alcuni titolari di attività presenti in quest'area, esasperati sia dal frastuono notturno che supera la soglia della tollerabilità legale impedendo loro il riposo notturno, sia dalla sporcizia lasciata e dai danni all'arredo urbano causati, come mostrano video e foto che vi vengono settimanalmente inviati, da persone alterate specialmente, ma forse non solo, dall'eccessivo consumo di alcol e/o da allucinogeni". 

 

Non manca poi il riferimento al recente servizio andato in onda, recentemente, su Rete4 che raccontava del "degrado" in città e che tantissime polemiche ha suscitato nei giorni scorsi.

 

"Intervengo ancora sul problema - prosegue Girardi - perché non condivido le letture fornite reagendo al servizio, interessante anche se indubbiamente discutibile, dedicato a Trento da un'emittente televisiva nazionale. Letture ingiuste di due tipi. La prima perché minimizza il fenomeno, considerato frutto di una “percezione” dei cittadini e non di una valutazione oggettiva ed equilibrata della realtà, in quanto le statistiche nazionali in materia di criminalità, ordine pubblico, sicurezza e qualità della vita pongono Trento in una posizione buona se non addirittura migliore e invidiabile rispetto a quella di altre città. L'altra interpretazione fuorviante emerge da chi “butta in politica” la questione, sostenendo che cavalcando gli eccessi del programma televisivo sarebbe stata strumentalmente sollevata e ingigantita dai partiti che in Comune sono più ostili al sindaco e ai suoi sostenitori in vista delle non lontane elezioni amministrative del capoluogo della provincia. Ad accomunare l'una e l'altra interpretazione è la volontà di respingere una caricatura irrispettosa della vera città di Trento, che sarebbe invece sostanzialmente tranquilla, nella norma e comunque “in controllo”. Per i motivi che ho spiegato all'inizio non posso che dissentire da queste letture e vorrei proporre un approccio al problema che sfugga alla radicalizzazione sia di chi lo minimizza in questi due modi, dando l'impressione di lavarsene così le mani, sia di chi calca troppo i toni dipingendo una città totalmente succube della microcriminalità e del degrado ascrivibile alla malamovida". 

 

Infine la richiesta, precisa e mirata per dare un segnale a chi, in quelle zone, ci vive o le frequenta.

 

"A un'osservazione scevra da questi estremi - conclude il rappresentante dell'Associazione Scuola dell'Infanzia A. Tambosi - dovrebbe risultare infatti che sono soprattutto due le zone del centro storico di Trento in cui, a tarda sera e a notte inoltrata, queste criticità si manifestano maggiormente: una è attorno alla Portela e l'altra nei pressi di vicolo S. Maria Maddalena dove si trova la scuola che rappresento. Vi pongo allora un interrogativo che è al tempo stesso un invito: è chiedere troppo considerare l'opportunità di concentrare in questi due aree il grosso delle forze dell'ordine a vostra disposizione garantendo in ciascuna di esse, attraverso un'alternanza del personale e delle pattuglie che da voi dipendono, la presenza costante di polizia locale, polizia di Stato e Carabinieri nelle ore serali e notturne più a rischio, affidando a questi presidi finalità di prevenzione, deterrenza, controllo e pronto intervento, in modo da dimostrare concretamente di voler tutelare i diritti di quanti vivono e operano in questi punti della città?".

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