Ucciso un cane in Lessina dai lupi, (purtroppo) niente di nuovo: ''Se non sorvegliati in aree rurali può succedere''. In Abruzzo 13 predazioni in 3 mesi
Gli organi di informazione del veronese hanno dato molta enfasi alla notizia parlando di fatti ''inusuali'' e di esasperazione. In realtà il fenomeno è ben noto e diffuso. Nel piacentino, un anno fa, era stato tentato anche un esperimento di dissuasione con dei peluche. L'associazione Io non ho paura del lupo: ''Solo gestendo con attenzione il nostro cane, senza lasciarlo incustodito sia nelle ore diurne che in quelle notturne, e agendo nei suoi confronti con responsabilità, si porteranno al minimo le possibilità di qualsiasi tipo di incidente''

LESSINIA. Niente di nuovo, niente di ''inusuale''. Come spiega l'associazione ''Io non ho paura del Lupo'' “le aggressioni verso cani domestici non sorvegliati in aree rurali non sono una novità nel nostro Paese: in quelle regioni dove il lupo è presente da decenni, come ad esempio l’Emilia Romagna o la Toscana, sono stati diversi gli episodi ai danni di cani domestici, anche se questi restano casi sporadici. Lo stesso è già avvenuto in Lessinia in diverse occasioni”. Il riferimento è agli ultimi articoli di giornali usciti nel veronese che riportano di un'aggressione avvenuta in Lessinia ai danni di un cane che, come viene spiegato, passava buona parte della giornata all'aperto pur senza allontanarsi dal cortile di casa ad Ebrezzo in contrada Staffor.
Una zona rurale, in quota, dove la famiglia proprietaria del cane sbranato dai lupi negli scorsi giorni ha mucche, capre e altri animali da cortile. "Esprimiamo la nostra vicinanza a chi ha subito questa perdita - scrive Io non ho paura del lupo -. Siamo altresì a conoscenza che questa famiglia attua già accorgimenti di buona custodia dei propri cani ma episodi come questi ci ricordano che, oggi più che mai, è necessario ribadire come la modifica di alcune abitudini sia necessaria per garantire la salute dei nostri animali domestici''.
Anche perché, come detto, le uccisioni di cani da parte dei lupi possono verificarsi con normalità se il cane è libero e non custodito (le ragioni sono molteplici comprese quelle legate a meccanismi di difesa territoriale e/o competizione naturale tra canidi o legate alla ricerca di cibo). Un anno fa pubblicavamo un report, per esempio, del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise che spiegava come in 3 mesi si fossero registrate 13 predazioni di lupo su cane (12 erano in recinto e 1 libero in area aperta, tutti cani di proprietà e non randagi. Sette erano animali da compagnia e sei cani da guardia/lavoro). E ancora nell’Alta Val Nure (in provincia di Piacenza) era stato intrapreso un esperimento proprio per 'dissuadere' i lupi della zona da predare i cani utilizzando dei cani di peluche (qui articolo).
Il problema esiste e va affrontato come sempre in queste situazioni: con il controllo 'umano' degli animali domestici e con la consapevolezza che il fenomeno è tutt'altro che unico e sconcertante come purtroppo viene fatto passare con troppa superficialità. L'informazione è la prima fonte di convivenza sempre e comunque. Su cosa fare in pratica l’associazione 'Io non ho paura del lupo' ha le idee chiare: ''Solo gestendo con attenzione il nostro cane, senza lasciarlo incustodito sia nelle ore diurne che in quelle notturne, e agendo nei suoi confronti con responsabilità, si porteranno al minimo le possibilità di qualsiasi tipo di incidente''.
Ci sono inoltre delle accortezze importanti da tenere a mente in tutte le aree di presenza del lupo, anche quelle molto antropizzate: ''In queste aree cibo o rifiuti di origine umana sono spesso causa di incontri tra cani e lupi. Sono molti gli esempi che si potrebbero fare: le grandi stalle e lo smaltimento di invogli fetali, animali morti abbandonati nelle letamaie, scarti di macellazione erroneamente gestiti, alimenti lasciati a disposizione di cani e gatti dai privati in luoghi accessibili ai lupi, le colonie feline, i rifiuti non smaltiti correttamente e spesso lasciati fuori dai cassonetti. Tutti questi elementi e molti altri rappresentano delle fonti alimentari che possono attirare i lupi e anche altri selvatici, creando così occasioni di rischio''.














