"Una farsa indegna. Lo disprezzo con tutto me stesso. Strano ha mentito mille volte", lo zio Gianni Forti attacca l'autore di ''Le bugie di Chico''
"Mi ha praticamente dato del vile e se lo dice Strano c’è proprio da crederci, come su tutto il resto. A scanso di equivoci, io non ho ricevuto alcun invito né da lui né dalla sua organizzazione. In tutti i casi però, avrei seccamente rifiutato, perché non ho alcun desiderio di un confronto con un individuo del genere" aggiunge lo zio di Chico Forti

TRENTO. Una replica durissima nei toni l'ultima, mettendo nero su bianco che il sentimento provato nei confronti di Marco Strano, l'autore del libro "Le bugie di Chico - L'ergastolano che ci ha ingannati per vent'anni" è di "disprezzo" con tutto se stesso, nei confronti di "un individuo del genere".
Gianni Forti, lo zio di Chico, che da sempre si batte per provare l'innocenza del nipote, replica a Strano, che giovedì 3 ottobre ha presentato il proprio volume a Trento, davanti a circa un centinaio di persone. E, altrettante, sono rimaste all'esterno perché la sala non era in grado di accogliere tutti gli avventori (QUI ARTICOLO).
Forti definisce la vicenda come "un'indegna farsa" e accusa Strano di aver "mentito mille volte, sia nella presentazione di ieri che nel suo libro". Parole, insomma, molto dure che non lasciano spazio a troppe interpretazioni. Con una precisazione e una conclusione. Lo zio di Chico non rilascerà ulteriori dichiarazioni in merito e, soprattutto, afferma che "non ho ricevuto alcun invito né da lui né dalla sua organizzazione".
L'autore del libro ha, infatti, dichiarato di aver invitato Gianni Forti alla serata per dibattere in pubblico, il quale avrebbe però deciso di non presenziare.
"Con quest'ultimo commento - scrive Gianni Forti in una nota ufficiale - intendo porre fine alla penosa e meschina polemica messa in piedi da Marco Strano, perché credo che non valga più la pena (non ne valeva nemmeno prima, per la verità!) ribattere alle sciocchezze pronunciate ieri sera alla presentazione del suo infamante libro "Le bugie di Chico - L'ergastolano che ci ha ingannati per vent'anni. L’ho seguito in streaming, per essere sicuro che non mi venisse riportato il suo intervento in modo inesatto. Non avrei scritto neanche queste ultime annotazioni, se questo Strano non mi avesse accusato di aver rifiutato l’invito a un contraddittorio per il fatto che non avrei avuto il coraggio di controbattere alle sue “prove schiaccianti” sulla colpevolezza di Chico. Mi ha praticamente dato del vile e se lo dice Strano c’è proprio da crederci, come su tutto il resto! A scanso di equivoci, io non ho ricevuto alcun invito né da lui né dalla sua organizzazione. In tutti i casi però, avrei seccamente rifiutato, perché non ho alcun desiderio di un confronto con un individuo del genere".
Poi entra nel merito della vicenda e accusa Strano di mentire.
"Un’altra cosa - puntualizza lo zio di Chico Forti -. Le “bugie” di Chico sono state l’argomento principale della serata. Strano ha detto che in America è una cosa gravissima e per questo la giuria non ha avuto dubbi nel ritenerlo colpevole. Ricordo però a Strano che Chico ha mentito una sola volta sull’incontro con Dale Pike, ritrattando e raccontando la verità il giorno seguente. Dopodiché non ha più parlato, né con la polizia, né al processo (non è stato nemmeno chiamato alla sbarra). Quello che mi sento di affermare invece, è che Strano ha mentito mille volte, sia nella presentazione di ieri che nel suo libro. Dopo un quarto di secolo di indicibili sofferenze e dopo l’insperato rientro in Italia di Chico, la famiglia sperava di poter trovare un po’ di pace e di buttarsi tutto dietro le spalle per cominciare una vita un po’ più serena, confidando che presto Chico avrebbe finalmente raggiunto quella libertà che gli è stata ingiustamente negata per metà della sua vita. Invece dal nulla è saltato fuori questo Strano, che ha pensato bene di riaprire le nostre ferite fino a farle divenire purulente, senza farsi alcuno scrupolo".
Infine l'annuncio: Gianni Forti non parlerà più di Strano verso cui nutre "disprezzo". E tutta la vicenda viene definita "un'indegna farsa".
"Non lo fa per cercare visibilità o speculazione? - conclude -. Allora deve essere afflitto da qualche mania persecutoria. Non c’è altra spiegazione, a meno che non goda veder crepare in carcere Chico Forti. In tutti i casi, io non parlerò più di questo individuo, perché lo disprezzo con tutto me stesso. L’egregio carabiniere, poliziotto, scrittore, oratore, criminologo, psicologo e scienziato continui pure la sua campagna colpevolista contro Chico. Non me ne importa più nulla! Concludo che era stato paventato il timore che a Trento sarebbe stata boicottata la sua presentazione del libro. Invece ha preso perfino degli applausi! Dato il successo ottenuto, in politica può candidarsi lui. Non gli mancano di certo gli sponsor, da Il Fatto Quotidiano a Unarma, fino ad Andrea Lombardi con il suo milione di visualizzazioni. Questa indegna farsa per me è finita. Scusate".














