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Bolzano
14 settembre | 16:57

Acciaierie Valbruna: domani il tavolo di lavoro con ministro Urso. Uil: "Una fabbrica italiana, sana e produttiva, non può essere messa in discussione da burocrazia o speculazione"

 "Ci auguriamo che la Valbruna non faccia la fine di Merano, perché significherebbe condannare Bolzano a un impoverimento industriale senza ritorno"

Acciaierie Valbruna: domani il tavolo di lavoro con ministro Urso

BOLZANO. E' stato convocato per domani, lunedì 15 settembre, su indicazione del ministro delle Imprese Adolfo Urso, il tavolo di lavoro dedicato alla delicata questione delle Acciaierie Valbruna. All’incontro parteciperanno rappresentanti della Regione Veneto, della Provincia di Bolzano e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori. Un momento cruciale per il futuro della fabbrica e per i suoi lavoratori.

 

Il nuovo bando di gara è stato pubblicato e il vicepresidente della Provincia Marco Galateo rassicura: “Abbiamo messo in atto tutto ciò che la legge ci consente per fare in modo che la Valbruna possa continuare a lavorare sul nostro territorio, investendo in ricerca e innovazione, garantendo posti di lavoro qualificati”. Con la delibera si aprono i termini per le offerte che dovranno arrivare entro il 15 gennaio del 2026. .

 

La concessione del diritto di superficie durerà 50 anni e chi si aggiudicherà la gara diventerà proprietario degli immobili fino al 2076. Data in cui il sito industriale tornerà di proprietà della Provincia. Il prezzo della concessione è fissato a 150 milioni di euro. Cifra liquidabile in un'unica soluzione oppure suddivisibile negli anni. Una commissione valuterà le offerte per le quali è previsto un punteggio massimo fissato a 100. Se non fosse la Valbruna ad aggiudicarsi la concessione cinquantennale, le ricadute sarebbero pesanti.

 

La Uil Alto Adige evidenzia che siamo di fronte a una partita cruciale: "il futuro di una fabbrica italiana, sana e produttiva, non può essere messo in discussione da logiche burocratiche o da ipotesi speculative. L’idea che in piena zona industriale si possa ragionare su costruzioni residenziali è semplicemente fuori luogo e inaccettabile: le case si costruiscono altrove, non al posto delle fabbriche". 

 

Mauro Baldessari, segretario Uil, dichiara: "Ci auguriamo che la Valbruna non faccia la fine di Merano, perché significherebbe condannare Bolzano a un impoverimento industriale senza ritorno. Non è tollerabile che a rischiare la chiusura siano sempre e soltanto realtà italiane, mentre altrove si protegge e si sostiene l’industria. Qui non stiamo parlando di un impianto decotto, ma di un sito sano, che produce valore e lavoro. La fabbrica italiana va difesa, non messa in discussione. E se qualcuno pensa di cambiare la destinazione d’uso del terreno per speculare sull’edilizia abitativa, sappia che troverà i lavoratori e il sindacato pronti a opporsi con forza". La UIL Alto Adige chiede quindi alla politica decisioni rapide e coraggiose: garantire continuità produttiva, difendere il lavoro e ribadire che Bolzano deve restare un presidio strategico della siderurgia italiana.

 

Ad oggi l'azienda  da lavoro a circa 530 persone e nel 2023 ha versato nelle casse della Provincia 24 milioni e 844 mila euro di imposte. L’azienda ha sostenuto investimenti per oltre 450 milioni di euro in macchinari e per 60 milioni di euro in tutela ambientale e sicurezza. Lo stabilimento di Bolzano rappresenta un pilastro fondamentale per il gruppo, generando oltre 400 milioni di euro di fatturato annuo su un totale che supera il miliardo di euro, e quasi 25 milioni di euro di tasse versate in provincia. Nell’incertezza della concessione, intanto, sono stati congelati investimenti pari a 160 milioni di euro che erano stati previsti per gli anni 2025-2026.

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