Allarme Fentanyl, la “droga degli zombie” preoccupa. L'Apss rafforza controlli e prevenzione per proteggere i giovani: “Impegnati in un monitoraggio continuo”
Positività al Fentanyl in Trentino sono state trovate sia nel 2018 che nell'ultimo monitoraggio del 2023. A partire da giugno 2025 la ricerca di questa sostanza da matrice urinaria entrerà tra le indagini di routine per i campioni inviati dal Ser.D. L’attivazione di Apss nell’ambito degli esami tossicologici risale già al 2018 quando, pur in assenza di una situazione di emergenza in Italia, si è ritenuto opportuno avviare delle indagini di screening, considerando quanto stava accadendo negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei

TRENTO. In America è un’emergenza nazionale con tantissimi morti. In Europa, purtroppo, si sta facendo strada in silenzio e anche in Italia l'attenzione è davvero alta. Lo scorso anno il Governo ha lanciato il primo Piano nazionale contro il fentanyl, la cosiddetta “droga degli zombie” e anche il Trentino l'allerta è alta.
Nei giorni scorsi era arrivato l'allarme da parte dell'Associazione Famiglie Tossicodipendenze del Trentino, con l'intervento della direttrice terapeutica, Paola Meina (QUI L'ARTICOLO). “Il Fentanyl? Avevamo lanciato l'allarme già lo scorso anno ed ora sono i nostri ragazzi che ci dicono che questa sostanza è arrivata a Trento. Una conferma che preoccupa davvero tanto”.
Tra screening tossicologici, interventi nelle scuole, collaborazioni scientifiche internazionali e un sistema residenziale potenziato, l'Apss sta cercando di affrontare una minaccia invisibile ma in crescita, soprattutto tra i giovani.
“L’attivazione di Apss nell’ambito degli esami tossicologici risale già al 2018 quando, pur in assenza di una situazione di emergenza in Italia, si è ritenuto opportuno avviare delle indagini di screening, considerando quanto stava accadendo negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei” è stato spiegato dall'Unità operativa dipendenze che in collaborazione con il laboratorio di tossicologia già in quell’anno ha condotto un primo screening per la ricerca di fentanyl su 309 campioni di matrice cheratinica. Dalle analisi sono risultate 3 positività, in merito alle quali le persone interessate hanno ricevuto adeguati interventi di counselling.
Negli anni successivi l’attenzione su fentanyl e in generale sugli oppioidi sintetici è continuata. Nel corso del 2023 l’indagine è stata ripetuta e sono stati analizzati 391 campioni di matrice cheratinica e riscontrate 5 positività. Gli esami sono proseguiti anche successivamente e a partire da giugno 2025 la ricerca di fentanyl da matrice urinaria entrerà tra le indagini di routine per i campioni inviati dal Ser.D.
L’assunzione di queste sostanze comporta effetti molto più gravi di quelli normali e va da stati di allucinazione fino a comportamenti aggressivi. Già negli scorsi mesi l'Associazione delle Famiglie Tossicodipendenti aveva lanciato l’allarme su particolari situazioni registrate sul territorio. “Per un attimo le persone si trasformano in zombie e subito dopo hanno atteggiamenti aggressivi”. Lo si vede in alcune zone d'America, dove l'epidemia sta distruggendo intere vite: corpi a terra, inginocchiati, piegati in avanti, immobili.
“La ricerca nelle indagini condotte dai laboratori – chiarisce l'Unità operativa dipendenze - non si limita esclusivamente al fentanyl, perché il Laboratorio di tossicologia è in grado di individuare altri oppioidi sintetici e centinaia di nuove sostanze psicoattive (Nps), la cui diffusione è crescente soprattutto tra i giovani. Siamo attivi nello studio di queste nuove sostanze già dal 2012, grazie alla collaborazione con la prestigiosa Università di Hertfordshire”.
I giovani rappresentano un target fondamentale a cui sono rivolti gli interventi di promozione della salute e di prevenzione, per la cui realizzazione l’U.o. dipendenze collabora costantemente con il Dipartimento di prevenzione di Apss (più di 800 ore di interventi effettuati nelle scuole nel corso dell’anno scolastico 2023-2024 su tutto il territorio provinciale).
L’accesso all’Unità operativa dipendenze è libero e gratuito, previo contatto telefonico. Le situazioni di urgenza clinica vengono valutate in giornata, mentre per quelle procrastinabili il tempo di attesa massimo è di 15 giorni.
LE COMUNITA' TERAPEUTICHE IN TRENTINO
“Riusciamo a rispondere al 95% delle richieste”. A dirlo è sempre l'Azienda sanitaria in merito al lavoro portato avanti negli ultimi anni attraverso i programmi residenziali con le quattro comunità terapeutiche trentine, accreditate e convenzionate con Apss (Voce Amica, Nuovi Orizzonti, Casa di Giano e Camparta).
Il tema è quello sui tempi lunghi di accesso alle comunico per le persone che decideva di affrontare questi percorsi. Diversi giovani avevano spiegato su il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO) le difficoltà in alcuni casi incontrate con attese molto lunghe.
Su questo l'Unità operativa dipendenze spiega che “Gli inserimenti avvengono sulla base di quanto deciso all’interno dell’Unità di valutazione multidisciplinare e mediamente si concretizzano nel giro di 2-3 settimane dal momento del confronto all’interno della 'commissione inserimenti', la riunione a cui partecipano i rappresentanti dell’Unità operativa dipendenze e delle quattro comunità terapeutiche che ha lo scopo di definire la comunità e il percorso terapeutico più adeguato”.
Di recente è stato inoltre introdotto il modulo “Emergenze”, che prevede un inserimento in comunità entro 48-72 ore, riservato alle situazioni di estrema precarietà. In generale, i tempi di attesa sono ovviamente condizionati dalla motivazione della persona, che è fondamentale per l’avvio e la tenuta del percorso.














