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Trento
18 settembre | 06:00

Giovani e dipendenze, Levari: “Al Serd accoglienza con spazi protetti e si lavora su nuovi percorsi”. Comunità terapeutiche? "Interventi per età e problematiche"

Ermelinda Levari, direttrice dell'Unità operativa dipendenze, ha deciso di rispondere alle criticità che sono state sollevate sulle pagine de il Dolomiti da Federico Samaden esperto sulle problematiche legate alla droga e incaricato nel 2019 dalla Giunta provinciale di studiare il problema della tossicodipendenza. Tra le novità la nascita del tavolo “Adolescenze complesse” voluto dall'assessore Tonina per migliorare la presa in carico dei giovani 

Giovani e dipendenze, Levari: “Al Serd accoglienza con spazi protetti e si lavora su nuovi percorsi”

TRENTO. Passi in avanti fatti “sia nell'organizzazione delle comunità terapeutiche presenti in Trentino che nell'accoglienza dei giovani ai servizi del Serd”. Ermelinda Levari, direttrice dell'Unità operativa dipendenze, raccoglie le preoccupazioni lanciate sulle pagine de il Dolomiti da Federico Samaden (QUI L'ARTICOLO), esperto del settore e incaricato nel 2019 dalla Giunta provinciale di studiare il problema della tossicodipendenza.

Nel commentare la situazione delle comunità terapeutiche in Trentino e del servizio Serd, Samaden ha infatti sottolineato come oggi “Il modello è ormai vecchio, serve una vera evoluzione. Bisogna ragionare sul sistema e la prima considerazione è che lo scenario che ci troviamo davanti è profondamente cambiato”. Ha sottolineato che “oggi la prevenzione viene fatta, ma molto con un approccio prettamente sanitario quando invece bisognerebbe usare di più un linguaggio pedagogico”.

 

E se le comunità terapeutiche devono evolversi, questo percorso, ha spiegato sempre l'esperto, deve essere avviato anche per il Serd che necessita di una “valutazione della propria efficacia da enti terzi” e per il quale si dovrebbero pensare “percorsi ad hoc per i giovani”.

 

Dottoressa Levari, partiamo con il tema della valutazione del lavoro svolto dal Serd. Oggi viene fatta internamente e non da un ente terzo. Perché? Non crede che possa essere importante farsi valutare da qualcuno che non sia dell'Apss?
Questo aspetto va oltre il mio livello. Non sono io a decidere chi valuta in termini di efficacia il servizio. Ci sono degli indicatori e sono interni. Ma sono scelte che prescindono dalla mia decisione. Io credo che un sistema di valutazione debba esserci ma non sta a me decidere chi deve essere il valutatore. Noi ci atteniamo a criteri di efficacia ed è assolutamente necessario valutare i percorsi.

 

Uno degli aspetti sottolineati dal dottor Samaden riguarda le comunità terapeutiche in Trentino. Secondo lui sono ferme a un modello vecchio, è così?
Negli anni scorsi è stato fatto un importante lavoro con la Provincia, includendo anche i servizi sociali territoriali, per valutare i bisogni e portare avanti una riorganizzazione. Oggi in Trentino abbiamo 4 comunità terapeutiche accreditate e convenzionate, ciascuna delle quali ha dei moduli differenti.
I giovani in una struttura, le persone con doppia diagnosi in un'altra e le donne in un'altra ancora. Non è vero, quindi, che i moduli non sono differenziati. Esiste una commissione che valuta l'appropriatezza degli invii delle persone, se è prevalente la questione età oppure la problematica, indicando poi la comunità adatta.

 

Oggi come avviene l'ingresso in una comunità? Quali sono i passaggi che devono essere fatti?
Quando una persona arriva al Serd per chiedere aiuto, in un primo momento sarà valutata da alcuni professionisti, a partire da un medico, un assistente sociale e uno psicologo.
Si avvia così una valutazione, nella quale si tiene conto anche del desiderio della persona, che può portare a dire che in questa situazione è opportuna la comunità.
Da qui il secondo passaggio è la domanda che viene presentata a una commissione che fa da ulteriore filtro. Il ruolo in questo caso di questo organo è quello di indicare, sulla base della valutazione fatta, quale comunità è più adatta. Infine l'Unità di Valutazione Multidisciplinare deciderà gli obiettivi che verranno messi nero su bianco e che verranno valutati periodicamente dalla rete che segue la persona.

 

Oggi nel Serd in Trentino esistono spazi o percorsi specifici solo per giovani?
Questo è un tema centrale che io ho a cuore e ringrazio il dottor Samaden per averlo sollevato. Quando mi sono insediata ho immediatamente notato alcune criticità e per questo sono state decise delle fasce orarie del servizio dedicate all'accoglienza dei giovani, dei giocatori d'azzardo e delle donne. Di tutte quelle persone, insomma, che hanno bisogno di un'accoglienza più “protetta”.

 

Ma c'è l'idea di creare un Serd dedicato ai giovani?
Una struttura così in Trentino non è presente. Adesso, però, per volontà dell'assessore Mario Tonina, è stato attivato il tavolo “Adolescenze complesse”.
Ne faccio parte io, una serie di altri servizi sanitari, dalla psicologia alla neuropsichiatria infantile, i servizi sociali e alcuni rappresentanti del privato sociale. Su questo tavolo si sta ragionando su quali siano le modalità di accoglienza e presa in carico per migliorarle. Su come si possa ottimizzare questo aspetto per i giovani. Dei ragionamenti, quindi, ci sono. Ed è giusto che siano fatti in modo integrato con altri servizi.

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