Autovelox autorizzati, ecco la "maxi" lista (non definitiva) di Salvini e del Mit. Sono 3.367 i dispositivi "promossi" in Italia: 34 in Trentino, 54 in Alto Adige, 19 nel Bellunese
Quello effettuato dal Ministero guidato da Matteo Salvini è stato un vero e proprio "censimento", la cui prima fase si è chiusa il 28 novembre: le amministrazioni o i responsabili delle varie polizie locali hanno dovuto inviare tutte le "specifiche" degli apparecchi a Roma (indicando anche dettagli quali - ad esempio - se fossero contenuti in strutture protettive e l'esatta ubicazione), al fine di evitare ricorsi da parte degli automobilisti. In Trentino sono 9 quelli "fissi" e i 25 gli apparecchi mobili

TRENTO. Sono 3.367 gli autovelox "autorizzati" dal Ministero delle infrastrutture e trasporti per il rilevamento della velocità sul territorio italiano.
Il Mit ha pubblicato l'elenco sul proprio sito ufficiale (Qui la lista completa): tali dispositivi sono pienamente autorizzati (quindi a prova di "ricorso") a certificare gli eccessi di velocità e, in certi casi, anche a verificare se il mezzo è revisionato e assicurato regolarmente.
In provincia di Trento sono 34 i dispositivi autorizzati, 9 fissi e 25 mobili. Tre dei "fissi" si trovano all'interno del comune di Trento, quello all'uscita della galleria di Martignano, lungo la SS 47, in direzione di Gardolo e i due posizionati, in entrambe le direzioni, in via Alto Adige.
Sempre lungo la statale della Valsugana sono autorizzati i due posizionati nel comune di Pergine, che tanto hanno fatto discutere nei mesi scorsi, mentre gli altri autovelox trentini a postazione fissa si trovano a Borgo (due), Isera e Marco, quest'ultimo all'interno del territorio comunale di Rovereto..
Due dei più "temuti" dispositivi dagli automobilisti, quello posizionato a Grigio e quello situato nei pressi di Pergine, in località Ponte Regio (si parla sempre di strada statale della Valsugana), non figurano attualmente nell'elenco ma, attenzione, come specificato dal Ministero, nella nota a margine del lunghissimo elenco, la "lista" sarà in continuo aggiornamento e, dunque, nella prossima "tornata" non ci sarà da stupirsi se verranno inseriti altri dispositivi.
Venticinque sono, come detto, invece, i dispositivi mobili, distribuiti praticamente su tutto il territorio provinciale, dalla valle del Chiese alla val di Fassa, dalla zona di Ala Avio alla val di Sole: si tratta degli autovelox "mobili" che le forze dell'ordine, soprattutto la Polizia Locale può utilizzare per effettuare controlli "mirati" su tratti di strada considerati "sensibili", soprattutto in determinati giorni e orari.
Decisamente maggiore è, invece, il numero di autovelox autorizzati in provincia di Bolzano, dove sono 54 i rilevatori "promossi" dal Ministero dei Trasporti, la maggior parte dei quali "mobili" anche se, in diversi casi, il dispositivo viene indicato come "sia fisso che mobile".
Tre sono i dispositivi mobili che vengono utilizzati dalla Polizia Locale di Bolzano, ben otto quelli in dotazione (e considerati "validi") alla Polizia Locale Val Venosta e sette sono in Val Passiria, utilizzati dai corpi di San Leonardo e San Martino.
Diciannove sono, invece, i rilevatori di velocità che hanno ottenuto il via libero del Mit per quanto riguarda la provincia di Belluno: tre in dotazione alla polizia municipale di Belluno, uno alla polizia comunale di Longarone, due all'Unione Montana Alpago, due alla polizia locale di Limana, uno alla polizia di Ponte nelle Alpi, uno al comune di Santa Giustina, uno alla polizia comunale di Seren del Grappa, due alla polizia locale di Arsiè, uno alla polizia locale di Sedico, due al comune di Colle Santa Lucia, due alla polizia locale di Val di Zoldo e due alla polizia locale di Setteville.
Quello effettuato dal Ministero guidato da Matteo Salvini è stato un vero e proprio "censimento", la cui prima fase si è chiusa il 28 novembre: le amministrazioni o i responsabili delle varie polizie locali hanno dovuto inviare tutte le "specifiche" degli apparecchi a Roma (indicando anche dettagli quali - ad esempio - se fossero contenuti in strutture protettive e l'esatta ubicazione), al fine di evitare ricorsi da parte degli automobilisti.
Dunque, dal 29 novembre, per ogni multa comminata in seguito alla rilevazione di un autovelox, gli automobilisti potranno verificare se l'apparecchio rientra nella lista di quelli autorizzati. Altrimenti potrà scattare la contestazione.












