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Trento
08 agosto | 06:00

Dall’infarto al coma, ora teme di finire in strada. Zakaria, 28 anni, vive alla Residenza Fersina: “Sono gravemente malato. Voglio solo un posto dove curarmi in pace”

La Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Verona, ha deciso di non riconoscergli la protezione ma ha ritenuto sussistano i presupposi  per il rilascio di un permesso di soggiorno per 'cure mediche'. Purtroppo, proprio, per queste cure, secondo quanto racconta del ragazzo, sarebbe finito nei guai infrangendo una regola della struttura in via al Desert dove in questi giorni le problematiche non mancano 

Dall’infarto al coma, ora teme di finire in strada

TRENTO. Zakaria ha 28 anni, è stato sfruttato al lavoro, si è sentito male, ha avuto un infarto che lo ha portato al coma per diversi giorni. È sopravvissuto a più inferni ed ora vorrebbe solamente un po' di tranquillità dove potersi curare. Ma nessuno sembra aiutarlo ed è bloccato alla Residenza Fersina.

 

Per capire la sua storia dobbiamo fare un passo indietro. Zakaria è arrivato in Italia dal Marocco nel marzo dello scorso anno, con un sogno semplice: lavorare e ricominciare. Un sogno, però, che purtroppo è rimasto tale. “Ho lavorato per più di 8 mesi. Non hanno voluto farmi il contratto ed ero costretto a dormire in strada. Una situazione che mi ha segnato profondamente” ci racconta.

 

Poi, alla fine dello scorso anno, un infarto gravissimo lo ha colpito mentre viveva per strada a Milano. Da allora, Zakaria lotta non solo contro le sue gravi condizioni di salute, ma contro un sistema che sembra averlo dimenticato. A seguito dell'infarto è rimasto per diversi giorni in ospedale, alcuni dei quali anche in coma. Successivamente, la difficile ripresa che sta ancora proseguendo.

Oggi si trova ora a Trento, ospitato alla Residenza Fersina. Ma anche qui, il suo presente è diventato un’ulteriore trappola. Una dimenticanza – un’assenza di due giorni per una visita medica urgente a Milano, non comunicata per errore – è bastata per trasformarlo in un “problema da allontanare”.

 

Ha fatto richiesta di protezione internazionale e il Ministero dell’Interno, attraverso la Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Verona, all'unanimità ha deciso di non riconoscergli la protezione internazionale. “Tuttavia – viene spiegato – si ritiene sussistano i presupposti per la trasmissione degli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per 'cure mediche'”.

 

Zakaria ci mostra i suoi certificati medici, in uno datato luglio di quest'anno, è messo chiaramente che è affetto da una grave patologia per la quale segue una terapia complessa con tanto di visite mediche di controllo. “È importante che viva in un ambiente adeguato e protetto” viene riportato dal medico che lo ha in cura.

 

Ed è proprio per questo che nelle scorse settimane è andato a Milano per una visita di controllo, dimenticandosi, però, di avvisare i responsabili della struttura di via al Desert. Le nuove regole limitano la possibilità di dormire fuori dalla residenza e questo, spiega Zakaria, sarebbe il motivo per il quale ora rischia il proprio posto letto.

 

“Ora vivo sotto pressione costante per lasciare la struttura, senza alcuna proposta alternativa, senza alcun ascolto” ci dice. Il giovane ha presentato una lettera con la quale chiede il trasferimento in un luogo più sereno, adatto alle sue condizioni, ma su questo il silenzio diventa ogni giorno più assordante.

 

Nei giorni scorsi Zakaria ha deciso anche di iniziare uno sciopero della fame e delle medicine, che ha poi interrotto per il peggioramento delle sue condizioni. Quella di Zakaria è una delle tante storie drammatiche che si stanno vivendo alla Residenza Fersina, dove la situazione, come già descritto nei giorni scorsi (Qui l'articolo), sta diventando sempre più grave anche a causa dei tagli arrivati con il cosiddetto decreto Cutro, che ha ridotto al minimo i servizi erogati e la soppressione dell’assistenza psicologica, sociale e dei corsi di italiano.

 

“Quello che chiedo io è solo un aiuto per trovare un alloggio tranquillo dove poter proseguire con le mie cure” ci dice Zakaria. Chiede dignità, ascolto, e un futuro che possa finalmente somigliare a quel sogno semplice con cui era partito.

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