Lo trovano immobile sotto il ponte, in ipotermia, congelato: notte di gelo e un senzatetto rischia di morire assiderato
Ha chiesto una coperta, ma non è riuscito a presentarsi all'appuntamento: quando hanno provato a ricontattarlo, non hanno ottenuto risposta, mentre a richiamare sono stati alcuni amici che si trovavano con lui: il ragazzo non era più in grado di reggersi in piedi, di di muoversi e riusciva a malapena a parlare. Decisivo l'intervento dei volontari, che hanno spiegato la situazione ai soccorritori, che sono intervenuti prontamente

TRENTO. Dorme all'addiaccio lungo l'Adige, sotto un ponte, in tre tende realizzate con materiali di scarto, assieme ad altri tre - quattro ragazzi. E la scorsa notte, quella tra mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, ha rischiato di morire assiderato per il gran freddo.
Solamente la prontezza di alcuni volontari e il tempestivo intervento di sanitari e forze dell'ordine ha evitato che la vicenda assumesse i connotati della tragedia.
Con le temperature, che di notte scendono abbondantemente sotto lo zero, la situazione è difficilissima e pericolosissima per chi non ha un posto dove trascorrere le ore più fredde.
E, per l'appunto, la scorsa notte si è sfiorato il dramma. In serata un giovane ha contatto l'associazione Tabita di Trento che - tra le altre attività che svolge - si occupa della raccolta e della consegna dei beni alle persone senza fissa dimora, chiedendo se fosse possibile ottenere qualche coperta in più.
I volontari di Tabita (che hanno raccontato brevemente la vicenda con un post sui social) gli hanno comunicato che avrebbero iniziato il proprio "giro" notturno attorno alle 23, dicendo al giovane che avrebbe potuto raggiungerli nella zona di via Monte Baldo per ricevere quanto aveva richiesto.
All'appuntamento non si è presentato e, quando hanno provato a ricontattarlo, non hanno ottenuto risposta, mentre a richiamare sono stati alcuni amici che si trovavano con lui: il ragazzo non era più in grado di reggersi in piedi, di di muoversi e riusciva a malapena a parlare. Tremava ed era quasi assiderato.

A quel punto è stato consigliato loro di chiamare subito i soccorsi, ma vi erano difficoltà "comunicative", visto che nessuno dei "compagni" del ragazzo riusciva a spiegarsi. I volontari hanno raggiunto il gruppo di senza fissa dimora, che staziona ormai da mesi lungo l'Adige e hanno parlato direttamente con la Centrale Unica, spiegando la situazione.
I sanitari sono arrivati sul posto e, con la collaborazione decisiva delle forze dell'ordine (sul posto erano presenti sia gli agenti della Polizia di Stato che i carabinieri), sono riusciti ad imbarellare il ragazzo e condurlo sino all'ambulanza, nonostante si trovasse in una zona decisamente scomoda da raggiungere.
Il ragazzo, dieci minuti prima di mezzanotte, è stato dunque condotto al Pronto Soccorso dell'ospedale Santa Chiara di Trento per tutti gli accertamenti e le cure del caso.













