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Belluno
06 agosto | 20:00

"La ciclovia è ritenuta meno attrattiva dagli agonisti, ma permette di pedalare in sicurezza. Per favore, usatela". L'appello del sindaco dopo l'incidente mortale

"Quella che si è verificata martedì è una tragedia che ha scosso profondamente tutta la comunità. Mi rendo conto che per gli agonisti, che preferiscono percorsi più rettilinei, la ciclovia possa risultare meno attrattiva. E' poco frequentata, perché è un'opzione che rende il percorso più lungo e, per questo, un atleta che si allena per fare "il tempo", predilige altre strade, ma è decisamente più sicura proprio perché dedicata solamente al transito delle bici"

La ciclovia è ritenuta meno attrattiva dagli agonisti, ma permette di pedalare in sicurezza
di Giorgia De Santis

SANTA GIUSTINA. "Esiste un percorso ciclabile, magari poco attrattivo per gli agonisti, ma che permette di allenarsi condizioni di sicurezza".

 

Il giorno dopo il tragico incidente, che è costato la vita al 76enne ciclista Mauro Matucci sulla statale 50 (la cui dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti), il sindaco di Santa Giustina Ivan Minella lancia un appello pubblico a tutti gli appassionati di ciclismo, invitandoli ad utilizzare la ciclovia Belluno - Feltre.

 

"La statale di Santa Giustina è pensata per un attraversamento veloce del paese principalmente a livello veicolare - spiega il primo cittadino bellunese -. La ciclovia Belluno - Feltre, che passa "attraverso" il nostro comune, è costata più di un milione di euro, è stata censita a livello nazionale e messa a norma, sia in termine di tabellazione, che in termini di sottopassi. La sua funzione è anche turistica, poiché collega i centri abitati limitrofi, adatta alle famiglie e ai semplici appassionati, ma è adatta anche agli agonisti".

 

In redazione è pervenuta anche la segnalazione di un nostro lettore - che si definisce sia ciclista che automobilista - che fa notare la presenza della sopracitata ciclostrada, un'alternativa che permette di evitare quel tratto di statale sul quale vi è un continuo (e veloce) transito di veicoli.

 

"Spendiamo milioni di Euro in piste ciclabili e ciclostrade - scrive il lettore - per poi vedere ancora i ciclisti sulle strade principali, probabilmente perché non solo devono fare esercizio fisico ma devono fare "il tempo", magari segnare i record sulle varie app e condividerli con gli amici, mettendo però a repentaglio la loro vita e quella altrui (credo che anche il signore alla guida dell'auto non sia in un ottimo stato, se non fisico, almeno psicologico) e respirando un'aria che sicuramente non è quella delle campagne ma quella degli scarichi di auto e camion. Le capacità di guida medie, credo a causa di tutti i sistemi di assistenza alla guida e le tante distrazioni, cellulari in primis, rendono già il viaggiare in macchina impegnativo e pericoloso, perché dobbiamo andare a rischiare per praticare uno sport per cui sono state predisposte delle infrastrutture che vengono poco utilizzate?".

 

"Quella che si è verificata martedì - conclude Minella, rispondendo di fatto al quesito posto dal lettore - è una tragedia che ha scosso profondamente tutta la comunità e dobbiamo impegnarci, tutti, per evitare il ripetersi di fatti simili. Mi rendo conto che per gli agonisti, che preferiscono percorsi più rettilinei, la ciclovia possa risultare meno attrattiva. E' poco frequentata, perché è un'opzione che rende il percorso più lungo e, per questo, un atleta che si allena per fare "il tempo", predilige altre strade, ma è decisamente più sicura proprio perché dedicata solamente al transito delle bici".

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