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Trento
27 settembre | 09:52

Tre Bicchieri 2026, il Gambero Rosso premia 13 vini trentini: tra novità e nomi iconici, ecco quali sono 

Su 13 Tre Bicchieri ben 8 sono vini briosi. Poi un paio di Teroldego, un Riesling, un Pinot Nero e l’iconico, inconfondibile San Leonardo, vino dei Guerrieri Gonzaga, azienda che lo scorso anno era stata ‘cantina dell’anno’

Tre Bicchieri 2026, il Gambero Rosso premia 13 vini trentini: tra novità e nomi iconici, ecco quali sono
di Redazione

TRENTO. L’annuncio è una piccola ciliegina sulla torta del Festival Trentodoc: sono stati annunciati i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Con una straripante presenza di ‘bollicine’, come da anni oramai tutte le enoguide esaltano.

 

Su 13 Tre Bicchieri ben 8 sono vini briosi. Poi un paio di Teroldego, un Riesling, un Pinot Nero e l’iconico, inconfondibile San Leonardo, vino dei Guerrieri Gonzaga, azienda che lo scorso anno era stata ‘cantina dell’anno’.

 

Responso per certi versi scontato. Per capirlo basta scorrere l’elenco dei ‘bicchierati’. L’unica vera sorpresa è il premio allo spumante classico della famiglia Pisoni, vignaioli grappisti tra i pionieri - con il Patriarca Arrigo - ad elaborare bollicine di pregio, valorizzando le uve della Valle dei Laghi, che hanno giustamente conquistato il premio con un Extra Brut Blanc de Noirs 2021.

 
Buone nuove pure per Cesarini Sforza - storica maison di Ravina -  e per la riserva dei Simoni, quelli di Casata Monfort, con un loro spumante dedicato al mitico generale francese protagonista di una battaglia a Lavis.

 
Torna sugli scudi pure l’Abate Nero, con un Brut Rosè, tipologia di vino a suo tempo elaborato con maestria dall’indimenticabile Luciano Lunelli, ora rilanciato dalla figlia Roberta assieme a Roberto Sebastiani. E sempre dal colore rosa è l’esclusiva selezione di Lucia Letrari, spumante millesimato 2012.

Rimanendo sull’elenco dei Trento Doc, manca quello di Cavit - Cesarini Sforza è comunque del medesimo gruppo - mentre tra i Ferrari spicca il Perlè Nero, e non l’esclusivo Giulio Ferrari. 
Le cantine della cooperazione hanno in primo piano solo il Brut Rotari Flavio. 

Conferme indiscutibili - del San Leonardo abbiamo detto - per lo spumante di Francesco Moser e per alcuni protagonisti dei ‘vini fermi’. Tra i Teroldego sempre in primissimo piano Giulio De Vescovi Ulzbach con un vino giovane, un 2023, affiancato dalla prestigiosa riserva dei Donati, quel Sangue di Drago, leggenda storica del Teroldego.

Ed ecco due vini della collina di Faedo. Il Riesling del duo Pojer&Sandri, 50 vendemmie alle spalle e progetti per un radicale rinnovo generazionale. Largo ai giovani anche per Bellaveder, Tranquillo Luchetta che coinvolge i suoi due figli e presenta - e ‘spacca’ - con un portentoso Pinot Nero. 

La classifica dovrebbe essere integrata con alcune chicche, le rarità, vini che saranno resi noti solo nella cerimonia di presentazione della guida. Tra i ‘papabili’ Maso Martis e il Vin de la neu.

 

Ecco i vini che hanno ottenuto il massimo riconoscimento nella guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso.

San Leonardo 2020 San Leonardo
Teroldego Rotaliano 2023 De Vescovi Ulzbach
Teroldego Rotaliano Sup. Sangue di Drago Ris. 2022 Marco Donati
Trentino Pinot Nero Faedi Ris. 2022 Bellaveder
Trentino Riesling 2024 Pojer & Sandri
Trento Brut 1673 2020 Cesarini Sforza Spumanti
Trento Brut Nature 2019 Moser
Trento Brut Rosè Abate Nero
Trento Brut Rosé +4 Limited Edition Ris. 2012 Letrari
Trento Brut Rotari Flavio Ris. 2017 Rotari Mezzacorona
Trento Extra Brut Blanc de Noirs 2021 Pisoni Spumanti
Trento Extra Brut Le Général Dallemagne Monfort 2019 Cantine Monfort
Trento Extra Brut Perlé Nero Ris. 2018 Ferrari

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