Turismo sul Garda: Trentino, Veneto e Lombardia uniti per la promozione del territorio. Gavazzoni: "Bene, ma oltre al turismo pensiamo all'ambiente"
Presentato il progetto di promozione unitaria del Garda che vede coinvolte la Pat e le regioni Veneto e Lombardia: si guarda ai mercati del Nord Europa e del Nord America. Il vicepresidente della Comunità del Garda e vicesindaco di Peschiera Filippo Gavazzoni: "Assolutamente favorevole, giusto che il Garda sia promosso in modo congiunto, ma sarà fondamentale arrivare ad avere la stessa attenzione, e la stessa capacità di finanziamento, per le iniziative volte alla tutela dell'ambiente"

TRENTO. Valorizzare il Lago di Garda come destinazione turistica unica, rafforzando la sua competitività sui mercati internazionali e superando i confini amministrativi. In poche parole? Trascendere l'idea di una tripartizione Trentino-Veneto-Lombardia per rafforzare l'unicità del territorio in ottica mondiale, soprattutto per intercettare i mercati di Nord Europa e Nord America, attraendo flussi turistici di qualità, grazie anche allo sviluppo del portale dedicato Visit Garda.
È questo l'obiettivo, in estrema sintesi, del progetto "Promozione unitaria del Lago di Garda" (QUI ARTICOLO), presentato nella giornata di ieri a Malcesine: sostenuto dal Fondo Comuni Confinanti, vede coinvolte la Provincia di Trento e le regioni Veneto e Lombardia e si svilupperà su tre anni. I concetti chiave? Una narrazione tematica del Garda condivisa e riconoscibile sui mercati internazionali (con una segmentazione tematica e non territoriale), particolare attenzione alla qualità dell'esperienza offerta e l'aggiornamento delle politiche di marketing, puntando sull’estensione della stagionalità e sulla prevenzione del sovraffollamento nelle località più frequentate in alta stagione (VEDI IL CASO SIRMIONE).
Venendo ai costi, il progetto prevede un investimento iniziale di 900 mila euro, equamente suddiviso tra le tre realtà: 600 mila euro provenienti dal Fondo Comuni Confinanti della Lombardia e del Veneto, mentre la Provincia di Trento contribuisce con 300 mila euro. Ad occuparsi concretamente del progetto sarà invece Trentino Marketing, che è stata incaricata di seguirne l'attuazione.
A commentare l'avvio di questo percorso, intervistato da il Dolomiti, è il vicepresidente della Comunità del Garda, nonché vicesindaco di Peschiera con delega al Turismo, Filippo Gavazzoni che sottolinea subito la positività dell'iniziativa.
"Sono dell'idea che la promozione del contesto territoriale gardesano debba essere unica e quindi sono assolutamente favorevole a questo progetto – dichiara – questo perché, se anche a livello nazionale la divisione in due regioni e una provincia può creare qualche difficoltà nell'approcciarsi al territorio, la problematica aumenta quando ci si rivolge ai mercati esteri, con i turisti che rischiano di essere disorientati nel momento della scelta della destinazione".
Gavazzoni si dice contento del fatto che, guardando al lato economico, sia stato immesso del 'carburante' per far funzionare una 'macchina' ora strutturata con una programmazione definita, volta anche ad individuare nuovi mercati e target mirati da perseguire.
Oltre allo sguardo dell'amministratore, il vicesindaco di Peschiera fornisce anche il suo punto di vista di vicepresidente della Comunità Del Garda che da sempre sostiene la necessità di una 'cabina di regia' unica per affrontare le più rilevanti questioni che interessano il Lago di Garda, tra cui spicca quella ambientale da non mettere assolutamente in secondo piano quando si parla di sviluppo del territorio.
"È evidente come ogni azione che contribuisce a rendere attrattiva un'area vada guardata positivamente – dice Gavazzoni – però voglio sottolineare, come ho fatto più volte in passato, anche da cittadino gardesano, come sia assolutamente necessario avere una consapevolezza dei limiti da non superare. L'ecosistema gardesano è infatti delicatissimo, con dinamiche biologiche che risentono molto delle influenze esterne, dal cambiamento climatico all'impatto, appunto, dell'essere umano. Non si può quindi prescindere da questa analisi, ragionando sempre in ottica tutelativa".
E parlando di impatto umano, non si può non lanciare uno sguardo ai numeri del turismo gardesano: con oltre 240 mila posti letto, più di 6 milioni di arrivi e oltre 26,5 milioni di presenze annuali, di cui l’83% internazionali, il Lago di Garda si conferma tra le destinazioni più apprezzate d’Europa.
"Sarà fondamentale in futuro arrivare ad avere la stessa attenzione, e la stessa capacità di finanziamento – rimarca Filippo Gavazzoni – per tutte quelle attività di rinaturazione e recupero degli habitat naturali, volte a tutelare l'ecosistema. Ragionando non solo sul lago ma su tutto il suo bacino idrografico, cioè i corsi d'acqua che in esso convergono, e sui territori che lo lambiscono".
Il ragionamento di Gavazzoni è semplice, ma deciso: alla base dell'attrattività turistica del Garda c'è proprio la straordinarietà, e la bellezza, del suo ambiente naturale e tutelarlo deve essere una delle priorità. "Fondamentale è ragionare sulle strategie – sottolinea – e anche il confronto tra gli enti sovracomunali e le comunità, ma anche gli enti come appunto la Comunità del Garda, che possono contribuire nell'individuazione di idee e proposte e a fornire indicazioni utili sul territorio".
Espresso questo pensiero, il vicepresidente della Comunità del Garda torna sul tema della gestione unica del territorio, che nel progetto "Garda Unico" vede indubbiamente una linea concreta di realizzazione: "La grande scommessa sarà quella di tenere insieme tutte le esigenze e le aspettative di questo territorio, per farle combaciare con rigore e rispetto con le reali capacità che il Garda ha di supportarle: per fare questo servirà la migliore politica che saremo in grado di esprimere".
Infine, Gavazzoni torna a parlare di turismo, riannodando in qualche modo il fili della storia del Lago di Garda, che dal secondo dopoguerra in poi ha reso quest'ambito la sua principale risorsa.
"Se settant'anni fa le comunità gardesane, dopo un periodo di grande crisi economica, hanno saputo riscattarsi cogliendo e coltivando l'opportunità offerta dal turismo degli anni Cinquanta – osserva – la generazione politica di oggi deve essere in grado di onorare quel grande passo, conciliando l'enorme motore economico legato al turismo odierno con la straordinarietà di un ambiente che è il protagonista assoluto, quello che ha permesso di costruire tutto ciò. Questo anche perché abbiamo una grande responsabilità nei confronti delle nuove generazioni: quella di lasciare nelle loro mani un patrimonio naturale inestimabile, possibilmente in condizioni migliori di come l'abbiamo ereditato".













