Un 2024 da record al Catullo con oltre 3,7 milioni di passeggeri (e uno sguardo attento sul Trentino): "Nei primi mesi del 2025 crescita del 15,7%"
Il punto all'aeroporto Catullo tra i lavori del progetto Romeo, dialogo con i territori (Trentino compreso) e dati da record: "Al di là dei numeri - dice a il Dolomiti Paolo Arena, presidente di Catullo Spa - per noi la soddisfazione è grande nel vedere come, nel corso degli anni e grazie agli sforzi e agli investimenti fatti, l'opinione dei passeggeri rispetto al Catullo sia migliorata nettamente, in un processo che vede protagonisti anche i nostri territori di riferimento"

VERONA. Innovazione e dialogo con i territori, Trentino compreso, per una visione di sistema nel Nord-Est: sono queste le parole d'ordine con le quali all'aeroporto Valerio Catullo di Verona si guarda al futuro, tra numeri da record e un terminal arrivi completamente rinnovato in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 (che vedranno proprio lo scalo veronese protagonista per la gestione dei trasporti). A sottolinearlo a il Dolomiti è Paolo Arena, presidente di Catullo Spa, nel fare il punto sui risultati raggiunti dall'aeroporto nel corso del 2024 e dei primi mesi del 2025 con particolare attenzione al territorio trentino, che vede nel Catullo (partecipato al 14,8% dalla Provincia autonoma di Trento) un punto di riferimento molto importante.
Nel 2024 sono stati infatti ben 120mila i visitatori atterrati all'aeroporto di Verona che hanno scelto come loro destinazione prevalente (oltre il 50% delle notti) la Provincia di Trento e, su una vacanza media di 7 notti, la permanenza è stata di ben 6 giorni. Si tratta di numeri importanti che non comprendono, tra l'altro, i passeggeri che potrebbero essersi recati in Trentino in modo non prevalente. “Al di là dei numeri – precisa Arena – per noi la soddisfazione è grande nel vedere come, nel corso degli anni e grazie agli sforzi e agli investimenti fatti, l'opinione dei passeggeri rispetto al Catullo sia migliorata nettamente, in un processo che vede protagonisti anche i nostri territori di riferimento”.
Uno di questi, come detto, è la Provincia di Trento: “Stiamo collaborando molto bene con il territorio trentino – dice ancora Arena – con la Provincia, con Trentino marketing e con le associazioni di categoria. È stato messo in moto un lavoro di comunione dove discutiamo molto su vari temi, ragioniamo insieme per capire dove andare a fare promozione e soprattutto sulle modalità migliori per puntare su quei territori che negli ultimi anni si stanno avvicinando molto all'intero Nord Italia e, di conseguenza, anche al Trentino”.
Alla base dei ragionamenti dei responsabili dello scalo, gestito insieme agli aeroporti di Venezia, Treviso e Brescia dal Gruppo Save, c'è infatti la volontà di fare rete tra le infrastrutture stesse (inquadrate nel Polo aeroportuale del Nord-Est) ed i territori. Con risultati che, a Verona, sono da record: “Nel 2024 – precisa infatti Arena – abbiamo superato i 3,7 milioni di passeggeri, un record storico per il nostro aeroporto con una crescita del 7,8% rispetto al 2023”. Un trend al rialzo che si conferma anche nei primi mesi del 2025 e che certifica il cambio di passo del Catullo anche sul fronte della destagionalizzazione dei flussi in arrivo: “Finora la crescita registrata quest'anno è addirittura del 15,7 % rispetto allo stesso periodo del 2024. Il tutto in una fase in passato considerata di 'bassa stagione' per il nostro aeroporto”.
I risultati sono ancora più significativi se inquadrati nello sfidante contesto dei lavori relativi al progetto Romeo, uno dei più grandi interventi aeroportuali a livello nazionale per riqualificare a ampliare l'area partenze del Catullo. L'orizzonte temporale per il completamento dei lavori, fin dall'inizio, è stato fissato al 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali, ed il cronoprogramma è oggi pienamente rispettato: per i viaggiatori infatti, la maggior parte del terminal partenze appare già completamente rinnovato e, sottolinea Arena, i lavori saranno ultimati in tempo per l'appuntamento olimpico.
“I Giochi invernali – dice – saranno una vetrina mondiale per mettere in evidenza non solo il Catullo ma tutto il nostro territorio. E lavorare assieme ci permetterà di cogliere questa opportunità anche guardando al futuro: in occasione per esempio dell'Expo di Milano abbiamo infatti visto come i grandi eventi rappresentino una possibilità importantissima per la costruzione di reti e relazioni per legare ai territori gli ospiti anche negli anni successivi”.
L'importante, conclude il presidente di Catullo Spa, è non accontentarsi: “Oggi il Catullo collega ben 90 destinazioni e, grazie ai collegamenti con gli hub di Parigi Charles de Gaulle, sul quale Air France ha tra l'altro incrementato i voli a quattro a settimana, Francoforte e Monaco, da Verona è possibile serenamente raggiungere ogni parte del mondo grazie ad uno scalo, evitandosi magari lunghi viaggi in macchina per prendere un volo diretto da un altro aeroporto. Abbiamo poi potenziato molto i collegamenti con la penisola iberica, siamo connessi con l'Europa centrale il Regno Unito e l'Irlanda, le isole greche e spagnole. Siamo poi l'hub di riferimento di Neos per i voli intercontinentali”. Guardando al futuro, aggiunge Arena: “La nostra strategia, al netto dell'impegno per la conclusione dei lavori del progetto Romeo, è di dare da una parte organico al sistema aeroportuale del Nord-Est, che punta a superare i 20 milioni di passeggeri all'anno diventando sempre più protagonista in Europa, e di espandere dall'altra la connettività dell'aeroporto, incrementando sia le linee sugli hub europei che i voli di lungo raggio su destinazioni intercontinentali”.
L'offerta incoming, nel frattempo, è favorita dalla varietà di proposte dell'ampia area servita e che vede protagoniste città storiche come Verona, l'intero areale del lago di Garda e il Trentino. Una zona di grande richiamo in particolare per i cittadini inglesi e irlandesi: come riportano infatti i responsabili dello scalo, nel 2024 il 34,6% dei visitatori proveniva dalle due isole (il podio si completa con il Sud Italia, 29,6%, e la Germania, 6,7%). “In un mondo che cambia – conclude Arena – l'interconnessione, in particolare tra le città europee, è un fattore sempre più strategico. Il nostro obiettivo è che sempre più persone vedano nel nostro aeroporto un'opzione per partire e arrivare sul territorio”.













