Cannabis terapeutica, bocciato il ddl del Team K: "Un'occasione sprecata". Federfarma smentisce: "Forniture stabili e ricette in aumento. Non si registrano problemi"
Bonvicini: "Da un anno non mi capita mai di non poter fornire un farmaco. Dopo i problemi di reperibilità che abbiamo avuto durante l’emergenza sanitaria e negli anni successivi, abbiamo raggiunto una certa stabilità". Fratelli d'Italia: ''Norme già adeguate''

BOLZANO. Bocciato il ddl proposto dal consigliere Ploner (Team K) sui farmaci a base di cannabinoidi in Consiglio provinciale. La commissione ha respinto il disegno di legge da lui rielaborato dopo la discussione in Consiglio.
Protesta il Team K: “Un’altra occasione persa per i pazienti che dipendono da trattamenti complementari di efficacia scientificamente riconosciuta per la terapia del dolore, le cure palliative e le patologie neurologiche. Franz Ploner aveva rielaborato il proprio disegno di legge dopo la prima discussione, inserendo esattamente quelle proposte di modifica che a suo tempo erano state avanzate dallo stesso assessore alla Salute. Ora si sostiene improvvisamente che una legge provinciale non sia necessaria: la disposizione attuativa del 2018 sarebbe sufficiente, i preparati a base di cannabis sarebbero reperibili in farmacia e non ci sarebbero problemi”.
Abbiamo chiesto al dott. Matteo Bonvicini, presidente di Federfarma Bolzano, se ci fossero effettivamente dei problemi di reperibilità: “Da circa un anno l'approvvigionamento si è finalmente stabilizzato – spiega Bonvicini –. Dopo i problemi di reperibilità che abbiamo avuto durante l’emergenza sanitaria e negli anni successivi, abbiamo raggiunto una certa stabilità”.
“Nell’ultimo anno non mi è mai capitato di non poter fornire il farmaco – continua –. Sia Bedrocan, sia Bediol, che costituiscono la maggior parte delle prescrizioni sono sempre disponibili. La parte più delicata è quella prescrittiva, ma il numero di ricette sta aumentando esponenzialmente. Sempre più dottori riconoscono i benefici del farmaco e lo prescrivono laddove le terapie croniche già in atto non funzionano più”.
Concorda anche la consigliera Scarafoni (FdI), che in commissione legislativa ha bocciato la proposta di Ploner. “Il disegno di legge proposto dal consigliere voleva alleggerire le norme che regolano la prescrizione e la somministrazione dei farmaci a base di cannabinoidi sulla base di una supposta difficoltà nel reperirli. Il farmaco, però, è già di uso comune nei casi in cui c’è necessità”.
“Abbiamo bocciato la proposta del consigliere Ploner perché non è necessario un alleggerimento delle norme. Anzi, rischia di essere dannoso”, specifica la consigliera.
Secondo Scarafoni, infatti, i possibili effetti collaterali di questa tipologia di farmaco, richiedono che esso continui ad essere inserito in dei piani di cura strutturati e supervisionati da professionisti.
“Il consigliere Ploner voleva, per esempio, permettere la prescrizione anche ai medici di base in assenza di un piano di cura elaborato da uno specialista. Ma l’uso di questi farmaci va necessariamente supervisionato da specialisti. Sostenere altrimenti è una semplice mossa ideologica, che non tiene in conto le reali necessità dei malati”, conclude la consigliera.














